Un Bondone invernale

Il 2019 è l’ anno della Parigi-Brest-Parigi, come tutti sanno, che ovviamente è anche il mio obbiettivo ciclistico di questa stagione. Se però riesco a iscrivermi. Ad oggi infatti sono rimasti solo un migliaio di posti disponibili, e con il mio 300 di pre-qualifica ho ancora qualche speranza di farcela. Lo scoprirò il 25 Febbraio.

Meglio comunque prepararsi, che tanto se non è la PBP qualcosa di alternativo lo si trova sempre.

Domenica ero libero, e cogliendo l’ occasione di una gita in famiglia sulla neve alle Viote del Monte Bondone, ho deciso di raggiungerli in bici. Febbraio, mattina presto, salita dal versante Nord, temperature rigide, la mia bici leggera in manutenzione ecc. ecc., tutte scuse per una testa che forse ha perso un po’ di abitudine a quelle sane strusciate che in fin dei conti sono quello per cui vado ancora in bici. E come poi si è visto, tutte scuse inutili.

Sì, a salire ci abbiamo messo 3 ore da casa (con me anche Carlo, e grazie perché se non fosse stato per lui con tutta probabilità mi sarei rigirato nel letto), sì, era freddo (sottozero in valle e sulla salita 2/3 gradi sopra massimo), sì, ho fatto una bella faticaccia, ma ne è valsa davvero la pena. L’ essenza del ciclismo invernale, come ha scritto poi Carlo in un suo post su Instagram.

E’ stata poi la molla che mi ha fatto pensare: ” SI PUO’ FARE”. Così dopo un paio di giorni sono pronto per la replica con il Passo Bordala. Altri orari ma soprattutto altre temperature! Comunque la caccia alle salite è aperta, per fortuna. E mi viene da pensare perché ho aspettato così tanto…

Colnago CX-1 Evo test ride

Questa mattina giro di prova con la bici nuova. Mi sono concesso la mia prima Colnago, una CX-1 Evo montata Shimano Ultegra, alla quale ho fatto subito un upgrade ruote, una coppia di Fulcrum Racing 0. E’ da quando abbiamo aperto il negozio che pensavo ad una Colnago, ma tra una cosa e l’ altra non ci ero ancora riuscito. Poi è arrivata la decisione di vendere la Giant che per me era un po’ troppo “lunga”, e così ne ho approfittato.

La scelta era tra questa e la M10 (C59 fuori portata per me €€€); benchè superiore sulla carta, a livello estetico preferisco la CX-1, anche se di sicuro paga un po’ il peso. Così montata si aggira intorno ai 7,8kg, in taglia 54s (58), con pedali Ultegra in carbonio e due portaborraccia (qualcuno potrebbe storcere il naso per un peso simile su di una bici che a listino si aggira intorno ai 3700€), ma d’ altronde Colnago si sa che non va alla ricerca del peso estremizzato.

Dal sito Colnago:

Colnago e il peso del telaio

Il peso del telaio è un det­taglio che sta por­tando sul mer­cato prodotti non sicuri. Il processo spesso inaf­fid­abile e incon­sis­tente di man­i­fat­tura dei telai in fibra di car­bo­nio potrebbe pro­durre prodotti dalla durata e dalla resistenza alle fatiche sospette. Le cir­costanze esterne pos­sono facil­mente portare prodotti di bassa qual­ità a crepe improvvise o addirit­tura alla rot­tura inaspet­tata del mezzo. Molti pro­cessi per diminuire il peso di un telaio sono sem­plice­mente non tes­tati e molto ris­chiosi. Grazie alle appli­cazioni di questi pro­cessi ci sono sul mer­cato numerosi telai dal peso tra i 700gr e gli 800gr. Questi telai rap­p­re­sen­tano una ten­tazione per il con­suma­tore in cerca di qual­cosa di leg­gero. Colnago però per il suo top di gamma crede in un lim­ite al peso di 1000gr. Non vale la pena sac­ri­fi­care la manovra­bil­ità, la sicurezza e l’affidabilità per pochi grammi in meno di peso su un telaio, il cuore della bicicletta.

Mi aspettavo quindi una bicicletta solida e manovrabile, e la prova non ha deluso le aspettative: il carro posteriore smorza molto bene le vibrazioni, merito della sua forma arrotondata, e con i copertoncini da 25mm (Conti GP 4Season) si ottiene un ottimo livello di comfort. La bici mantiene però una rigidità strutturale importante che si fa sentire nei rilanci e in fuori sella. Anche le ruote fanno la loro parte in questo senso, mi avevano sempre parlato molto bene delle Racing 0 e ora capisco perchè, non si sente nessuna flessione quando si spinge a fondo sui pedali.

Come test ride ho scelto la scalata al Passo Santa Barbara da Loppio, un anello di 50km con partenza da casa. Ho scelto questo versante per poter affrontare in discesa il lato di Arco, una discesa molto tecnica e impegnativa. Ci è voluta qualche curva per prendere confidenza, soprattutto con i copertoni nuovi, ma poi la situazione è migliorata. Sicuramente la bici necessita di maggiore decisione nell’ impostazione di curva, ma una volta scelta la traiettoria si ha la classica sensazione di essere su di un binario, stabile e potente.

Resta da vedere come si comporterà la bici sulle lunghe distanze, ma per ora sono più che soddisfatto, è proprio quello che mi aspettavo da una Colnago.

Modifiche rispetto alla versione di serie:

  • ruote Fulcrum 0, copertoni Continental GP 4Season 700x25mm;
  • attacco manubrio carbonio Edge 110mm;
  • reggisella carbonio Edge senza arretramento;
  • sella Fizik Aliante Carbon K:ium;
  • cambio posteriore Ultegra gabbia lunga/cassetta 12-30;
  • freni Ultegra.

IMG_1849Salendo verso Nago

IMG_1850Piccola deviazione al Maso Naranch

IMG_1856I lavori sulla SP88 Bolognano-Monte Velo