PBP, ricapitolando

Ok, tempo di mettere mano di nuovo al blog. Ci eravamo lasciati in Febbraio con le mie prime salite invernali, e a dirla tutta la primavera non sembra sia ancora arrivata. Oggi è l’ ennesima domenica piovosa, ne approfitto dunque per fare il punto sulla mia preparazione alla Parigi-Brest-Parigi che si terrà il prossimo Agosto e che sta catalizzando l’ attenzione di tutto il randomondo.

Anche grazie ad un aumento delle quote di partecipanti ammessi fatto dall’ organizzazione, sono riuscito a preiscrivermi all’ evento (nota da ricordare: per l’ edizione 2023 fare qualcosa in più di un brevetto da 300km l’ anno prima!), il che significa che ora bisogna qualificarsi! Croce e delizia della PBP, da regolamento per partecipare ad un brevetto da 1200km qualsiasi (alcune eccezioni come la LEL) bisogna fare le quattro classiche distanze nel corso dell’ anno 200/300/400/600 e ottenere così il già di per sé prestigioso titolo di Super Randonneur.

Sembra facile ma non è, e incastrare le date disponibili con tutti gli altri impegni è sempre più difficoltoso (senza dimenticarsi che può sempre andare storto qualcosa ad una qualifica, vedi poi). Avevo quindi deciso di prendere parte ai quattro eventi organizzati da Musseu e Sportverona, sia per comodità essendo la partenza ad un’ oretta di macchina da casa, che per omogeneità e bellezza dei percorsi creati da Giorgio, che in parte conosco bene. Purtroppo però i piani non sono andati come previsto: il 200 è saltato per un’ influenza presa un giorno prima del via, e per il 300 invece ci si è messo un calo motivazionale che mi ha fatto quasi perdere la retta via.

Ad Aprile mi rimbocco le maniche e trovo un’ alternativa, il TFC Tour organizzato a cavallo dei colli Berici ed Eugànei. La giornata scorre liscia e senza intoppi, percorso impegnativo con salite corte e ripide dove ho modo di provare per bene la Condor Fratello, con la quale mi trovo decisamente a mio agio, “assetto” a parte che andrà poi modificato.

Una settimana sola ed è già tempo del 400. Non è mai preferibile saltare a piedi pari una distanza (il 300 in questo caso) ma mi ci ritrovo costretto, ed essendo già iscritto ai Magnifici Quattro vado lo stesso, al 300 penserò poi. Le partenze pomeridiane (il via è alle 16:00) non sono il mio forte, e anche questa volta non è diverso. Ci si mette un forte mal di testa a complicare la situazione, così a mezzanotte con circa 200km fatti, sono costretto a fermarmi in un albergo a Borgo Valsugana che per fortuna sono riuscito a prenotare nonostante l’ ora tarda (tra l’ altro fantastico, consigliato proprio!). Ripartirò alle 5 del mattino per concludere la rando in solitaria e con ancora due ore nel sacco. Nota positiva oltre al percorso stupendo, il passaggio proprio di fronte a casa mia la mattina di domenica che mi ha permesso di fare una bella colazione, salutare tutti e ripartire asciutto e rinfrancato. Ma il vento contro degli ultimi 80km!!!

Dieci giorni dopo sono in pista per il 300, a Ponte nelle Alpi, una rando che avevo già fatto tanti anni fa. Però succede quello che non ti aspetti, anche se un po’ la colpa è mia: ritiro per guasto meccanico. Dopo 50km mi si smonta il reggisella, un bullone è perso e non c’ è modo di sistemarlo. Sconfortato e abbattuto me ne torno alla partenza pedalando in qualche maniera. Altra nota da ricordare: 1-mai andare ad una rando con una bici messa insieme la sera prima, 2-verificare sempre per bene quando appare un rumore strano sulla bici. Se avessi agito in tempo è probabile che il bullone non lo avrei perso, 3-non si parte per 300km con una camera, una pompetta e un multi-tool soltanto, perché “shit happens”. Sbagliando s’ impara, forse.

Mi rifarò due settimane dopo sulle strade di casa con il giro delle Dolomiti di Brenta in solitaria (la randonnée torna il prossimo anno, non mancate!) con delle condizioni quasi invernali, ma che mi ha lasciato un po’ di sicurezza in più sulla mia condizione fisica.

Quindi ad oggi sono a metà strada di questo percorso tortuoso di qualificazioni che dovrebbe portarmi a Parigi per la terza volta. Una settimana esatta e toccherà al 600. La bici è in assetto rando, il meteo non è ancora il massimo ma la voglia di avventura c’è; martedì ultima uscita e poi incrociamo le dita!

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Un giorno ordinario

La Super Randonnée delle Dolomiti ha già il suo primo omologato: Giorgio Murari “Musseu”.

Per me oggi è stato un giorno ordinario di ciclismo: giornata libera infrasettimanale, sveglia alle 06:30, colazione abbondante, vestizione quasi invernale viste le temperature e via in cantina a prendere la bici. In programma una bella salita, il mio (dato che parte proprio di fronte casa) Passo di San Giovanni al Monte.

San Giovanni al Monte

Ma prima avevo da fare un giretto in Valle del Sarca per andare incontro ad un amico che stava per portare a termine qualcosa di epico per me, quasi di ordinario per lui. Ma Giorgio è fatto così. Non ha mai mancato uno dei miei appuntamenti: Solstizio d’ Inverno (era uno degli otto presenti alla prima edizione ed è sempre venuto ogni anno), Randonnée delle Dolomiti di Brenta in forma permanente (attenzione, piccolo scoop, la manifestazione torna nel 2016 in calendario), Randonnée delle Pale di San Martino. Così quando gli ho parlato di questo progetto ci ha messo meno di una settimana a decidere! Una persona normale prepara un evento del genere in un anno, forse anche due, Giorgio no. Meteo favorevole, chiede due giorni di ferie e parte.

Ci tengo a precisare che il meteo favorevole di fine ottobre non è quello di luglio, le giornate sono corte e la notte sui passi è molto freddo. Troverà temperature di -9° sul Gardena. Ma Giorgio non ha di questi problemi: ha fatto una TransAm, 10 volte il Grappa no-stop, svariate Ultracycling e tutte le Randonnée canoniche dei calendari nazionali e internazionali. E ogni volta che porta a termine queste imprese lo fa con la semplicità che lo contraddistingue. Come uno dei messaggi che mi ha mandato questa notte: “Tutto ok, sto bene. Dormi tranquillo” visto che gli avevo detto di chiamarmi se avesse avuto problemi. E io ho guardato fuori dalla finestra e in tutta onestà non l’ ho invidiato proprio. O forse si….

Complimenti anche questa volta amico mio, sei sempre fonte di ispirazione a spingermi oltre i miei limiti.

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