Aggiornamento percorso Randonnée del Solstizio d’ Inverno

“Houston, abbiamo un problema”

Il percorso della Randonnée del Solstizio d’ Inverno è stato modificato. Ho dovuto invertire il senso di marcia, si affronterà per primo il periplo del lago di Garda iniziando dal versante occidentale (quindi Limone-Salò-Peschiera-Malcesine), mentre l’ anello della Valle del Sarca si farà per ultimo. La decisione è forzata, una galleria nel comune di Gargnano resta chiusa durante la notte dalle 00:00 alle 05:00 e questo è l’ unico modo per essere sicuri di passarla senza intoppi.

Alla pagina dedicata sul sito dei Trentino Randonneurs trovate già il percorso corretto su Openrunner. Adesso speriamo solo nella clemenza delle previsioni meteo.

Randonnée del Solstizio d’ Inverno

Ci siamo, preparate le luci e l’ abbigliamento pesante. Venerdì 21 Dicembre si terrà l’ edizione zero della Randonnée del Solstizio d’ Inverno, un brevetto di 200km che ci permetterà di trascorrere in sella la notte più lunga dell’ anno. Si, avete capito bene, si parte alle 20:30! Il brevetto sarà omologato da Trentino Randonneurs, quindi per questa versione di prova non saremo sotto l’ egida dell’ Audax Club Parisien e/o ARI, sarà una pedalata tra amici, aperta a tutti quelli che vorranno provare questa sfida. Il percorso è prevalentemente in pianura, si partirà da Arco per un primo anello attraverso la Valle del Sarca; dopo circa 50km si ripasserà da Arco per poi proseguire con il giro del Lago di Garda. A seconda dell’ orario di arrivo probabilmente ci sarà la possibilità di mettere l’ ultimo timbro in due controlli diversi, ulteriori dettagli verrano comunicati alla partenza e sul road-book. Tutti i partecipanti dovranno essere in totale autonomia per l’ intero percorso.

Tutte le info sul sito dei Trentino Randonneurs: Solstizio d’ Inverno.

A proposito, se durante il giorno il mondo dovesse finire come hanno preannunciato i Maya la randonnée non ci sarà 😉

Seattle Randonneurs Trailer from Dan McComb on Vimeo.

Assemblea organizzatori A.R.I. Castelfranco Emilia-MO

Treno+bici.

Ieri a Castelfranco Emilia si è tenuta la riunione indetta da A.R.I. (Audax Randonneurs Italia) tra gli organizzatori di brevetti. Non essendo mai andato a queste assemblee ho deciso di partecipare per capire che aria tirava; all’ ordine del giorno l’ approvazione del calendario brevetti 2013 e la realizzazione di un nuovo sito di riferimento per il movimento rando in Italia.

Visto che la riunione è di sabato devo prendermi un giorno di ferie, così decido di unire l’ utile al dilettevole e mi porto la Mercian; scenderò a Castelfranco in treno per poi ritornare con la bicicletta (alla fine vista l’ ora tarda ho optato per un rientro in bici fino a Verona e poi di nuovo treno fino a casa, soluzione che mi ha comunque permesso di godere di un bel pomeriggio in sella-120km-tra pianura e nebbia, navigazione “a vista” con la cartina e il sempre romantico attraversamento del fiume Po, che tanto mi ricorda Aldo Rock nei suoi primi racconti della Race Across America quando attraversava il Missisipi!). La soluzione treno+bici è di quanto meglio si possa volere, ecologica, economica e pratica, permette di spostare notevolmente i nostri “orizzonti” ciclistici, a patto di conoscere alcune cose.

In primo luogo come trasportarla sul treno. Due le soluzioni possibili, montata così com’ è, oppure all’ interno di una sacca smontata.

Per la prima soluzione basta sapere su quale treno ne è possibile il trasporto. In linea di massima su tutti i treni regionali e regionali veloci (meglio consultare direttamente in stazione i cartelloni delle partenze, sul sito Trenitalia non viene quasi mai specificato se è possibile e al call center ufficiale non aiutano). Bisogna pagare un supplemento specifico di € 3,50 valido per 24h e poi basta caricarla, di solito sulla carrozza in testa dove viaggia il capotreno.

La seconda soluzione, quella che ho adottato io, consente invece di viaggiare su tutti i treni e non costa nulla. La bici deve essere smontata e riposta all’ interno di una sacca con dimensioni massime di 80cm x 110cm x 40cm che basta riporre dove non rechi fastidio per gli altri viaggiatori. Siccome non esiste un regolamento specifico per come deve essere fatta la sacca, il modo più semplice ed economico che ho trovato è questo:

La bici si impacchetta in un minuto ed una volta arrivati il telo sta comodamente in una piccola borsa o nello zaino, pratico ed essenziale. Per approfondire l’ argomento bici+treno a questo indirizzo si può trovare l’ opuscolo realizzato dalla FIAB in collaborazione con Trenitalia. L’ unica cosa da tenere in considerazione è che spesso vi scontrerete con il personale di Trenitalia non sempre preparato sull’ argomento e che potrebbe mettere i bastoni tra le ruote.

A pieni voti il mio primo viaggio treno+bici, e a parte qualche mio ritardo mattutino sulla tabella di marcia raggiungo Castelfranco in orario. In due minuti la bici è pronta e poco dopo raggiungo la sede della Polisportiva, un bel centro sportivo popolato di simpatici animaletti da fattoria liberi di scorrazzare ovunque! A saperlo portavo la Eva!!

La riunione.

Tre ore abbondanti di discussione che non starò qui a riportare nel dettaglio. Il calendario brevetti alla fine è approvato, con ahimè una novità, un brevetto da 1000km organizzato da Fulvio Gambaro, consigliere ARI, proprio nel week-end del mio nuovo 300 (26 Maggio, data che avevo scelto in quanto non coincideva con altre randonnée). La tipologia di questo 1000km è quella in cui credo io, autosufficienza totale che non porta a grandi numeri di partecipanti ma che è alle origini del nostro movimento. Fermo Rigamonti mi è sembrato un po’ titubante su randonnée di questo tipo, ma credo più per paura che le cose vengano fatte male che altro. Secondo me invece è la strada da seguire e che si dovrebbe incentivare tra gli organizzatori in Italia per far crescere le randonnée in tutte le regioni (come numero di eventi organizzati), anche sulle brevi distanze, non solo sulle 1000km e più. L’ unica critica che posso fare è che si poteva trovare una data migliore avendo loro sott’ occhio il calendario degli altri eventi, magari a Settembre, non sovrapponendola così ad una randonnée emergente come quella delle Pale di San Martino, che per bellezza del percorso si merita un posto in primo piano nel calendario. Ricordiamoci che le Dolomiti sono patrimonio Mondiale dell’ UNESCO, questo senza nulla togliere agli splendidi percorsi delle altre randonnée.

E’ stato poi illustrato il nuovo sito di rifermento per Audax Italia che a breve sarà on-line. Finalmente una piattaforma seria e ben fatta che si ispira a siti esteri (era ora di aprire gli occhi al di là del confine) e che come quello da me creato per i Trentino Randonneurs riporterà utili informazioni per chi si avvicina al nostro mondo, oltre a tutte le notizie riguardanti il calendario delle randonnée in Italia.

Insomma, mi è sembrato che ARI vada nella giusta direzione, tra i vari organizzatori ci sono pareri e visioni del mondo rando differenti ma è normale che sia così. Io di sicuro continuerò per la mia strada semplice, pura ed essenziale, che amo di più e che secondo me rispecchia meglio l’ austerità dell’ Audax Club Parisien. Non mi importano i grandi numeri, mi importa essere presente e lasciare il segno, anche se ad approfittarne saranno in pochi.

Semplificazioni

Nuovo nome e indirizzo per i Trentino Randonneurs.

Per dovere di cronaca mi sembra giusto segnalare la piccola modifica effettuata sul sito dei Trentino Randonneurs, che come si può notare non si chiama più “Randonneurs Trentino-Alto Adige”. Non me ne vogliano gli amici della zona Alto Adige, io non essendo nativo di questa terra (aimè) non mi interesso nè partecipo a quell’ antico conflitto di separazione interna. Il mio è solo un modo di rendere più semplice ed incisivo il nome, così come l’ indirizzo del sito internet della-chiamiamola-“confraternita”.

Quindi da oggi l’ indirizzo dei Trentino Randonneurs è questo:

http://trentinorandonneurs.wordpress.com/

Il contenuto del sito non è cambiato, ma è stata fatta semplicemente una piccola modifica al logo, e sono stati preparati i nuovi stemmi per i brevetti che verranno (probabilmente nel 2013 si avrà a conclusione della randonnée un roundel, ovvero uno stemmino di tela da cucire o tenere come ricordo con la specifica della distanza percorsa). Ricordo per chi non lo avesse mai visto che sul sito si possono trovare molti consigli per chi si vuole avvicinare al mondo delle randonnée (non è farina del mio sacco, ma viene da altri siti esteri che ho trovato molto utili in prima persona e che ho deciso di tradurre in italiano) più le notizie sui brevetti organizzati, che verranno comunque sempre segnalate anche su questo blog.

Ricognizione 300km del Passo Rolle_2

Entusiasta. Ecco come mi sento mentre attraverso la Valle del Sarca tornando a casa seduto nel mio furgone. Ho le gambe distrutte, 230km in bicicletta (12 ore in giro, tra una cosa e l’ altra!) di questo periodo di “non forma” dove più che il tragitto casa-lavoro non sto facendo mi hanno svuotato.

Dopo un paio di mesi dalla prima ricognizione sono tornato sulle strade della randonnée di 300km che organizzerò il prossimo anno. Il percorso iniziale era venuto troppo duro, necessitava di qualche ritocco per renderlo più alla portata di tutti (me compreso!), e così è stato. Il brevetto così concepito si sviluppa attorno ad un solo grande “ostacolo”, il Passo Rolle, che funge anche da ipotetico giro di boa, sfruttando per buona parte dell’ itinerario le splendide piste ciclabili del Trentino: ci saranno momenti di grande fatica, come la scalata al passo lunga ma costante, ed ampi spazi di respiro dove la bellezza dei luoghi attraversati non renderà mai monotono il viaggio.

Ho deciso di allungare il più possibile la tratta della Valsugana, la mattina c’ è sempre il vento a favore e il percorso è in leggera discesa, una ciclabile lineare e senza intoppi. Credo di aver individuato anche il primo punto di controllo che sarà al Bicigrill di Tezze. Da Primolano si sale dalla strada delle Scale, per sbucare sulla S.S. 50 del Grappa e Passo Rolle poco dopo Fonzaso. La mia paura era per alcune lunghe gallerie nella prima parte della statale, ma per fortuna le peggiori sono tutte evitabili sulla vecchia strada che passa sul lato sinistro (stanno realizzando il tratto di collegamento ciclabile del Primiero che sfrutta proprio questi vecchi tronconi di strada, ma non so quando verrà completato, la data di fine lavori indicata era per Ottobre 2012 ma ne dubito). Si risale tutta la valle, molto stretta e con alcuni passaggi spettacolari, fino a Fiera di Primiero da dove inizia la scalata vera e propria del Passo Rolle, 1984 m. s.l.m.. Lunga discesa attraverso la foresta di Panevéggio fino a raggiungere Predazzo, dove ho fatto la bella scoperta della ciclabile della Val di Fiemme. La si imbocca appena entrati in paese e con circa 20km di leggera discesa porta dritti a Molina di Fiemme attraverso verdi prati curati e piccole frazioni, con un profumo di legna inebriante proveniente dalle varie falegnamerie che qui non mancano.

La parte finale del percorso è ancora in fase di studio, in linea di massima però si scenderà in valle dell’ Adige attraverso la Val di Cembra, per poi rientrare lungo la pista ciclabile fino a Trento, Rovereto e poi Mori, il facile Passo San Giovanni, 287 m. s.l.m.,  Arco ed infine Pietramurata, luogo di partenza.

Insomma, non esserci sarebbe un peccato. Vi lascio con una citazione ed alcune foto scattate ieri.

Andare più lontano quando altri vanno più veloci…In un universo ossessionato dalla perdita di tempo, il ciclonauta è un gladiatore moderno che affronta il mondo a mani nude, su scala umana, e che ritorna alle origini dello sport: la lotta contro se stessi.

Claude Marthaler, Lo Zen e l’ arte di andare in bicicletta.

Il giro del Passo Rolle

Ricognizione percorso del 300km Randonneurs Trentino Alto Adige 2013

La realizzazione di un brevetto potrebbe sembrare semplice, ma in realtà comporta una serie di elementi da tenere in considerazione in fase di progettazione. Il movimento randonnée in Italia si è evoluto molto negli ultimi anni, e la tendenza è quella di andare sempre più alla ricerca dell’ estremo, sia come difficoltà che come lunghezza dei percorsi. Il solo fatto che siamo il paese con “la più dura randonnée d’ Europa” , la 1001 Miglia, e che abbiamo da quest’ anno anche un vero e proprio circuito chiamato “Challenge Randonnée Extreme Italia” chiarisce bene l’ idea. Non sono per niente contro a questo sviluppo (e la 1001 Miglia rimane per me uno degli obbiettivi futuri) ma come organizzatore non vorrei andare in questa direzione.

Mi sono avvicinato al mondo Audax nel 1999 perchè mi sembrava un bel modo di mettersi alla prova, ma alla portata di tutti. I percorsi di allora erano studiati per dare respiro a chi li affrontava, mettendo in primo piano l’ attraversamento di zone interessanti a livello paesaggistico/ambientale, e soprattutto a basso indice di traffico veicolare (e qui una menzione al bellissimo progetto Roads Sweet Roads Italia). Con dei tempi abbastanza comodi per portare a termine i brevetti vedevo nelle randonnée una sfida fattibile, anche a patto di non essere un super atleta. E con l’ esperienza maturata in questi anni, vedendo soprattutto molte persone “normali” concludere eventi come la Londra-Edinburgo-Londra o la Parigi-Brest-Parigi, mi sono reso conto che avevo ragione. Certo, ci vogliono alcune caratteristiche, determinazione, forza di volontà, predisposizione a soffrire un po’, ma tutti con un minimo di preparazione ci possono riuscire. E sono piccole soddisfazioni che rimarranno con noi per sempre.

Come organizzatore di brevetti non ho mai avuto dubbi sulla strada da prendere; il mio obbiettivo è quello di fare scoprire a quante più persone possibili questo strano modo di andare in bicicletta, ma purtroppo mi scontro con un territorio (il Trentino Alto Adige) che proprio facile non è, e fare combaciare le cose non è spesso possibile. Già la Randonnée Dolomiti di Brenta si è rivelato un 200 difficile (e probabilmente in fase di qualifica della prossima PBP verrà proposta un’ alternativa), adesso si pone il problema del 300 per il prossimo anno. Così ieri sono partito per dare un primo sguardo a dove vi faremo passare nel 2013.

Alle sei di mattina parto dal parcheggio dell’ area Zuffo di Trento, direzione Valsugana. Con me una piccola guida del Trentino con tanto di mappe e percorsi, qualche panino e uno spolverino, tutto stivato nella borsetta al manubrio della mia Mercian. L’ idea è anche quella di fare un test in vista del TourBlancRando che partirà venerdì prossimo per vedere se sono pronto.

Dal centro città salgo subito prendendo la strada che inizia a Port’ Aquila, dietro il Castello del Buonconsiglio, seguendo le indicazioni per la Valsugana. Superate alcune piccole frazioni mi immetto sulla vecchia strada dei Forti, con una bella vista sulla valle sottostante. Sempre su strade secondarie arrivo a Pergine Valsugana, e da qui in breve al lago di Caldonazzo. Nel centro storico dell’ omonimo paese mi inoltro nelle campagne svoltando a sinistra ed in breve seguendo i cartelli mi ritrovo sulla ciclovia del Brenta. C’ è un lieve vento a favore che mi alleggerisce la pedalata facendo passare in fretta questi primi chilometri. A Borgo Valsugana si entra in paese con un passaggio sulla piazza centrale, poi seguendo i cartelli per Bassano si riprende il largo. Poco prima di Selva approfitto di una sorgente d’ acqua ben segnalata per fare il pieno alla borraccia. E’ ancora presto e non si vede nessuno per strada. C’ è così silenzio che due caprioli se ne stanno tranquilli presso un’ area attrezzata e quasi non si accorgono della mia presenza, cos’ ne approfitto per fare una foto al volo!

A Grigno pausa caffè in uno di quei bar tipici di paese (che probabilmente sarà sede di controllo) e poi su per la strada del Murello, una carrozzabile costruita nel 1915 dal genio militare che in 9km di spettacolari passaggi scavati nella roccia, piccoli ponti sospesi e tornanti racchiusi nelle gallerie, raggiunge Castello Tesino. Da qui al valico del Passo Brocon ci sono altri 20km di ascesa, facili si, ma pur sempre 20km. Alle 11:00 sono in cima, quota 1630mt. In compagnia di qualche motociclista mi godo il panorama seduto al tavolino del rifugio, giusto il tempo di bere una coca e riparto.

15km di discesa molto tecnica mi portano a Canal San Bovo dove prendo a sinistra per il Passo della Gòbbera, una facile salita di 6km, e poi giù di nuovo verso il Primiero. A Imer prendo la pista ciclabile, un’ ottima idea dato che il sole ormai scalda parecchio e la pista è per lo più all’ ombra. Sbaglio un’ uscita e quasi non mi accorgo che sto salendo verso il Passo Cereda invece del Passo Rolle! Per fortuna una pausa in un ristorante mi chiarisce le idee…e mi riempie lo stomaco, oggi gnocchi freschi di giornata, come rinunciare!

Con la pancia piena mi rimetto in marcia, adesso è davvero caldo, il sole picchia forte e mi sono anche dimenticato la crema protettiva. Nonostante la pendenza sia lieve i chilometri non scorrono mai e annebbiato dalla fatica mi scordo di un passaggio che volevo verificare e rimango a cucinarmi sulla statale invece che proseguire all’ interno del bosco. A San Martino di Castrozza sono lesso, mi ci vuole una pausa sdraiato tra il muschio fresco di un’ area attrezzata e un successivo gelato per riprendermi un attimo prima dei 10km finali al passo, che raggiungo in ritardo sulla tabella di marcia. Il panorama toglie il fiato, da un lato le guglie appuntite delle Pale di San Martino, dall’ altro verdi distese di prati dai morbidi profili, con tutta la foresta di Paneveggio e i suoi abeti rossi plurisecolari. Si dice che il famoso Stradivari si aggirasse per la foresta alla ricerca degli esemplari migliori per realizzare i suoi violini, viste le particolari caratteristiche armoniche ed elastiche di questi alberi. Un posto che sa di magico.

Devo fare i conti con il tempo, sono quasi le quattro quando raggiungo il bivio “obbligato” per il Passo Valles: obbligato perchè sul fondovalle c’ è stata una frana e questa è l’ unica via possibile verso casa. Con un rapido calcolo mi rendo conto che non posso salire ancora (il che vorrebbe dire Valles più S. Pellegrino, aggiungendo 30km circa al percorso) se voglio arrivare alla macchina con la luce del giorno, quindi vado alla cieca nella speranza di superare in qualche modo la frana. Per fortuna ce la faccio, ma non senza preoccupazioni. La frana è imponente, blocchi enormi sono precipitati sull’ asfalto distruggendo completamente il manto stradale, lasciando delle voragini che sono costretto a superare bici in spalla. Due operai dall’ altro lato mi danno del pazzo, ma non potevo fare altrimenti.

Sono un po’ in ritardo, così invece di andare a vedere dove passa la ciclabile della Val di Fiemme, resto sulla vecchia statale, che superato l’ abitato di Ziano di Fiemme si mantiene alta rispetto al fondovalle, facendomi risparmiare qualche metro di dislivello sull’ ultima salita al Passo di S. Lugano. Una bella e lunga discesa mi riporta alle temperature calde della Valle dell’ Adige. Gli ultimi 25km sono una battaglia mentale, sapevo che avrei trovato il vento contro ma non immaginavo fosse così forte. Ci sarà da tenerne conto durante la randonnée del prossimo anno.

Non avevo con me il contachilometri, ma così com’ è si tratta di 240km con più di 4000mt di dislivello, e ci ho messo la bellezza di tredici ore! Il bilancio è comunque positivo, anche se come accennato rimane un percorso molto duro. Ci sarà da fare ancora qualche aggiustamento per evitare il più possibile le strade statali (anche con qualche sterrato nel mezzo) ma credo che si possa fare, e verrà fuori un altro gioiello.

Tutte le foto su Flickr.

Randonnée Dolomiti di Brenta, 03-06-2012

“200km Audax Club Parisien”

Dopo tanto tempo passato a preparare la mia prima randonnée in veste di organizzatore (e partecipante) è arrivato il giorno tanto atteso.

La sveglia suona presto, alle 5:00, anche se devo ammettere che il sonno non è stato dei più tranquilli: la paura che qualcosa andasse storto mi ha tenuto sveglio più del previsto. Un rapido sguardo fuori dalla finestra mi mette il cuore in pace: non piove.

Di tutto il tempo speso ad organizzare l’ evento non ne ho dedicato molto per quel che riguarda il mio “assetto” per la rando, così rischiando un po’ parto leggero, bici in carbonio, tenuta estiva più una mantellina per la pioggia. La fortuna premierà la mia scelta, ma se avessimo trovato il tempo e la temperatura di oggi (lunedì) sarebbe stato un bel guaio, e vedere i randagi più esperti al via muniti di borse “importanti” nonostante fosse solo un 200 me lo ha ricordato. Arrivato in negozio trovo subito Rosy e Sabrina ad aspettarmi: oggi mi daranno una mano a consegnare i documenti, mettere i timbri al via e ricevere i ciclisti al traguardo prima del mio arrivo. Grazie perchè senza il vostro aiuto non so come avrei fatto.

Siamo sistemati al bar Movida di fianco al negozio e alle 7:00 i primi ciclisti iniziano ad arrivare. Mi sento un po’ strano ad essere da questa parte del tavolo, con mille dubbi e preoccupazioni che solo quando aggancerò anch’ io i pedali pronto a partire spariranno in maniera definitiva. Nei dieci euro d’ iscrizione erano compresi un buono per caffè e brioche alla partenza, una piccola spilla dei Randonneurs Trentino Alto Adige con la distanza del brevetto, una t-shirt della manifestazione, road-book e carta di viaggio con custodia in plastica, più un bel piatto di pasta al ragù (o due per chi voleva), strudel e acqua all’ arrivo serviti da Gianni al bar New Entry.

Tra una cosa e l’ altra quasi non mi accorgo che mancano tre minuti alla partenza e bisogna timbrare i cartellini! Corro fuori e iniziamo la conta: saranno 58 i partenti, di cui due donne, più almeno un’ altra decina non figuranti tra gli iscritti in quanto non tesserati (e altre tre donne).

A Sarche è subito salita, e data la presenza di alcune gallerie abbiamo piazzato sull’ ultimo tornante un “uomo di fiducia”, il Gipel, che con tanto di cartello, bretelle riflettenti e bandierina sventolante, avviserà le auto della nostra presenza. C’ è subito una selezione naturale, e così al contrario di molte rando dove si cerca di stare nel gruppone per macinare i primi chilometri, qua ognuno deve seguire il proprio ritmo: si creano così dei piccoli gruppetti che nella maggior parte dei casi rimarranno compatti fino alla fine.

Il Brenta è chiuso tra le nuvole, così quando raggiungiamo il lago di Molveno non si vede granchè, peccato ma sempre meglio che pedalare sotto l’ acqua. Superiamo la Sella di Andalo, 1041mt, ed iniziamo la discesa fino a Spormaggiore, dove ci aspetta il primo controllo al Bar Dolomiti: c’ è anche Giancarlo Concin, presidente dell’ Athletic Club Merano, (quelli che organizzano lo splendido Tour dell’ Ortles, nonchè squadra con il maggior numero di partenti oggi, una ventina) che posto sull’ angolo indica prontamente a tutti il luogo del controllo. Un caffè al volo, chiedo al proprietario se sta andando tutto bene e ripartiamo, sono le 10:00. Nel nostro gruppetto siamo in quattro, io, Fabio Leoni (boss del Vertical e presidente della nostra ASD), Giovanni Seven Beautiful ed Erika che ci accompagna come non iscritta in quanto sprovvista di tessera.

C’ è un punto difficile, una discesa molto ripida seguita da alcuni duri strappi in salita, un breve tratto sterrato ed alcuni attraversamenti con fondo sconnesso, bisogna restare concentrati. Purtroppo un scolo dell’ acqua preso con troppa decisione è fatale per la ruota posteriore di Seven, un raggio si spacca e la ruota si piega in maniera importante; Fabio non si accorge e prosegue, noi in qualche modo scolliniamo a Sporminore dove sistemata alla buona la ruota con del nastro isolante procediamo sperando che non saltino altri raggi (ecco perchè si scelgono ruote tradizionali per le randonnée più lunghe, dove i raggi sono tanti e si possono cambiare con facilità in caso di rottura). Questo passaggio sarà uno dei più apprezzati dai randagi oggi, la strada è ondulata e mai difficile da percorrere, con una bellissima vista su tutta la Val di Non e le sue coltivazioni di meleti; c’ è poco traffico e si attraversano piccole frazioni disseminate lungo la cresta delle colline.

Superiamo Cles e a Ponte Mostizzolo prendiamo la pista ciclabile prima di attraversare il Noce: saranno in molti a saltare questo passaggio a favore della statale, a mio avviso uno sbaglio vista la bellezza di questa tratta, esigente con i suoi continui strappi ma anche molto tranquilla e isolata nel verde. Dimaro, quasi 90km fatti, al Bar Snoopy c’ è il secondo controllo; Fabio è appena ripartito ma ha lasciato per noi tre Coca-Cole pagate (sapendo che nella fretta oggi mi sono dimenticato soldi e bancomat in negozio, grave errore!). C’ è un bel via-vai di randonneurs, le ragazze del bar sembrano soddisfatte e indaffarate e mi fa piacere. Ritrovo Franco, amico randagio che credo di avere visto a tutte e dico tutte le randonnée che ho fatto! Grazie per essere venuto anche oggi. Timbriamo i cartellini, prendiamo un gelato e poi ripartiamo per l’ ostacolo più duro di giornata, il Passo Campo Carlo Magno con i suoi 1681mt.

Mi costerà più fatica del previsto. Resto indietro, gli ultimi chilometri che dovrebbero essere facili non finiscono mai e scollinare mi spreme parecchio. In cima il nostro gruppetto è di nuovo compatto, mi stanno aspettando nel primo rifugio che si incontra sul valico e come entro mi ordinano un bel piatto di risotto agli asparagi che mi aiuterà a riprendermi. Ripartiamo senza perdere troppo tempo, una lunga discesa e siamo nel cuore della Val Rendena con il suo vento contro; si pensa al prossimo controllo, quello di Stenico. Al km 130 lasciamo la statale per prendere la S.P. 34 per Preore, una delle mie strade preferite che spesso percorro nelle mie uscite di pausa pranzo; poco traffico, piccoli paesi dal sapore antico dove la vita sembra scorrere dettata dai ritmi delle stagioni.

Anche a Stenico i proprietari del bar sono contenti del nostro passaggio e mi assicurano la loro presenza per la prossima edizione. Piccola pausa gelato in compagnia di alcuni ciclisti del Athletic Club Merano e di Fabrizio, amico centocollista di Riva che oggi ha deciso di mettersi alla prova sulla lunga distanza. Ultimo ostacolo, il Passo Ballino, 763mt, salita facile che la stanchezza, i chilometri macinati fino a qui e l’ immancabile vento contro fortissimo hanno reso difficile. Mettiamo l’ ultimo timbro a Tenno al km 164 e scendiamo a valle con una splendida vista sul Garda che spero abbiano apprezzato tutti quanti. In valle del Sarca il vento è dalla nostra, ciclabile fino a Dro e poi ultimo strappo per evitare la trafficata S.S. 45 Bis. Alle Marocche siamo in cima, costeggiamo il lago di Cavedine e finalmente entriamo a Pietramurata. Valentina ed Eva mi aspettano a braccia aperte, un sacco di facce sorridenti e soddisfatte, birra a fiumi, un mega piatto di pasta al ragù e lo strudel. Si può volere di più dalla vita?

Sono contentissimo, nel mio piccolo sono riuscito a fare una randonnée come volevo io e chi è venuto ha sicuramente apprezzato il clima che si respirava. L’ intento era di far capire che si può fare qualcosa di interessante con poco, basta volerlo e metterci un minimo di impegno. 56 brevettati per me è un successo inaspettato, grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e a chi mi ha aiutato anche se con poco alla realizzazione di quella che spero diventerà una classica nel calendario delle randonnée in Italia.

Domani l’ elenco dei brevettati sul sito dei Trentino Randonneurs.

Tutte le foto  su Flickr.

Volantino RDB e sito online

Il sito dei Trentino Randonneurs è on-line! Lo trovate a questo indirizzo:

http://trentinorandonneurs.wordpress.com/

Critiche e apprezzamenti sono accettati ma siate buoni che ho fatto tutto io (logo e volantino a parte) e non sono per niente un mago del computer 🙂

E’ una partenza, il sito è in costante evoluzione (manca ancora una bella descrizione del percorso della RDB) così come il progetto Trentino Randonneurs. Per quanto riguarda gli articoli inerenti il mondo delle randonnée mi sono ispirato ad uno dei gruppi Audax meglio organizzati, i “Seattle Randonneurs”, traducendone alcuni che ho reputato utili per chi si vorrà cimentare in una randonnée per la prima volta. Gli eventuali aggiornamenti verranno sempre segnalati anche sul mio blog. Buona lettura!

In anteprima il volantino della Randonnée Dolomiti di Brenta, scaricabile anche dal sito a questo indirizzo.

Progetto Randonneurs Trentino Alto-Adige

Sono ormai passati quasi tre anni dal lontano maggio 2009, quando in piena preparazione per la Londra-Edinburgo-Londra, mi sono avventurato oltre confine per andare a fare l’ unico brevetto di 600km disponibile in quel periodo. La scelta è caduta sulla vicina Germania, ma le informazioni sull’ evento erano davvero poche. Un sito internet scarno e solo in tedesco (che purtroppo non parlo), era l’ unica fonte di informazioni disponibile: però erano specificate quattro date ben distinte, ognuna per un brevetto ACP organizzato: 200-300-400-600. Così dopo uno scambio di email, decido di iscrivermi e partecipare da solo al 600. Non vi dico il mio stupore quando, a meno di una settimana dalla partenza ho ricevuto il road-book, e chiamarlo essenziale era poco, una sola paginetta per 600km in terra straniera (e infatti una volta sul percorso ho dovuto improvvisare spesso per trovare la retta via, ma il tutto faceva parte del gioco ed era probabilmente previsto dall’ organizzatore). L’ esperienza è stata bellissima nella sua essenzialità; mi ricordo ancora il thè caldo con i biscotti, servito su di un tavolino da campeggio, nel parcheggio prima di partire, la lunga prima giornata vissuta tutti insieme (una ventina di partecipanti), e la doccia calda a casa di Jorg con il seguente piatto di pasta squisita cucinata dalla moglie al mio arrivo. Semplicità. E il randonneuring è anche questo.

Così mi sono detto che se mai avessi organizzato un brevetto sarebbe stato così-o quasi, la pasta per tutti a casa mia con la Eva che piange perchè non riesce a fare le nanne non la vedo una buona idea 🙂 Quindi non aspettatevi dalla “Randonnée delle Dolomiti di Brenta” grandi sfarzi, sarà una semplice randonnée, un po’ austera se volete, ma è così che mi piace pensare all’ Audax Club Parisien e alle origini di questo movimento.

E veniamo ai Randonneurs Trentino Alto-Adige. E’  soprattutto un progetto a lungo termine: arrivare nel 2015, anno della prossima Paris-Brest-Paris, con la serie completa di brevetti omologati ACP e quindi validi come qualifica, in Trentino. Ci sarà un sito molto basico che ospiterà le pagine di ogni singolo brevetto organizzato da me (2012/200, 2013/200-300, 2014/200-300-400, 2015/200-300-400-600) più eventuali info su altri brevetti in regione ufficiali e non, se ce ne saranno, nonchè uscite/raduni organizzate. Vi si potranno anche trovare utili consigli per chi si avvicina al mondo delle randonnée per la prima volta. Non si tratta di una ASD, quindi non ci si potrà tesserare come Randonneurs Trentino Alto-Adige, nè per ora farne parte in qualche modo (ma ci sto pensando…).

Resta solo da vedere il sito adesso, ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno, giusto il tempo di sistemare il nuovo logo dedicato  e il volantino della manifestazione. Vi lascio con un panorama sul Brenta dalla Val di Cavedine, pausa pranzo di oggi. Sono sicuro che la RDB non deluderà le aspettative.