Freddo e pioggia

msr13

Domenica pomeriggio. Dopo pranzo decido di uscire in bici sottovalutando le previsioni del meteo. Grave errore. Vivrò anche io le sofferenze dei prof. alla Milano-Sanremo odierna.

Una rapida occhiata fuori dalla finestra, non piove e il cielo è chiaro, sembra tenere. Nonostante sia prevista acqua tutto il giorno penso che oggi le previsioni si siano sbagliate; ho quattro ore di tempo, decido di scendere giù per il lago fino a Garda, un centinaio di chilometri in totale. Porto con me solo una mantellina per la pioggia, guanti e copriscarpe leggeri come sto usando in questi giorni: prendo la Giant alla quale ho ovviamente smontato i parafanghi. Altro stupido errore.

Il viaggio di andata mi da ragione, solo nei pressi del giro di boa una leggera pioggerella, di quelle che non bagnano nemmeno l’ asfalto, mi tiene compagnia. Sono in anticipo sulla tabella di marcia, un po’ di vento a favore fa segnare una media superiore ai 32km/h; sto quasi pensando che oggi filerà tutto liscio quando la pioggia si fa via via più fitta, e nel giro di 5 minuti realizzo che le previsioni avevano ragione. L’ asfalto in breve si riempie di acqua e la temperatura crolla da 8° a 4°. Incredibile come in meno di due ore freddo e pioggia ti possano distruggere se non sei attrezzato a dovere. Le mani sono le prime ad accusare problemi, con i guanti bagnati perdo del tutto la sensibilità alle dita e sono costretto a fermarmi più volte per farle tornare in vita; seguono a ruota ginocchia, piedi, caviglie e volto. Una bruttissima sensazione che non provavo da tempo. Per fortuna le gambe non mollano e spingo a tutta per arrivare a casa il prima possibile. Smontato dalla bici fatico a fare le scale per entrare in casa, e per aprire la porta con le chiavi devo usare le braccia, le mani sono completamente prive di sensi. Mi ci vorrà mezz’ ora di massaggi e bagni d’ acqua fredda alle mani da tanto mi bruciano prima di potermi concedere una doccia.

Rifletto alla possibilità di trovarsi in questa situazione durante una randonnée, magari di notte, e subito accantono l’ idea che mi era balenata di smontare i parafanghi alla Mercian. Avevo in mente di alleggerirmi il più possibile, ma mi rendo conto che a certe cose è meglio non rinunciare.

  • Parafanghi completi: l’ acqua tirata su dall’ asfalto è quella che causa più danni. Oggi ad esempio nonostante la giacca impermeabile arrivato a casa l’ unica parte del busto ad essere bagnata era la schiena, proprio per colpa dell’ acqua schizzata dalla ruota posteriore. Stesso discorso per piedi e gambe con la ruota anteriore.
  • Guanti impermeabili: Sealskinz o in neoprene, devono garantire un minimo di termicità anche con la mano bagnata (se qualcuno avesse bisogno di prodotti Sealskinz mi contatti, disponibilità di guanti e calze in negozio).
  • Calze impermeabili, meglio se con interno in lana Merinos: l’ acqua prima o poi entrerà comunque e la lana Merinos aiuterà a mantenere la temperatura corporea il più a lungo possibile.
  • Copriscarpe impermeabili: indispensabili per rallentare l’ ingresso dell’ acqua nelle scarpe.
  • Copripantaloni antipioggia lunghi: posizionandosi sopra i copriscarpe eviteranno che l’ acqua che cade dalla gamba si infili direttamente all’ interno delle scarpe.
  • Giacca impermeabile traspirante: inutile dire che questo è il migliore investimento da fare; il busto non deve assolutamente raffreddarsi. Per mia fortuna ieri avevo almeno la giacca, riuscendo così a mantenere il fisico “a regime”.
  • Copricasco/cappellino: un sottocasco leggero in lana Merinos occupa poco spazio e può salvare la testa, anche quando bagnato.