Luce dinamo posteriore

“Bush & Müller Seculite Plus”

Perchè non ci avessi pensato prima ancora non lo so. Nel 2009 Valentina mi ha fatto il più bel regalo che un randonneur possa sperare di ricevere: un mozzo dinamo Wilfried Schmidt, e più precisamente il SON20 (di recente rinominato SON EDELUX). Inutile dire che è il miglior sistema di illuminazione per quel che concerne le randonnée, elevata potenza di luce, leggerezza dell’ impianto, attrito impercettibile e assenza di manutenzione (garantiti 50.000km senza metterci mano). E poi rende liberi dalle batterie, che oltre ad inquinare parecchio, costano e pesano. Fino ad oggi avevo rinunciato a collegare anche una luce posteriore, limitandomi ad utilizzare una Bush & Müller IQ FLY SENSO PLUS per l’ anteriore, modello da 40lux che ho avuto modo di apprezzare nel tempo, un ottimo rapporto qualità prezzo (costa circa la metà della Schmidt Edelux pur facendo un’ ottima luce).

E così, essendomi trovato bene con la ditta tedesca, ne ho scelto una anche per il posteriore, la Seculite Plus.

6 volt di potenza, come devono essere le lampade dinamo posteriori da abbinare all’ anteriore, è dotata di catarifrangente basso, led rosso fisso nella parte alta (in Germania è vietato l’ utilizzo di led a intermittenza), e accumulatore in grado di mantenere la luce accesa per 3/4 minuti anche in posizione ferma (versione Plus). E’ un modello che va montato sul parafango, previa la foratura dello stesso per fissare la lampada in maniera stabile e sicura. Il passo seguente è il collegamento dei fili, che vanno portati dalla luce anteriore (e non dal mozzo, dove si collega solo quella davanti) e fatti scorrere per tutto il telaio.

Questo mi aveva fatto desistere dal montarla, fino ad oggi. Inizialmente era l’ idea di avere un cavo che correva per tutta la bici con la conseguente paura di romperlo o strapparlo a fermarmi. E poi la “pulizia della linea” ne avrebbe risentito. Due punti importanti? No. Per il primo, basterà fare un po’ di attenzione alla bicicletta, così come si tengono controllati i fili dei freni, del cambio, ecc. Con una buona cura del mezzo preventiva non ci saranno problemi. Il lato estetico merita invece un discorso a parte.

Nel randonneuring ci sono diverse scuole di pensiero, generalmente riconducibili a nazioni con una cultura del cicloturismo importante alle spalle. Francia e Inghilterra sono tra le mie preferite, sia per bellezza che per diversità dei mezzi e dei sistemi utilizzati per le biciclette da randonnée. La Francia con i suoi famosi constructeur (Gilles Berthoud e Alex Singer per citarne due) è caratterizzata dalla purezza delle linee, telai disegnati con l’ integrazione di tutto quello che serve (parafanghi, luci, portapacchi) per ridurre al minimo i problemi in corsa mantenendo uno stile impeccabile. L’ Inghilterra invece la vedo molto più essenziale, il superfluo lascia spazio alla praticità, meno estetica e più funzionalità (Mercian, Bob Jackson, Thorn), stile che sento più mio. Quindi invece di optare per un cablaggio interno molto francese, ho scelto il sistema più diretto, restando esterno al telaio con semplici fascette, e nascondendo il cavo solo lungo il parafango posteriore, fissandolo al suo interno con del silicone (operazione che ha richiesto una considerevole dose di pazienza e quattro mani, grazie Gabriele!).

Il risultato finale è più che positivo, la luce prodotta dalla Seculite Plus è di un bel rosso vivo, con un’ ottima visibilità, coadiuvata anche dal catarifrangente aggiunto.

La Knog Skink resterà la mia unica coppia di luci a batteria sulla bici, ma solo per    le randonnée più lunghe, e solo di scorta. Provo un certo piacere nel constatare che da ora in avanti sarò io stesso con ogni colpo di pedale a produrre l’ energia neccesaria per illuminarmi la strada 🙂

Gabriele fissa il cavo all’ interno del parafango con il silicone

Parte terminale con fori di montaggio della luce e uscita cavi

Lavoro finito.