Bici da randonnée_3

La mia Surly Pacer.

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Con questa Pacer è iniziato tutto per caso: mi serviva una bicicletta da portare in vacanza quest’ estate al mare, non volendo prendere con me la Colnago (adesso venduta). Avevo in negozio il telaio da più di un anno, proprio della mia misura, così ne ho approfittato e l’ ho montata con pezzi “di recupero”, ossia tutta roba che avevo in garage. Ne è venuta fuori una bici onesta che in vacanza ha fatto il suo lavoro, stupendomi positivamente in quanto a performance e comodità. Una volta rientrati dalle ferie ho deciso che si meritava un restyling per renderla una perfetta “budget randonneuse” come dicono gli americani, ossia una bici da randonnée che non ti svuota il portafoglio. Come sempre mi sono ispirato oltre oceano, anche per la reperibilità di alcuni pezzi (in questo caso poco economici) e il risultato è quello che mi aspettavo.

Partiamo dalla base, un telaio di acciaio con triangolo principale Double Butted e geometria sportiva, una via di mezzo tra una bici da corsa e una da turismo. La Pacer non consente di montare coperture di larghezza superiore a 32mm (che sarebbe già un lusso considerando che con la stragrande maggiranza delle bici da corsa in commercio non si può superare i 25mm senza parafanghi), che diventano 28mm in presenza di parafanghi. Purtroppo a conti fatti con i parafanghi che ho montato da 45mm (Velo Orange, l’ anteriore è stato modificato utilizzando questo semplice sistema) la larghezza massima dei copertoni credo non potrà superare i 25mm (attualmente ho dei 23mm trooooppo rigidi), limite abbastanza fastidioso che potrebbe farmi optare per una trasformazione in 650b (l’ ultima tendenza, un ritorno al passato che permette di usare coperture di ampiezza generosa aumentando esponenzialmente il comfort di guida. Mi sono dovuto ricredere, il giorno seguente la pubblicazione dell’ articolo sono riuscito a montare dei Vittoria Rubino Pro da 28mm modificando l’ attacco del parafango anteriore.

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Il gruppo è uno Shimano 105 10v con cassetta posteriore 11-28 a cui ho sostituito la guarnitura montando una Sugino compact 48×33. I comandi cambio sono i Dura-Ace 7900 al telaio, un orologio svizzero, non falliscono un colpo, sono economici, leggeri e di facile manutenzione in caso di sostituzione del cavo en course.

Per le ruote due assemblate che ho montato io personalmente, cerchi Mavic Open Pro per entrambe a 32 fori; la posteriore con mozzo Shimano Dura-Ace 7800, l’ anteriore con mozzo a dinamo Son Delux collegato alla lampada della stessa casa mod. Edelux che genera fino a 90lux.

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Al manubrio un attacco di Velo Orange tradizionale da 1-1/8 x 26mm sul quale è fissato il più classico dei manubri da randonnée, un Nitto Noodle, impareggiabile; leve freno economicissime, le Shimano BL-400 e per la presa l’ intramontabile nastro cork della Cinelli. Sella Brooks Professional e reggisella in asse Thomson Masterpiece (per le mie misure una necessità, questo lo avevo già, non proprio budget).

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Per i pedali ho scelto Shimano, i PD-A600, un pedale stradale con tacchetta SPD.

Nelle randonnée bisogna essere autosufficienti, la scelta di “cosa” portarsi può diventare il fattore determinante per la riuscita di un brevetto. Nella mia borsa Gilles Berthoud, la GB25, ci stà tutto l’ occorrente fino a distanze di 600km: necessita di un portapacchi anteriore, in questo caso un Nitto Marks Rack fissato con dei clamp alla forcella (forniti); leggero e stabile, è anche dotato di un comodo foro anteriore per montare la lampada (vedi foto sopra). La borsa è dotata (optional) di un sistema a sgancio rapido molto pratico che si fissa all’ attacco manubrio chiamato decaleur: ce ne sono di vari tipi per soddisfare tutte le esigenze, e svolge anche la funzione di tenere la borsa distante dal manubrio per non ostacolare la presa sullo stesso.

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Completano il kit due portaborraccia King Cage, una luce posteriore Knog Skink e la pompa della SKS al telaio, un attrezzo indispensabile per ripartire al più presto in caso di foratura.

Diciamo che i componenti dove è meglio non risparmiare (come in questo caso) sono le ruote, la sella e il bagaglio. Per il resto si tratta di una budget randonneuse a tutti gli effetti, pronta ad affrontare le sfide più dure. Mi aspetto di condividere con lei qualche bella avventura prima di lasciarla andare.

Interessati a questa o montaggi similari? Lasciate un commento o contattatemi via mail, vi aiuterò a realizare la randonneuse dei vostri sogni.

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