Calendario brevetti 2016

Audax Italia ha pubblicato il calendario brevetti per la stagione 2016.

Tempo di progetti! Soprattutto segnate in calendario il 5 Giugno, torna la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta!!

Il calendario è scaricabile in formato PDF a questo link:

Calendario brevetti 2016

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Solstizio d’ Inverno, consigli utili.

La data si avvicina. Mancano meno di due settimane alla randonnée del Solstizio d’ Inverno, 200km da percorrere in totale autonomia attraverso la notte più lunga (e fredda!) dell’ anno.

Ne approfitto per chiarire alcuni punti e dare qualche informazione utile per chi vorrà partecipare.

Ricordo che non ci sarà nessuna forma di assistenza e/o servizio forniti dall’ organizzazione: si partirà alle 20:30 dal Bar Conti d’ Arco per dirigersi a nord fino a Santa Massenza, km 20 e luogo del primo info-controllo non presidiato. In questa tratta si passerà sulla strada statale in quanto sia sulla ciclabile che su strade secondarie potrebbe esserci ghiaccio. Una volta risposto alla domanda sulla carta di viaggio (portare una penna) si ritornerà al luogo di partenza con 43km percorsi in totale. Il controllo chiuderà alle 23:22 e il bar sarà aperto fino a quest’ ora.

Da questo punto in avanti i partecipanti devono calcolare che potrebbero non trovare nessun esercizio commerciale aperto per tutto il resto della prova (150km circa)!

Si proseguirà verso sud percorrendo il periplo del Garda in senso orario (lato Malcesine per primo). Il secondo controllo sarà al ristorante MC Donalds di Peschiera del Garda, al km 109. Il controllo chiuderà alle 03:42, ma nonostante il ristorante sia aperto fino alle 03:00 potrebbero chiudere prima, verso le 02:00. In caso di ristorante chiuso fare una foto ritraente la propria bicicletta e il ristorante e segnare l’ ora di passaggio sulla carta di viaggio.

Attenzione al ghiaccio sulla discesa prima di Salò verso la Fonte Tavina!! Ci sono alcuni tornanti, guidare piano!

Il terzo controllo sarà un info-controllo a Toscolano Maderno, km 152, aperto fino alle ore 06:38. Rispondere alla domanda e segnare l’ ora di passaggio sulla carta di viaggio.

L’ arrivo dopo 40km sarà sempre presso il bar di partenza ad Arco. L’ orario di apertura del controllo è dalle 02:11 alle 09:22, ma il bar aprirà per noi solo alle 05:00. Per quelli che finiranno prima segnare sulla carta di viaggio l’ ora di arrivo e imbucarla nella scatola dedicata all’ ingresso del bar. Ve la rispedirò io a casa una volta controllata e omologata.

Non ci sarà servizio docce.

Per ora le previsioni sono ottime e le temperature si aggireranno in un range compreso tra i +5° e i -5°. In caso di pioggia o nevicate ricordo che la rando verrà annullata con comunicazione a tutti gli iscritti via e-mail e su questo sito 24h prima.

Ovvio ma utile ricordarlo: casco, luci (occhio alle batterie, con il freddo durano molto meno del normale) e bretelle riflettenti obbligatori. Aggiungere alla dotazione una maglia in più e degli scaldini (piccole bustine autoriscaldanti da infilare nei guanti e nelle scarpe) non farà di certo male.

Per celebrare un gemellaggio con gli amici di Seattle che mi hanno ispirato vi propongo come lettura un racconto dell’ edizione del 2011:

-Remembering the 2011 Winter Solstice Ride, di Kevin Brightbill’s 

E per tutti i finisher la mitica spilla!

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ps un saluto anche all’ amico Max di spokesandnipples che pedalerà sulle strade di casa la stessa notte.

Lavori in corso

Ho deciso di trasportare il sito dei Trentino Randonneurs su questo blog, quindi durante i prossimi giorni ci saranno alcuni lavori in corso prima del trasloco definitivo. La decisione è stata presa per semplificarmi la vita e riunire ad un unico indirizzo tutte le informazioni riguardanti i “miei” brevetti. Trentino Randonneurs avrà delle pagine dedicate a cui si potrà accedere dal menù principale, mentre i vari post dedicati alle randonnée organizzate verranno pubblicati come sempre su questo blog. Il sito Trentino Randonneurs verrà oscurato una volta trasferito tutto il materiale.

Cattura

Mancano venti giorni alla 1000 du Sud e ancora non sono sicuro sul da farsi. Una cosa è certa però, se vado parto con la Surly (alla quale dedicherò un post una volta terminati i lavori). Il percorso è altamente impegnativo e non l’ ho preparato, ma se vado mi porto un sacco a pelo e provo a concluderlo anche oltre il tempo massimo. Avrei voluto fare qualche lungo impegnativo prima di partire, ma ho preferito passare un po’ di tempo tra le mie montagne con la family invece che andarmene in giro da solo in bici. Sarà stata una saggia decisione?

foto (4)Ferragosto in Val di Fumo-TN

Pietramurata-Bressanone-Pietramurata

La pratica del Randonneuring, ovvero il ciclismo di lunga distanza in autosufficienza, è l’ aspetto più significativo che mi ha fatto avvicinare al ciclismo. Quel senso di libertà che si prova a partire in sella alla propria bicicletta alla scoperta di luoghi inesplorati non ha paragoni con gli sport da me praticati in precedenza. Sono sempre stato un solitario e allo stesso tempo una persona poco competitiva con gli altri, e ho trovato da subito nelle randonnée il mio mondo. La sfida fisica e mentale che implica il portare a termine un’ ultra distanza mi ha affascinato da subito. Certo è però che randonneurs non ci si improvvisa: portare a termine un brevetto, qualsiasi distanza esso sia, implica passione, dedizione e anche un minimo di sacrificio. Finchè ero da solo nessuno di questi componenti è mai stato un problema, ma adesso che a casa mi aspetta sempre qualcuno, il gioco si fa sempre più difficile. Ogni momento passato in sella so che si tratta di un qualcosa “rubato” a loro, e partire non è più così facile.

Sabato sera dopo lavoro ho deciso di andare sulle strade del brevetto da 400km che probabilmente proporrò nel 2014 per Trentino Randonneurs. L’ idea (audace) era di compiere il giro in 20 ore, per essere così di ritorno nel primo pomeriggio, ma come al solito le cose sono andate diversamente.

Alle 19:30 monto in sella e parto, devo raggiungere Trento dove imboccherò la pista ciclabile verso nord. Le calde temperature di questi giorni mi fanno optare per un set-up leggero, solo una piccola borsa manubrio con dentro manicotti, un gilet e qualche cibaria per la notte, batterie di scorta per la luce posteriore (davanti ho il mozzo dinamo della SON) e un paio di camere d’ aria.

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Dopo circa 50 minuti sono a Trento ed entro in ciclabile: sta calando l’ oscurità e mi gusto questo attimo di tranquillità sospinto dal vento che mi facilita il viaggio.

La notte. Il mio tallone d’ achille. Non posso dire che non mi piace pedalare di notte, mentirei, ma l’ idea di passare in sella tutte quelle ore al buio è sempre stata per me una fonte di ansia enorme. Per qualche oscura (eh si!) ragione non riesco ad abituarmici, e non si può dire che non abbia fatto esperienza!

Così fino a Bolzano sono un po’ teso, non riesco a rilassarmi. Alle 23:00 faccio una pausa in città per mangiare un gelato. lo stomaco è così-così, non me lo gusto del tutto ma cerco di non pensarci e riparto.

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Sono su terreno inesplorato, mai fatta questa tratta di ciclabile; si passa sul percorso della vecchia ferrovia e sempre in leggera salita la strada è molto varia, anche di notte: gallerie, strappetti, curve, mi sto rilassando e mi diverto. Ma il tarlo della stanchezza inizia a farsi sentire. Nessun problema se non fosse per Francesco che mi aspetta a Bressanone bello carico per tenermi compagnia e pedalare insieme a me! Verso l’ una di notte ci incontriamo ma io ho già preso la mia decisione, devo fermarmi a dormire. Lui prosegue da solo, io ho bisogno di trovare un posto per riposare qualche ora. L’ interno di un bancomat a Chiusa-BZ fa al caso mio, dentro è bello caldo, stendo per terra un cartone e mi sdraio. Il sonno non sarà proprio dei più tranquilli, ma quando mi sveglio sono le cinque del mattino e la notte se ne sta andando.

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Purtroppo la lunga pausa ha inciso sull’ esito del giro, se proseguissi sarei a casa non prima di cena, e come ho detto all’ inizio non è quello che voglio. Rientro sui miei passi percorrendo l’ itinerario a ritroso. A mezzogiorno sono a destinazione con quasi 300km nelle gambe e un po’ di rammarico per avere saltato la tratta più bella e che in effetti dovevo verificare. Sarà per la prossima volta.

A due giorni di distanza me ne sto a letto con quasi 39 di febbre, ecco forse spiegato il motivo di tanta stanchezza durante quella notte. Invece degna di nota l’ impresa dell’ amico Giorgio Murari “Musseu”, che partito circa mezz’ ora dopo di me da Pietramurata ha portato a termine (come sempre) una bella impresa unendo in un unico brevetto la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta e il Tour dell’ Ortles, creando un mostro da 410km per 8800 metri di dislivello, compiuti in poco più di 18 ore! Persone come lui sono uno stimolo a spingersi oltre i propri limiti, bravo.

Randonnée delle Pale di San Martino, 300km ACP

Un Maggio così non si vedeva da duecento anni. Il venerdì e sabato precedenti la randonnée una perturbazione anomala porta abbondanti nevicate in quota, ne cadono venti centimetri sul Passo Brocon e quaranta sul Rolle.

Sabato, dopo un giro di telefonate per verificare lo stato delle strade, decido per partire, la rando domani si fa. Le previsioni sono per un’ apertura, l’ unico problema sarà dato dal freddo.

Per il ritiro documenti mi organizzo alla bell’ e meglio nell’ officina del negozio dato che sono da solo: brioches fresche, caffè e qualche succo di frutta. A partire dalle cinque del mattino i randagi arrivano, nessun nuovo iscritto, partiremo in quattordici, tra i quali una donna, Gabi (una nota di merito anche all’ amico Giorgio che è arrivato in bici da Verona, e che quindi tornerà a casa sempre in bici).

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Alle sei partiamo in gruppo direzione Trento, il freddo è pungente, 3°, roba da inverno. Qualcuno si stacca sulle prime rampe ma in linea di massima procediamo tutti insieme; dopo il rapido attraversamento di Trento si ricomincia a salire un po’ fino a Civezzano, poi giù a Pergine e su di nuovo verso il lago di Levico. Tanti saliscendi che ci fanno accumulare 700mt di dislivello in questa prima frazione. Seguono 35km facili sulla bella ciclabile della Valsugana.

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A Grigno c’ è il primo controllo. Da qui in avanti il percorso inizia a fare sul serio, seguiranno in rapida successione le salite al Passo Brocon, Passo Gobbera e Passo Rolle. Il gruppo si scioglie sulle prime rampe del Morello, salgo insieme ad Ivano, Lorenzo e Alberto fino a Castello Tesino, poi come inizia la seconda parte della salita ci separiamo. Qui commetto un errore grave che probabilmente ha compromesso il resto della giornata: procedo da Castello Tesino fino al passo con la borraccia vuota, arrivando in cima con i crampi alle gambe, situazione ormai difficile da recuperare.

Prima di scollinare incappiamo nel problema neve!

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In cima al Brocon non fa particolarmente freddo, c’ è ancora il sole ma soprattutto la strada da questo versante è asciutta e pulita: la discesa è spettacolare, divertimento puro. Riparto dal controllo da solo, supero Gabi e Alberto, e a Canal San Bovo ritrovo Ivano e ci facciamo compagnia sulla breve scalata al Gobbera. Nessun problema a superare i lavori, si passa in sella su strada sterrata.

Il Rolle. E’ diventato un po’ il mio incubo. E’ lungo e costante, e le pendenze non sono mai eccessive. Di sicuro non il mio terreno di gioco preferito. Sento subito che la gamba non risponde bene, sarà un lungo scandire dei chilometri, due ore da solo dove cerco di restare concentrato sull’ obbiettivo finale. In quota il paesaggio è allucinante, sembra di stare in inverno, completamente diverso da come lo avevo trovato pochi giorni fa. Condivido gli ultimi chilometri con Giancarlo e Bruno Nicola (quest’ ultimo oggi veramente a spasso, continuava a fare su e giù per parlare un po’ con me e un po’ con Giancarlo) e insieme raggiungiamo il controllo. Nel bar una piccola stufa riscalda l’ ambiente, fuori dalle finestre si intravedono solo nebbia e nuvole, il sole è sparito e la temperatura è scesa vicino allo zero.

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Ho speso parecchio tempo a pensare all’ abbigliamento che avrei dovuto portarmi oggi, e per fortuna ci ho preso: la maglia intima invernale e i copripantaloni si faranno apprezzare nella lunga discesa verso Predazzo, nevica!

Formiamo un gruppetto di cinque fino al controllo di Ora. La lunga discesa dal Passo di San Lugano è stata un toccasana per recuperare le energie. Al Bar Abram ci fermiamo qualche minuto in più a mangiare qualcosa; nel frattempo ci ha raggiunto anche il marito di Gabi, sarà il nostro asso nella manica per raggiungere Trento; il vento oggi è fortissimo, non perdona, ma grazie a lui percorriamo i 45km che ci separano dalla città ad una buona andatura. Si sacrifica per noi tirando quasi tutto il tempo, doveroso offrirgli un buon piatto di pasta una volta giunti a Pietramurata!

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Adesso manca solo Candriai, “mezzo” Bondone. Mai mi sono maledetto tanto. Pensavo che il fatto che questo fosse l’ ultimo ostacolo di giornata mi avrebbe aiutato. Mi sbagliavo. Gabi e suo marito procedono spediti, Alberto lo trovo fermo dopo un chilometro: “ho bisogno di un minuto di raccoglimento ogni chilometro” mi dice mentre lo supero. A Sardagna riempio la borraccia, ogni scusa è buona per mettere il piede a terra. Poi i chilometri non scorrono più, si contano le centinaia di metri. Fino a quando salto, ai -1 piede a terra e si cammina in fianco alla bici! La vista del Bar Posta mi fa tornare le energie, rimonto in sella per salvare la faccia.

Alle 21:30 arrivo a destinazione, stanco ma contento. Mi concedo anche io un bel piatto di pasta al ragù e un paio di birre; nel frattempo arrivano anche gli ultimi, posso finalmente rilassarmi, nonostante l’ inconveniente “freddo” è andato tutto per il verso giusto.

Un grazie a tutti i ciclisti che hanno partecipato, a Gianni del Bar New Entry che ci ha ospitati al nostro arrivo e al boss che mi ha dato una mano la mattina prima del via.

Pale di San Martino pre-ride

Come di consueto ieri sono uscito in bici sul percorso della Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio per verificare gli ultimi dettagli.

Sono partito da Trento per accorciare un po’ il percorso e perchè non volevo fare troppo tardi la sera. Una cinquantina di chilometri e 1200mt di dislivello in meno dal percorso ufficiale: sono stato in giro 12 ore, quindi bisognerà prevederne circa 15 per portare a termine la randonnée. Non ho corso particolarmente, ma allo stesso tempo ho ridotto al minimo le soste (solo ai controlli, più alcune brevi fermate per vestirmi e svestirmi). La giornata è stata discreta, un alternarsi di sole e nuvole con tempertaure che hanno oscillato dai 10° ai 27°: manicotti, ginocchiere ed una mantellina antivento sono bastati, maglia a manica lunga e guanti più pesanti invece sono restati inutilizzati nella borsa Carradice sul manubrio.

C’ è un problema sul Passo Gobbera: la strada è chiusa ma si riesce a passare in qualche maniera a piedi. Bisognerà scendere, caricarsi la bici in spalla e superare i lavori. Seguiranno 300mt di strada sterrata (vedere foto sotto).

Definiti i controlli:

  • km 79 Grigno, Bar Alpino;
  • km 106 Passo Brocon, Albergo Passo Brocon;
  • km 160 Passo Rolle, Bar Cimone 2000 (subito dopo il passo);
  • km 221 Ora, (ancora in fase di verifica);
  • km 274, Candriai, Bar Posta.

La salita al Passo Brocon presenta qualche strappetto duro nella sua prima parte, poi da Castello Tesino sale regolare. La discesa invece è molto tecnica, prestare attenzione soprattutto perchè l’ asfalto non è dei migliori.

Anche il Passo Rolle è una salita morbida dal punto di vista delle pendenze, ma è la classica ascesa che ti consuma lentamente: sono 21.5km da Fiera di Primiero, una volta in cima il grosso sarà alle spalle.

Una difficoltà da non sottovalutare potrebbe essere il forte vento contro in Valle dell’ Adige. Da Ora ci sono 45km circa fino a Trento, bisognerà cercare di forzare il meno possibile l’ andatura per richiamare a raccolta le ultime energie rimaste per la salita di Candriai.

IMG_1866Controllo Bar Alpino, Grigno

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Salendo al Passo Brocon

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Controllo Passo Brocon

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Canal San Bovo

IMG_1871I lavori al Passo Gobbera

IMG_1873Fiera di Primiero

IMG_1874IMG_1875IMG_1876San Martino di Castrozza

IMG_1877Salendo al Passo Rolle

IMG_1878In vista del passo

IMG_1879Passo Rolle

IMG_1880Il controllo subito dopo il passo

IMG_1881Imbocco della pista ciclabile a Ora

La salita a Candriai da Trento

Ieri ho fatto un giro sulla salita che porta a Candriai, lungo la prima tratta della leggendaria Charly Gaul che scala il Monte Bondone da Trento, ultimo ostacolo che troveranno i randagi impegnati nella Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio.

Da Trento sono 11km, ma la salita vera e propria inizia dopo circa 2,5km, dove una targa ricorda l’ impresa di Gaul; si gira a sx e subito si affronta uno dei tratti più duri, dove si  tocca il 13%.

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A Sardagna, 593mt s.l.m., c’ è una bella fontana, ci si potrà fermare per tirare un po’ il fiato.

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Da qui mancano ancora 5km allo scollinamento, si riparte con due chilometri abbastanza facili, caratterizzati da una serie di tornanti ravvicinati, poi le pendenze aumentano ancora superando il 10%.

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Un ultimo rettilineo (che ci sembrerà infinito!) ed eccoci arrivati a Candriai, 1000mt di quota e termine delle fatiche. Sulla sinistra il Bar Posta sarà sede di controllo, l’ ultimo prima di raggiungere Pietramurata senza ulteriori difficoltà altimetriche.

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