Paris-Brest-Paris 2015, kit-list

Dato che non ho avuto il tempo di farlo prima inizierò con la mia kit list per Parigi, ovvero cosa ho portato con me (e cosa ha funzionato) per affrontare i 1200km no-stop in autosufficienza (niente bagdrop) della prova francese.

Bici:

Mercian Rapha Continental.

Dopo varie tribolazioni e insicurezze per fortuna ha prevalso la ragione e così ho portato con me la bici in acciaio montata in versione classica, sella Brooks Swift titanium, ruote da rando con mozzo dinamo all’ anteriore, gruppo Shimano 105 e parafanghi. Una bici che ben figurava tra tutte quelle presenti al via. Purtroppo la sera prima della partenza ho smontato i parafanghi confidando nelle previsioni meteo (cosa che non farò mai più!): ovvio che ha piovuto e neanche poco, facendomi rimpiangere amaramente i miei SKS Raceblade Long rimasti in albergo.

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Borse:

Carradice Barley, c’ è stato tutto quello citato in questo articolo.

Il Bagman (supporto per borse posteriori) e la Caperoll previste inizialmente le ho lasciate in albergo: optando per una riduzione del bagaglio sempre per via delle ottime previsioni, non li ho montati. Nella Caperoll doveva andare il kit pioggia, ma avendolo ridotto al minimo indispensabile (giacca in Gore-Tex Paclite) la giacca l’ ho fissata arrotolata all’ esterno della Barley. Del Bagman invece me ne sono pentito, avrei preferito 500gr in più in corsa ma una maggiore stabilità e comodità di accesso della borsa. La borsa posteriore ha mantenuto le promesse di impermeabilità: nonostante non ci fossero i parafanghi non è entrata una goccia di acqua all’ interno e tengo a precisare che non le ho ancora ritrattate con la cera apposita.

Attrezzatura per le piccole riparazioni:

  • 2 camere d’ aria, levette, pezze e mastice, pompa al telaio;
  • pezza per riparare i copertoni della Park Tool autoadesiva;
  • smagliacatena e falsamaglia (grazie Matteo!);
  • multitool con chiavi a brugola più due misure extra a parte, 4 e 5;
  • tiraraggi e raggio di ricambio universale FiberFix;
  • guanti in lattice (non li ho usati in corsa perché non ho avuto nessun problema meccanico, ma mi sono risultati comodi quando ho smontato la bici per rimetterla nella sacca al mio ritorno verso l’ Italia in treno);
  • bussolotto sella di ricambio (alla partenza del raduno della Nazionale quasi mi restava in mano, da allora ne porto sempre uno con me nei giri più lunghi);
  • fascette da elettricista.

Abbigliamento:

  • maglia intima manica corta lana merinos, sempre indosso;
  • 2 paia di calzini lana merinos Rapha (uno di ricambio ma li ho anche indossati insieme nelle notti più fredde per avere maggiore termicità);
  • 2 paia di salopette Assos/Rapha, da cambiarsi al giro di boa di Brest;
  • maglia da bici manica corta in lana merinos leggera Rapha, sempre indosso;
  • maglia manica lunga da bici pesante in lana merinos Mercian;
  • manicotti in lana merinos Smartwool;
  • gambali lunghi Norain Sportful;
  • copriscarpe in neoprene Endura e copripantaloni pioggia Rainlegs (lasciati in albergo dopo previsioni meteo favorevoli. Sembrerebbe un errore con la pioggia trovata, ma mi ha fatto capire che sono due articoli che non mi servono se le temperature non vanno sotto ai 10°);
  • guanti in pelle corti Rapha;
  • guanti lunghi leggeri Sportful;
  • cappellino in cotone Rapha, ottimo per il sole, il sudore e anche la pioggia;
  • copricasco impermeabile (usato sia contro la pioggia che per il freddo);
  • bandana in cotone per il collo;
  • boxer in lana merinos Smartwool per i momenti di riposo notturno (mi aiutava psicologicamente mettermi una sorta di pigiama per dormire, anche se per poche ore, e così facendo permettevo alle parti intime di respirare un po’);
  • casco con luce frontale fissata;
  • gilet riflettente ufficiale PBP. Ho usato quello della versione 2011, praticamente uguale ma senza l’ anno, faceva molto figo far vedere che ero già un Ancien 😉

Extra:

  • documenti e soldi contanti (ai controlli si paga quasi sempre cash, sono partito con 250€, ne ho spesi circa 130 durante la corsa)
  • medicine (antidolorifici, antipiretici, antiinfiammatori). Nessuno utilizzato per fortuna;
  • spazzolino/dentifricio, per mantenere un minimo di igiene orale, molto importante per evitare la formazione di infiammazioni batteriche in bocca. Le afte possono essere un grosso fastidio da evitare;
  • piccolo sapone/asciugamano microfibra. Non utilizzati, non ho sentito la necessità di farmi la doccia dedicando così più tempo al riposo notturno;
  • fazzoletti/salviette detergenti. Queste ultime importantissime per mantenere pulita una zona già di per se molto soggetta a irritazioni;
  • crema sottosella;
  • burrocacao (viste scene di gente con labbra devastate all’ arrivo, l’ esperienza insegna);
  • tappi per le orecchie (inutile dire che sono fondamentali per un buon riposo notturno in una stanza piena di randonneurs che dormono e di altri che vanno e vengono. Altri preferiscono coprirsi anche gli occhi, spesso nei dormitori c’ è luce, ma io non ho questo problema);
  • cellulare abilitato per la navigazione (non avevo con me il gps e l’ ultima notte l’ app di Googlemaps ad un certo punto mi ha dato certezza assoluta che non mi fossi perso nelle campagne francesi) con una batteria esterna per una ricarica (il mio iphone mi è servito anche da macchina fotografica. Durante il giorno lo tenevo in modalità aereo per il risparmio energetico accendendo solo ai controlli);
  • due pacchetti di batterie per luci casco e posteriore (la prossima volta di sicuro cablo alla dinamo anche questa: dopo i primi acquazzoni del giorno 1 mi ha dato un po’ di problemi lasciandomi al buio più di una volta);
  • 5 barrette Clifbar, 8 gel Sponser e Clifbar, 3 buste di R2 Enervit per il recupero notturno. Ho mangiato tutto ovviamente e anche integrato con alcune barrette e gel comprate ai controlli. Perlopiù le utilizzavo durante la notte o la mattina presto.
  • 2 borracce da 0,5l l’ una. Viste le temperature non sono mai rimasto a secco di acqua, nel caso mi sarebbe bastato fermarmi ad uno dei tanti ristori improvvisati dalla gente per strada. Comunque pochissime fontane viste.

Mi sembra di avere messo tutto, penso di avere portato il minimo indispensabile, di sicuro c’ è chi viaggia più leggero di me, altri invece con più cose.  Io negli anni credo di avere trovato il giusto compromesso, questa volta in particolare ho usato tutto quello che avevo portato senza sentire la necessità di altro. Il tutto stivato in una borsa da 9l di capienza.

Prossimo post, com’ è andata la mia PBP.

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Pro e contro del mio Grand Tour Terme d’ Etruria, 600km ACP

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Non facevo un brevetto da 600km dal 2011, ma nonostante questo la qualifica più impegnativa per la prossima Parigi-Brest-Parigi è archiviata con successo.

Prima di procedere con il racconto vero e proprio di questa rando approfitto del poco tempo a disposizione questa settimana per fare una breve auto-analisi su cosa ha funzionato e cosa no nella preparazione/gestione della randonnée.

Pollice su per:

  • Cura del sonno. Per tutta la settimana precedente la rando sono andato a letto presto, garantendo al mio fisico almeno otto ore di sonno per notte. Ha funzionato bene, sono arrivato al via riposato e durante la notte in sella non ho avuto crisi.
  • Alimentazione. Ho cercato di mangiare il più naturale possibile, riservando gli integratori liquidi solo per la notte quando lo stomaco non voleva ricevere altro. Per il resto ho sfruttato molto il cibo offerto ai controlli cercando di rispettare l’ orologio biologico del mio corpo con pasti più sostanziosi a colazione/pranzo/cena. Il giorno prima di partire ho fatto un carico glicemico importante utilizzando un prodotto della ditta Sponser già provato in precedenza con ottimi risultati.
  • Bagaglio. Con me il minimo indispensabile: manicotti, gilet riflettente, antivento leggero manica lunga e maglia intima in lana merinos. Questo è tutto l’ extra che avevo con me oltre a gel e barrette, una piccola batteria aggiuntiva per ricaricare il Garmin e lenti degli occhiali trasparenti per la notte.
  • Gestione della fatica. Durante la prima giornata ho evitato di forzare percorrendo tutte le salite il più agile possibile, scelta dettata anche dal caldo pressante. La strategia ha pagato poi nella seconda giornata.
  • Meccanica. Nessuna foratura o guasto meccanico. Il cambio è stato messo a dura prova sulle colline toscane, ma nonostante questo non ha mai perso un colpo. SRAM top.
  • Compagnia. Negli anni ho imparato ad apprezzare uno dei punti cardine del randonneuring, l’ amicizia e il cameratismo che si assaporano a condividere con qualcuno la strada sono unici e impagabili. Alle rando non si è mai soli, nel micromondo dei randagi ci si conosce un po’ tutti ed è quindi facile trovare compagni di pedale lungo il percorso. Questa volta è toccato a Carmine Pagano, randagio di vecchia data con il quale ho fatto praticamente tutto il Grand Tour Terme d’ Etruria. Insieme le difficoltà si superano meglio, grazie Carmine!
  • Percorso. Meravigliosa Toscana, non ci avevo mai pedalato ma di sicuro ci ritornerò, un’ altra perla della nostra splendida Italia.
  • Organizzazione. La Bulletta non ha deluso le mie aspettative, tutto perfetto, dal road-book ai controlli, passando dai ristori alla location per il riposo notturno (gradito). Molto suggestive anche le terme della partenza. Chi organizza come me sa che lavoro c’ è dietro per fare tutto questo, grazie.

Pollice giù per:

  • Sella. Lasciata a casa la Brooks ne ho pagato le conseguenze. Ho montato una SMP probabilmente troppo stretta che mi ha causato un dolore marcato alle ossa ischiatiche tale che nella seconda giornata non riuscivo quasi a sedermi. Come conseguenza della posizione “di recupero” che dovevo tenere per alleviare un po’ il male caricavo molto di più le braccia e ad oggi (giovedì) ho ancora le mani informicolate.
  • Borsa. Ho scelto una piccola borsa Ortlieb da 2.7L al manubrio: molto stabile ma preferisco le Carradice sotto la sella. Il materiale usato sulle Carradice è cotone trattato, il che rende le borse particolarmente traspiranti. In più con lo stesso peso (550gr circa) ho una borsa da 8L.

Bene, adesso ho giusto il tempo di pulire la bici e preparare di nuovo le borse che sabato si va a Castelfranco Emilia per il 400!