La giusta dimensione

E non mi riferisco ad un telaio.

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Sono appena rientrato da una due giorni a spasso tra le ciclabili della Valle Isarco e Val Pusteria. Volevo provare per bene la Surly così approfittando di un periodo calmo sul lavoro martedì ho caricato la borsa e sono partito. Avevo programmato per la seconda volta di andare a tracciare il brevetto da 400km che volevo proporre nel 2014, ma anche questo giro i piani sono cambiati in corsa. Ma non me ne rammarico, anzi.

Ho avuto modo di riflettere a lungo (come spesso mi capita durante queste scorribande da “ramingo randonnatore” nda grazie a Stefano per questo termine geniale!) e mi sono reso conto che ho bisogno di trovare un’ altra dimensione ciclistica. Sento che è venuto meno il bisogno di estremo, di fare qualcosa fuori dall’ ordinario, quello che gli altri, i ciclisti “normali”, neanche si sognano di fare: ho bisogno di riconciliarmi con la bicicletta e con le sensazioni che mi regala, ho bisogno di pedalare per il solo gusto di farlo, per sentire l’ aria fresca sulla faccia e godere di ogni minuto speso in sella senza stressarmi riguardo a distanza, cancelli orari, ecc. Andare a scoprire il mondo, ma un pezzetto alla volta.

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Ho incontrato tantissimi cicloturisti in questo mio mini-viaggio, la maggior parte in mega gruppi organizzati (anche 40/50 persone alla volta), ma anche qualcuno bello carico, solo o spesso in coppia, e sono soprattutto questi che un po’ ho invidiato. O meglio, più che invidiato ammirato. E’ da anni che sento il richiamo al cicloviaggio, ma ancora non sono riuscito a metterlo in pratica, chissà che l’ anno prossimo non sia la volta buona.

Ho pedalato per 330km con 2000mt di dislivello circa, sullo stesso percorso in andata e ritorno, da Trento a Valdaora, pernottando la sera in un albergo. La mattina del secondo giorno mi sono goduto la pista ciclabile, fermandomi brevemente nei paesi attraversati con una tabella di marcia più che rilassata ed è li che ho pensato che la giusta dimensione ciclistica per me adesso sarebbe proprio questa. La sensazione che si prova a sapere di non dover sfidare i propri limiti ogni volta che si salta in sella e meravigliosa. Uscire senza imporsi traguardi troppo lontani; quantificando potrei dire che la giusta misura è un centinaio di chilometri al giorno. Con tutto il tempo per guardarsi intorno e assaporare “il viaggio”.

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