Assemblea organizzatori A.R.I. Castelfranco Emilia-MO

Treno+bici.

Ieri a Castelfranco Emilia si è tenuta la riunione indetta da A.R.I. (Audax Randonneurs Italia) tra gli organizzatori di brevetti. Non essendo mai andato a queste assemblee ho deciso di partecipare per capire che aria tirava; all’ ordine del giorno l’ approvazione del calendario brevetti 2013 e la realizzazione di un nuovo sito di riferimento per il movimento rando in Italia.

Visto che la riunione è di sabato devo prendermi un giorno di ferie, così decido di unire l’ utile al dilettevole e mi porto la Mercian; scenderò a Castelfranco in treno per poi ritornare con la bicicletta (alla fine vista l’ ora tarda ho optato per un rientro in bici fino a Verona e poi di nuovo treno fino a casa, soluzione che mi ha comunque permesso di godere di un bel pomeriggio in sella-120km-tra pianura e nebbia, navigazione “a vista” con la cartina e il sempre romantico attraversamento del fiume Po, che tanto mi ricorda Aldo Rock nei suoi primi racconti della Race Across America quando attraversava il Missisipi!). La soluzione treno+bici è di quanto meglio si possa volere, ecologica, economica e pratica, permette di spostare notevolmente i nostri “orizzonti” ciclistici, a patto di conoscere alcune cose.

In primo luogo come trasportarla sul treno. Due le soluzioni possibili, montata così com’ è, oppure all’ interno di una sacca smontata.

Per la prima soluzione basta sapere su quale treno ne è possibile il trasporto. In linea di massima su tutti i treni regionali e regionali veloci (meglio consultare direttamente in stazione i cartelloni delle partenze, sul sito Trenitalia non viene quasi mai specificato se è possibile e al call center ufficiale non aiutano). Bisogna pagare un supplemento specifico di € 3,50 valido per 24h e poi basta caricarla, di solito sulla carrozza in testa dove viaggia il capotreno.

La seconda soluzione, quella che ho adottato io, consente invece di viaggiare su tutti i treni e non costa nulla. La bici deve essere smontata e riposta all’ interno di una sacca con dimensioni massime di 80cm x 110cm x 40cm che basta riporre dove non rechi fastidio per gli altri viaggiatori. Siccome non esiste un regolamento specifico per come deve essere fatta la sacca, il modo più semplice ed economico che ho trovato è questo:

La bici si impacchetta in un minuto ed una volta arrivati il telo sta comodamente in una piccola borsa o nello zaino, pratico ed essenziale. Per approfondire l’ argomento bici+treno a questo indirizzo si può trovare l’ opuscolo realizzato dalla FIAB in collaborazione con Trenitalia. L’ unica cosa da tenere in considerazione è che spesso vi scontrerete con il personale di Trenitalia non sempre preparato sull’ argomento e che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote.

A pieni voti il mio primo viaggio treno+bici, e a parte qualche mio ritardo mattutino sulla tabella di marcia raggiungo Castelfranco in orario. In due minuti la bici è pronta e poco dopo raggiungo la sede della Polisportiva, un bel centro sportivo popolato di simpatici animaletti da fattoria liberi di scorrazzare ovunque! A saperlo portavo la Eva!!

La riunione.

Tre ore abbondanti di discussione che non starò qui a riportare nel dettaglio. Il calendario brevetti alla fine è approvato, con ahimè una novità, un brevetto da 1000km organizzato da Fulvio Gambaro, consigliere ARI, proprio nel week-end del mio nuovo 300 (26 Maggio, data che avevo scelto in quanto non coincideva con altre randonnée). La tipologia di questo 1000km è quella in cui credo io, autosufficienza totale che non porta a grandi numeri di partecipanti ma che è alle origini del nostro movimento. Fermo Rigamonti mi è sembrato un po’ titubante su randonnée di questo tipo, ma credo più per paura che le cose vengano fatte male che altro. Secondo me invece è la strada da seguire e che si dovrebbe incentivare tra gli organizzatori in Italia per far crescere le randonnée in tutte le regioni (come numero di eventi organizzati), anche sulle brevi distanze, non solo sulle 1000km e più. L’ unica critica che posso fare è che si poteva trovare una data migliore avendo loro sott’ occhio il calendario degli altri eventi, magari a Settembre, non sovrapponendola così ad una randonnée emergente come quella delle Pale di San Martino, che per bellezza del percorso si merita un posto in primo piano nel calendario. Ricordiamoci che le Dolomiti sono patrimonio Mondiale dell’ UNESCO, questo senza nulla togliere agli splendidi percorsi delle altre randonnée.

E’ stato poi illustrato il nuovo sito di rifermento per Audax Italia che a breve sarà on-line. Finalmente una piattaforma seria e ben fatta che si ispira a siti esteri (era ora di aprire gli occhi al di là del confine) e che come quello da me creato per i Trentino Randonneurs riporterà utili informazioni per chi si avvicina al nostro mondo, oltre a tutte le notizie riguardanti il calendario delle randonnée in Italia.

Insomma, mi è sembrato che ARI vada nella giusta direzione, tra i vari organizzatori ci sono pareri e visioni del mondo rando differenti ma è normale che sia così. Io di sicuro continuerò per la mia strada semplice, pura ed essenziale, che amo di più e che secondo me rispecchia meglio l’ austerità dell’ Audax Club Parisien. Non mi importano i grandi numeri, mi importa essere presente e lasciare il segno, anche se ad approfittarne saranno in pochi.