Pietramurata-Bressanone-Pietramurata

La pratica del Randonneuring, ovvero il ciclismo di lunga distanza in autosufficienza, è l’ aspetto più significativo che mi ha fatto avvicinare al ciclismo. Quel senso di libertà che si prova a partire in sella alla propria bicicletta alla scoperta di luoghi inesplorati non ha paragoni con gli sport da me praticati in precedenza. Sono sempre stato un solitario e allo stesso tempo una persona poco competitiva con gli altri, e ho trovato da subito nelle randonnée il mio mondo. La sfida fisica e mentale che implica il portare a termine un’ ultra distanza mi ha affascinato da subito. Certo è però che randonneurs non ci si improvvisa: portare a termine un brevetto, qualsiasi distanza esso sia, implica passione, dedizione e anche un minimo di sacrificio. Finchè ero da solo nessuno di questi componenti è mai stato un problema, ma adesso che a casa mi aspetta sempre qualcuno, il gioco si fa sempre più difficile. Ogni momento passato in sella so che si tratta di un qualcosa “rubato” a loro, e partire non è più così facile.

Sabato sera dopo lavoro ho deciso di andare sulle strade del brevetto da 400km che probabilmente proporrò nel 2014 per Trentino Randonneurs. L’ idea (audace) era di compiere il giro in 20 ore, per essere così di ritorno nel primo pomeriggio, ma come al solito le cose sono andate diversamente.

Alle 19:30 monto in sella e parto, devo raggiungere Trento dove imboccherò la pista ciclabile verso nord. Le calde temperature di questi giorni mi fanno optare per un set-up leggero, solo una piccola borsa manubrio con dentro manicotti, un gilet e qualche cibaria per la notte, batterie di scorta per la luce posteriore (davanti ho il mozzo dinamo della SON) e un paio di camere d’ aria.

1

Dopo circa 50 minuti sono a Trento ed entro in ciclabile: sta calando l’ oscurità e mi gusto questo attimo di tranquillità sospinto dal vento che mi facilita il viaggio.

La notte. Il mio tallone d’ achille. Non posso dire che non mi piace pedalare di notte, mentirei, ma l’ idea di passare in sella tutte quelle ore al buio è sempre stata per me una fonte di ansia enorme. Per qualche oscura (eh si!) ragione non riesco ad abituarmici, e non si può dire che non abbia fatto esperienza!

Così fino a Bolzano sono un po’ teso, non riesco a rilassarmi. Alle 23:00 faccio una pausa in città per mangiare un gelato. lo stomaco è così-così, non me lo gusto del tutto ma cerco di non pensarci e riparto.

2

Sono su terreno inesplorato, mai fatta questa tratta di ciclabile; si passa sul percorso della vecchia ferrovia e sempre in leggera salita la strada è molto varia, anche di notte: gallerie, strappetti, curve, mi sto rilassando e mi diverto. Ma il tarlo della stanchezza inizia a farsi sentire. Nessun problema se non fosse per Francesco che mi aspetta a Bressanone bello carico per tenermi compagnia e pedalare insieme a me! Verso l’ una di notte ci incontriamo ma io ho già preso la mia decisione, devo fermarmi a dormire. Lui prosegue da solo, io ho bisogno di trovare un posto per riposare qualche ora. L’ interno di un bancomat a Chiusa-BZ fa al caso mio, dentro è bello caldo, stendo per terra un cartone e mi sdraio. Il sonno non sarà proprio dei più tranquilli, ma quando mi sveglio sono le cinque del mattino e la notte se ne sta andando.

3

Purtroppo la lunga pausa ha inciso sull’ esito del giro, se proseguissi sarei a casa non prima di cena, e come ho detto all’ inizio non è quello che voglio. Rientro sui miei passi percorrendo l’ itinerario a ritroso. A mezzogiorno sono a destinazione con quasi 300km nelle gambe e un po’ di rammarico per avere saltato la tratta più bella e che in effetti dovevo verificare. Sarà per la prossima volta.

A due giorni di distanza me ne sto a letto con quasi 39 di febbre, ecco forse spiegato il motivo di tanta stanchezza durante quella notte. Invece degna di nota l’ impresa dell’ amico Giorgio Murari “Musseu”, che partito circa mezz’ ora dopo di me da Pietramurata ha portato a termine (come sempre) una bella impresa unendo in un unico brevetto la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta e il Tour dell’ Ortles, creando un mostro da 410km per 8800 metri di dislivello, compiuti in poco più di 18 ore! Persone come lui sono uno stimolo a spingersi oltre i propri limiti, bravo.

Randonnée delle Pale di San Martino, 300km ACP

Un Maggio così non si vedeva da duecento anni. Il venerdì e sabato precedenti la randonnée una perturbazione anomala porta abbondanti nevicate in quota, ne cadono venti centimetri sul Passo Brocon e quaranta sul Rolle.

Sabato, dopo un giro di telefonate per verificare lo stato delle strade, decido per partire, la rando domani si fa. Le previsioni sono per un’ apertura, l’ unico problema sarà dato dal freddo.

Per il ritiro documenti mi organizzo alla bell’ e meglio nell’ officina del negozio dato che sono da solo: brioches fresche, caffè e qualche succo di frutta. A partire dalle cinque del mattino i randagi arrivano, nessun nuovo iscritto, partiremo in quattordici, tra i quali una donna, Gabi (una nota di merito anche all’ amico Giorgio che è arrivato in bici da Verona, e che quindi tornerà a casa sempre in bici).

IMG_1923

Alle sei partiamo in gruppo direzione Trento, il freddo è pungente, 3°, roba da inverno. Qualcuno si stacca sulle prime rampe ma in linea di massima procediamo tutti insieme; dopo il rapido attraversamento di Trento si ricomincia a salire un po’ fino a Civezzano, poi giù a Pergine e su di nuovo verso il lago di Levico. Tanti saliscendi che ci fanno accumulare 700mt di dislivello in questa prima frazione. Seguono 35km facili sulla bella ciclabile della Valsugana.

IMG_1931

 

IMG_1932

A Grigno c’ è il primo controllo. Da qui in avanti il percorso inizia a fare sul serio, seguiranno in rapida successione le salite al Passo Brocon, Passo Gobbera e Passo Rolle. Il gruppo si scioglie sulle prime rampe del Morello, salgo insieme ad Ivano, Lorenzo e Alberto fino a Castello Tesino, poi come inizia la seconda parte della salita ci separiamo. Qui commetto un errore grave che probabilmente ha compromesso il resto della giornata: procedo da Castello Tesino fino al passo con la borraccia vuota, arrivando in cima con i crampi alle gambe, situazione ormai difficile da recuperare.

Prima di scollinare incappiamo nel problema neve!

IMG_1936

 

IMG_1939

In cima al Brocon non fa particolarmente freddo, c’ è ancora il sole ma soprattutto la strada da questo versante è asciutta e pulita: la discesa è spettacolare, divertimento puro. Riparto dal controllo da solo, supero Gabi e Alberto, e a Canal San Bovo ritrovo Ivano e ci facciamo compagnia sulla breve scalata al Gobbera. Nessun problema a superare i lavori, si passa in sella su strada sterrata.

Il Rolle. E’ diventato un po’ il mio incubo. E’ lungo e costante, e le pendenze non sono mai eccessive. Di sicuro non il mio terreno di gioco preferito. Sento subito che la gamba non risponde bene, sarà un lungo scandire dei chilometri, due ore da solo dove cerco di restare concentrato sull’ obbiettivo finale. In quota il paesaggio è allucinante, sembra di stare in inverno, completamente diverso da come lo avevo trovato pochi giorni fa. Condivido gli ultimi chilometri con Giancarlo e Bruno Nicola (quest’ ultimo oggi veramente a spasso, continuava a fare su e giù per parlare un po’ con me e un po’ con Giancarlo) e insieme raggiungiamo il controllo. Nel bar una piccola stufa riscalda l’ ambiente, fuori dalle finestre si intravedono solo nebbia e nuvole, il sole è sparito e la temperatura è scesa vicino allo zero.

IMG_1941

 

IMG_1944

Ho speso parecchio tempo a pensare all’ abbigliamento che avrei dovuto portarmi oggi, e per fortuna ci ho preso: la maglia intima invernale e i copripantaloni si faranno apprezzare nella lunga discesa verso Predazzo, nevica!

Formiamo un gruppetto di cinque fino al controllo di Ora. La lunga discesa dal Passo di San Lugano è stata un toccasana per recuperare le energie. Al Bar Abram ci fermiamo qualche minuto in più a mangiare qualcosa; nel frattempo ci ha raggiunto anche il marito di Gabi, sarà il nostro asso nella manica per raggiungere Trento; il vento oggi è fortissimo, non perdona, ma grazie a lui percorriamo i 45km che ci separano dalla città ad una buona andatura. Si sacrifica per noi tirando quasi tutto il tempo, doveroso offrirgli un buon piatto di pasta una volta giunti a Pietramurata!

IMG_1949

Adesso manca solo Candriai, “mezzo” Bondone. Mai mi sono maledetto tanto. Pensavo che il fatto che questo fosse l’ ultimo ostacolo di giornata mi avrebbe aiutato. Mi sbagliavo. Gabi e suo marito procedono spediti, Alberto lo trovo fermo dopo un chilometro: “ho bisogno di un minuto di raccoglimento ogni chilometro” mi dice mentre lo supero. A Sardagna riempio la borraccia, ogni scusa è buona per mettere il piede a terra. Poi i chilometri non scorrono più, si contano le centinaia di metri. Fino a quando salto, ai -1 piede a terra e si cammina in fianco alla bici! La vista del Bar Posta mi fa tornare le energie, rimonto in sella per salvare la faccia.

Alle 21:30 arrivo a destinazione, stanco ma contento. Mi concedo anche io un bel piatto di pasta al ragù e un paio di birre; nel frattempo arrivano anche gli ultimi, posso finalmente rilassarmi, nonostante l’ inconveniente “freddo” è andato tutto per il verso giusto.

Un grazie a tutti i ciclisti che hanno partecipato, a Gianni del Bar New Entry che ci ha ospitati al nostro arrivo e al boss che mi ha dato una mano la mattina prima del via.

Pale di San Martino pre-ride

Come di consueto ieri sono uscito in bici sul percorso della Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio per verificare gli ultimi dettagli.

Sono partito da Trento per accorciare un po’ il percorso e perchè non volevo fare troppo tardi la sera. Una cinquantina di chilometri e 1200mt di dislivello in meno dal percorso ufficiale: sono stato in giro 12 ore, quindi bisognerà prevederne circa 15 per portare a termine la randonnée. Non ho corso particolarmente, ma allo stesso tempo ho ridotto al minimo le soste (solo ai controlli, più alcune brevi fermate per vestirmi e svestirmi). La giornata è stata discreta, un alternarsi di sole e nuvole con tempertaure che hanno oscillato dai 10° ai 27°: manicotti, ginocchiere ed una mantellina antivento sono bastati, maglia a manica lunga e guanti più pesanti invece sono restati inutilizzati nella borsa Carradice sul manubrio.

C’ è un problema sul Passo Gobbera: la strada è chiusa ma si riesce a passare in qualche maniera a piedi. Bisognerà scendere, caricarsi la bici in spalla e superare i lavori. Seguiranno 300mt di strada sterrata (vedere foto sotto).

Definiti i controlli:

  • km 79 Grigno, Bar Alpino;
  • km 106 Passo Brocon, Albergo Passo Brocon;
  • km 160 Passo Rolle, Bar Cimone 2000 (subito dopo il passo);
  • km 221 Ora, (ancora in fase di verifica);
  • km 274, Candriai, Bar Posta.

La salita al Passo Brocon presenta qualche strappetto duro nella sua prima parte, poi da Castello Tesino sale regolare. La discesa invece è molto tecnica, prestare attenzione soprattutto perchè l’ asfalto non è dei migliori.

Anche il Passo Rolle è una salita morbida dal punto di vista delle pendenze, ma è la classica ascesa che ti consuma lentamente: sono 21.5km da Fiera di Primiero, una volta in cima il grosso sarà alle spalle.

Una difficoltà da non sottovalutare potrebbe essere il forte vento contro in Valle dell’ Adige. Da Ora ci sono 45km circa fino a Trento, bisognerà cercare di forzare il meno possibile l’ andatura per richiamare a raccolta le ultime energie rimaste per la salita di Candriai.

IMG_1866Controllo Bar Alpino, Grigno

IMG_1867

Salendo al Passo Brocon

IMG_1869

Controllo Passo Brocon

IMG_1870

Canal San Bovo

IMG_1871I lavori al Passo Gobbera

IMG_1873Fiera di Primiero

IMG_1874IMG_1875IMG_1876San Martino di Castrozza

IMG_1877Salendo al Passo Rolle

IMG_1878In vista del passo

IMG_1879Passo Rolle

IMG_1880Il controllo subito dopo il passo

IMG_1881Imbocco della pista ciclabile a Ora

La salita a Candriai da Trento

Ieri ho fatto un giro sulla salita che porta a Candriai, lungo la prima tratta della leggendaria Charly Gaul che scala il Monte Bondone da Trento, ultimo ostacolo che troveranno i randagi impegnati nella Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio.

Da Trento sono 11km, ma la salita vera e propria inizia dopo circa 2,5km, dove una targa ricorda l’ impresa di Gaul; si gira a sx e subito si affronta uno dei tratti più duri, dove si  tocca il 13%.

IMG_1826

A Sardagna, 593mt s.l.m., c’ è una bella fontana, ci si potrà fermare per tirare un po’ il fiato.

IMG_1827

Da qui mancano ancora 5km allo scollinamento, si riparte con due chilometri abbastanza facili, caratterizzati da una serie di tornanti ravvicinati, poi le pendenze aumentano ancora superando il 10%.

IMG_1828

Un ultimo rettilineo (che ci sembrerà infinito!) ed eccoci arrivati a Candriai, 1000mt di quota e termine delle fatiche. Sulla sinistra il Bar Posta sarà sede di controllo, l’ ultimo prima di raggiungere Pietramurata senza ulteriori difficoltà altimetriche.

IMG_1714

IMG_1829

Randonnée delle Dolomiti di Brenta-200km ACP 2013

Sedici randagi DOC si sono ritrovati ieri per la seconda edizione della mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta, sedici coraggiosi che hanno sfidato le previsioni meteo, ma la fortuna premia gli audaci, e così è stato. Una giornata variabile che ha visto alternarsi brevi pioggerelle e sole, con temperature che hanno oscillato dai 5/6° del Passo Campo Carlo Magno ai quasi 20° del nostro arrivo a Pietramurata. I presenti erano tutti comunque preparati al peggio, non ho visto nessuno partire “leggero”. Io avevo con me il kit da pioggia (giacca e pantaloni), più calze e guanti di ricambio ed una maglia intima invernale. 2kg di bagaglio che mi hanno fatto viaggiare più sicuro e pronto ad affrontare ogni eventualità.

Brenta_1

Dopo la distribuzione delle carte di viaggio presso il bar Movida che ci ha ospitati prima del via, siamo partiti tutti insieme restando più o meno uniti fino al primo controllo di Spormaggiore. Da li, dopo la tecnica e ripida discesa, una foratura di Andrea che viaggiava con me ci ha separati dal resto del gruppo; ripartire con le gambe fredde sulle rampe al 18% verso Sporminore è stata una sofferenza, per fortuna il tratto era breve! Il meteo non concedeva una tregua psicologica, e durante tutta la prima parte del percorso non sono mai riuscito a rilassarmi completamente; a Ponte Mostizzolo decidiamo di saltare la ciclabile (come avevo consigliato alla partenza in caso di pioggia) ed arriviamo a Dimaro asciutti grazie ad un vero e proprio corridoio di cielo azzurro sopra di noi. Le nuvole sul passo non promettono nulla di buono, tant’ è che a due chilometri dallo scollinamento inizia a piovere; 8° sul valico a 1680mt, il tempo di mangiare una fetta di torta al cioccolato e ripartiamo dal secondo controllo per la lunga discesa vestiti come in inverno!

brenta_2

A Pinzolo siamo di nuovo fermi, questa volta per svestirci, 16° adesso! (sul finire di giornata queste continue soste peseranno sul tempo totale impiegato per portare a termine il percorso, ben 1h 50′ col piede a terra); proseguiamo da qui con Giorgio, randagio trentino di Pergine Valsugana, e resteremo insieme fino all’ arrivo. Un breve temporale mentre attraversiamo la Val Rendena, poi il tempo va a migliorare, solo un po’ di vento contro; raggiungiamo il terzo controllo di Stenico alle 15:30, abbiamo ancora 50km da fare ma ormai posso rilassarmi. Sulla salita del Passo Ballino esce uno splendido sole che ci fa apprezzare ancora di più l’ altipiano di Fiavè ed i suoi prati verdissimi, davvero un luogo incantevole. A Tenno ci ricompattiamo, un timbro veloce e ripartiamo per la lunga discesa sulla “busa”; il vento alle spalle farà il resto, accompagnandoci fino a Pietramurata.

brenta_3

Arriviamo alle 17:45, più o meno come l’ anno scorso; al New Entry i randagi si stanno già gustando le tagliatelle al ragù. Tutti contenti e soddisfatti di aver portato a termine il 200 più duro del calendario italiano (a detta dei partecipanti).

Gli ultimi giungeranno al traguardo alle 19:45, tutti brevettati con successo per questa seconda edizione. Ora devo valutare come muovermi per l’ anno prossimo, probabilmente andrò già in ottica qualifiche PBP proponendo un 200 più facile; in ogni caso la Dolomiti di Brenta resterà come brevetto permanente. Vedremo, tutte le novità al riguardo verranno comunque pubblicate sul sito dei Trentino Randonneurs.

Un grazie a tutti i partecipanti per essere venuti e ci vediamo il 26 Maggio per il 300km delle Pale di San Martino.

Tutte le foto su Flickr e qui l’ elenco dei ciclisti omologati.

Dolomiti di Brenta pre-ride

Giovedì mi sono preso una giornata di ferie per andare a testare il percorso (rimasto invariato dall’ anno scorso) della randonnée delle Dolomiti di Brenta che si svolgerà domenica 28 Aprile. E’ uno degli “obblighi” di organizzatore, c’ è chi lo fa in macchina, altri come me vanno in bici: si controllano il road-book, le strade e i punti di controllo.

La giornata è stata splendida, con temperature estive che mi hanno fatto penare nel finale: sulla strada verso Stenico il termometro ha fatto segnare 30° facendomi rimpiangere la maglia a manica corta rimasta a casa.

Il percorso.

Una piccola novità riguarda la parte iniziale: si farà la nuova ciclabile del Limarò che dopo circa 4km dalla partenza ci farà evitare quasi tutte le prime gallerie. Si tratta di uno dei punti più spettacolari della randonnée vista l ‘esposizione, assolutamente consigliato transitarvi. Purtroppo la pista non è ancora completata, bisognerà abbandonarla prima dell’ ultimo tunnel (seguire indicazioni su road-book).

limarò

Si salirà ad Andalo ed una volta scesi a Spormaggiore (controllo) si devierà a sinistra attraversando la frazione Maurina verso Sporminore. Questo è uno dei tratti dove bisogna prestare maggiore attenzione: si toccano punte del 18% in un breve tratto, e le discese sono altrettanto ripide. La strada non è in perfetto stato essendo utilizzata perlopiù da mezzi agricoli, quindi occhio!

IMG_1735

Un altro punto che volevo verificare era lo stato della ciclabile che da Ponte Mostizzolo porta a Dimaro: è perfettamente transitabile, quindi il mio consiglio è di seguirla. Attenzione perchè nel primo tratto si attraversano alcuni canali di scolo che vanno presi a passo d’ uomo, comunque sempre ben segnalati dai cartelli stradali. Chi non volesse fare la ciclabile è libero di prendere la statale del Tonale, anche se lo sconsiglio per via dell’ alto traffico.

IMG_1737

Per il resto del tracciato non ci sono particolari indicazioni, basterà attenersi al road-book.

IMG_1742

Controlli

Per cause di forza maggiore (due bar preposti a controllo nel 2012 hanno o stanno per chiudere in maniera definitiva) ho dovuto spostare alcuni controlli, eccoli:

  1. Km 42,6-Spormaggiore-Bar Posta. Controllo nuovo, si trova sulla destra nei pressi del nuovo semaforo, proprio nello stesso punto dove si girava a sinistra l’ anno scorso. Attenzione perchè la discesa invita a proseguire dritti ma bisogna fermarsi in piazza a Spormaggiore!
  2. Km 101,6-Passo Campo Carlo Magno-Hotel Casa del Campo. Controllo nuovo, prende il posto del Bar Snoopy di Dimaro che essendo al suo ultimo giorno di apertura non poteva garantirci il servizio.
  3. Km 145-Stenico-Snack Bar Clarissa. Stesso controllo dell’ edizione 2012, il bar si trova sul lato sinistro appena arrivati a Stenico.
  4. Km 163,7-Lago di Tenno-Club Hotel Lago di Tenno. Stesso controllo dell’ edizione 2012, appena passato il Lago di Tenno sulla sinistra.

Come l’ anno scorso l’ arrivo sarà al bar New Entry di Pietramurata, che quest’ anno ci cucinerà un bel piatto di tagliatelle fresche al ragù! Per tutti quelli che concluderanno la prova t-shirt omaggio della randonnée e la spilla Trentino Randonneurs, con la possibilità di richiedere la medaglia ufficiale Audax Club Parisien.

T-SHIRT_randonneurs

Vi aspetto a Pietramurata!

Rescarando, 300km randonnée ACP

IMG_1651

Domenica scorsa si è svolta la terza edizione della Rescarando (qui la mia partecipazione del 2011) a cui mi ero iscritto già da tempo. Speravo di arrivarci con almeno una distanza da 200km nelle gambe, ma i soliti impegni quotidiani mi hanno impedito di fare una preparazione classica “a scalini”; così sabato sera ho le solite preoccupazioni prima di addormentarmi nel mio furgone. Il sonno è breve e disturbato, tre/quattro ore prima che la sveglia suoni. Il ritrovo è a partire dalle cinque della mattina, e quando mi sveglio c’ è già un discreto numero di randonneurs al ritiro dei documenti; meno però di due anni fa, le previsioni meteo non proprio buone hanno un po’ limato il numero dei partenti, in 137 prenderanno il via per i 300km.

E’ bello ritrovare alla partenza facce amiche che non vedevo da tanto tempo anche solo per un saluto (tra una cosa e l’ altra mancavo da una manifestazione ufficiale-Dolomiti di Brenta a parte-da più di un anno), e ancora più bello condividere il percorso con qualcuno: oggi io, Umberto (che mi ha accompagnato durante il viaggio) e Lorenzo viaggeremo insieme. C’ è anche Gianluca del nostro team, che però parte con un passo diverso e ci sentiremo per telefono solo una volta arrivati.

IMG_1655

Il primo quesito è cosa mettersi addosso. Aprile non ti scoprire, perciò parto con pantaloni lunghi, tre strati di lana merinos sopra (intimo manica corta+intimo manica lunga+maglia da bici lunga) che garantiranno un discreto riparo dall’ aria lasciando respirare la pelle: nella borsa Carradice sotto la sella copripantaloni, giacca, calze e guanti di scorta.

Non passano neanche 20km che inizia a piovere, così tanto da costringerci subito a fermarci: troviamo riparo per vestirci e come noi tanti altri. Purtroppo pedalare tutti bardati con questi continui saliscendi non è piacevole; già m’ immagino come sarà lunga questa giornata. Ma per fortuna la pioggia dura poco e dopo mezz’ oretta circa smette del tutto. Altra sosta, questa volta per spogliarsi! Per fortuna.

Alle 09:30 arriviamo al primo controllo, situato sulla sponda del Lago Maggiore: c’ è un bel ristoro, mi bevo un thè caldo con due fette di crostata e poi ripartiamo senza perdere troppo tempo.

IMG_1654

Inizia la seconda parte della randonnée, di sicuro la più bella, il percorso si inoltra in zone poco battute, piccole stradine che attraversando boschi e zone rurali ci portano dal Lago Maggiore al Lago d’ Orta. Per strada una bella sorpresa, incontriamo Andrea che abita da queste parti, amico randagio che sapeva del nostro passaggio, ci accompagnerà per un centinaio di chilometri facendoci da cicerone. Bellissima la strada dopo Gignese che passa in una valle dimenticata da tutti: ci imbattiamo anche in una caratteristica fiera di animali.

IMG_1661

IMG_1666Il controllo di Cesara è una vera e propria ancora di salvezza, un piccolo momento di sosta prima di affrontare gli ultimi 8km di salita che ci porteranno alla Colma, cima Coppi di giornata. Qui Andrea ci saluta e ritorna verso casa, noi scendiamo dall’ altro versante e formando un bel gruppetto ci avviciniamo all’ ultimo controllo a Cressa, km233.

La parte finale scorre via veloce, stiamo tutti bene ed è uscito anche un bel sole; le difficoltà sono alle nostre spalle, non resta altro che goderci questi ultimi chilometri. Arriviamo a Rescaldina alle 19:00 con più di 290km per 3000mt  di dislivello (migliorando di quindici minuti il tempo del 2011!). Doccia, pasta e si torna a casa.

IMG_1678

Una piccola nota alla mia Mercian che nonostante l’ assetto completamente stravolto (gruppo/sella/nastro/pedali/ruote nuovi) e senza avere avuto il tempo di provarla prima, ha svolto egregiamente il suo lavoro, come sempre d’ altronde!

La Rescarando resta una randonnée di quelle da non perdere, un bel percorso, frecciatura e roadbook perfetti, controlli con ristoro, colazione e pasta party, gadget e premi ad estrazione. Grazie jimmy per questa bella manifestazione e grazie agli amici che mi hanno accompagnato in questo viaggio, i Trentino Randonneurs hanno risposto all’ appello, adesso vi aspettiamo a Pietramurata 😉

Base invernale e alcune novità

L’ ultimo periodo è passato abbastanza in sordina. Ho deciso di dedicare questi due primi mesi dell’ anno per fare una buona base su cui costruire la preparazione; quindi uscite non troppo impegnative pedalando a “sensazione” e senza forzare troppo, con qualche lungo oltre i cento chilometri. L’ obbiettivo di stagione (la 1000 du Sud) è molto lontano, quindi ho tutto il tempo per arrivarci in forma, e soprattutto non voglio correre il rischio di anticipare troppo la condizione ritrovandomi poi stanco e/o demotivato quando sarà il momento. Proprio in vista del mio grande appuntamento ho tentato la sorte mandando la preiscrizione alla Öetztaler Radmarathon che si terrà proprio due settimane prima della randonnée francese; con il suo percorso di 238km e oltre 5000mt di dislivello sarà un ottimo test (sempre a patto che mi prendano). Non sono patito di granfondo, ma questa è una di quelle che mi ha sempre attirato per via delle sua durezza, e in più ne approfitteremo per fare qualche giorno di vacanza in Austria con tutta la famiglia.

hoehenprofil-001

Visto che si tratterà di un anno dai “grandi dislivelli” sto lavorando parecchio al set-up da utilizzare alle randonnée a cui parteciperò (ufficiali e non); leggerezza e minimalismo sono le parole chiave per il 2013. La Giant Defy si sta rivelando un ottimo mezzo, non avevo mai avuto una bici appartenente alla fascia alta (sia come telaio che come componentistica) e devo ammettere che la differenza si sente, soprattutto in salita, da imputare in buona parte al peso della bicicletta (6.8kg). Dopo i primi chilometri sono riuscito a trovare la giusta posizione in sella e mi ci sto abituando gradatamente. L’ idea è percorrere con questa le distanze fino ai 300km, dove non si passa ancora una notte in sella e può bastare un impianto di illuminazione a batteria. La Mercian invece è al momento sotto i ferri, per lei è in corso una trasformazione radicale sempre sulla linea che ho impostato quest’ anno, e le dedicherò un bel post a lavori ultimati.

Defy_2

Per quanto riguarda le mie due randonnée di quest’ anno segnalo che sono state inserite sul sito Audax Italia, dove è possibile iscriversi on-line seguendo le indicazioni sulla pagina dedicata ai due brevetti (dal sito Trentino Randonneurs per l’ iscrizione si viene linkati alla stessa pagina). Per il 300 ho ancora un po’ di lavoro da fare ma conto di essere pronto un mese circa prima della rando con tutti i dettagli definiti (controlli e road-book). Anche quest’ anno ci sarà una t-shirt omaggio per tutti i partecipanti realizzata da Crazy Idea, in più come sempre la possibilità di acquistare la medaglia Audax Club Parisien.

Sto valutando la possibilità di rendere questi e i prossimi brevetti anche in formula “permanente”: questo mi darebbe l’ occasione di inserire a calendario nuovi percorsi (anche più facili, soprattutto in vista delle qualifiche 2015 della Paris-Brest-Paris) senza dimenticare quelli “vecchi”. Credo molto nelle randonnée permanenti in quanto rappresentano l’ espressione massima di libertà e autosufficienza e spero di riuscire a realizzare questo progetto. Insomma, tanta carne al fuoco, con una sorpresa per il 2014, ma di questo è presto per parlarne 😉

Randonnée del Solstizio d’ Inverno, com’ è andata.

Solstizio d' Inverno 009

Non posso che iniziare questo post con i doverosi ringraziamenti a tutti i coraggiosi (e coraggiose, ebbene si, anche una donna ha conlcuso la prova, Gabi da Bressanone) che hanno risposto all’ appello. Ci siamo ritrovati in otto lo scorso venerdì sera pronti a partire per questa nuova avventura (ed un grazie anche a tutti gli iscritti che non sono potuti venire e che mi hanno comunque avvisato) con tutti i timori che una “prima volta” implica. Eh si, perchè 200km in inverno non sono uno scherzo, di notte poi! Ma l’ audacia di pensare (ok, copiare!) e proporre anche da noi quest’ idea alla fine mi ha premiato. Ne è venuta fuori una randonnée pura e dura, non per tutti ma allo stesso tempo non impossibile, di quelle che volevo organizzare da tempo e che ho sempre avuto come “idea” di brevetto Audax.

Il lago di Garda ha saputo regalarci la solita magica atmosfera, complice anche la temperatura trovata (4/5° per tutta la prima parte) il tratto fino al primo controllo dopo Salò è filato via liscio con il gruppo compatto (a parte gli ultimi chilometri dove una svista è costata un breve ritardo per Gabi e Francesco). Il Mc Donalds di Puegnago è quasi deserto quando arriviamo alle 23:00; io sono fradicio, mi sono vestito troppo e come al solito lo sforzo e l’ ansia dei preparativi mi ha chiuso lo stomaco (alimentazione in gara, fattore su cui devo e voglio lavorare parecchio nel 2013, patatine fritte da evitare!). Mi asciugo un po’ nei bagni del ristorante e ripartiamo prima di raffreddarci troppo, proprio mentre arrivano i due ritardatari. La temperatura adesso è più bassa e c’ è la nebbia. Qualche scossone al momento di rimontare in sella ma poi tutto passa, la “macchina” torna a regime e continuiamo a pedalare immersi nella nebbia. La traversata del basso lago è un po’ trafficata, ma niente di serio. Il prossimo controllo è vicino, 30km, a Peschiera del Garda, altro Mc Donalds. Anche qui stesso discorso, ristorante semi-vuoto e, ahimè, stomaco sempre chiuso per me. Un cappuccino e via, ripartiamo intorno all’ una, adesso i gruppetti sono tre, e resteranno tali: davanti Musseu con Davide e Massimo, in mezzo io, Umberto e Marco, dietro di noi Francesco e Gabi. La nebbia se ne va come iniziamo a salire verso nord, la temperatura si stabilizza intorno allo 0. Pedaliamo tranquilli, si viaggia tra i 20 e i 25km/h chiaccherando ed ammirando la luna che si specchia nelle acque del lago, meraviglioso. Arriva anche il sonno (e te ne accorgi perchè gli altri ti parlano ma tu smetti di rispondere!!) ma per fortuna sulla gardesana non si resta mai per troppo tempo al buio, i paesi si susseguono e il loro attraversamento ci aiuta a restare svegli.Solstizio d' Inverno 018

Finalmente arriviamo a Torbole, il lago è finito e purtroppo anche l’ effetto benefico che ha sulla temperatura, che cala improvvisamente sottozero mentre ci addentriamo in Valle del Sarca. Raggiungiamo il controllo del Bar Le Paste di Arco alle 4:00 del mattino: il locale è super affollato di ragazzi, ma per fortuna non ci accolgono con i soliti commenti da frequentatori di locali notturni. Un voto 10 all’ educazione dei giovani trentini 🙂 I gestori del bar ci aspettavano un po’ prima: devo ammettere che ero stato di manica stretta nel calcolare i tempi di passaggio, credevo che saremmo stati qua intorno alle 02:30 basandomi sulle percorrenze diurne del periplo del lago. Questa ora e mezza di ritardo mi obbliga a prendere una decisione responsabile: domani lavoro ed è il sabato della vigilia di natale, non posso permettermi di arrivare in negozio senza riposare almeno un paio d’ ore, così a malincuore saluto i ragazzi e mi avvio verso casa.

Gli ultimi concluderanno la prova alle 07:40 del mattino, davvero una lunga notte in sella, complimenti! Un bravo anche a Francesco che ha deciso di fermarsi dopo il giro del Lago di Garda, per lui problemi di stomaco: ha dimostrato coraggio a partecipare nonostante la sua poca esperienza. Insomma, bravi tutti, Giorgio, Davide, Massimo, Marco, Umberto, Francesco e Gabi (che ha lottato anche con una foratura e ha dovuto aspettare 30 minuti al gelo a S. Massenza che arrivassero Umberto e Marco ad aiutarla perchè aveva perso il borsello con gli attrezzi!!!). Insomma grazie ragazzi, per merito vostro adesso la Randonnée del Solstizio d’ Inverno esiste davvero e ora che abbiamo aperto la strada sono sicuro che riceverà sempre più consensi, troppo bella! Ho già parlato con Andrea del bar Conti di Arco e probabilmente per il prossimo anno ci aprirà appositamente il bar alle 5 del mattino in maniera da non avere più “buchi” all’ arrivo 🙂

ps Giorgio, Davide e Massimo, con i primi di Gennaio vi spedisco a casa la meritatissima spilla.

Tutte le foto su Flickr.

E adesso il bellissimo video di Musseu.

Road-book Solstizio d’ Inverno

A questo indirizzo è possibile scaricare il road-book in formato PDF della randonnée del Solstizio d’ Inverno che avrà luogo questo venerdì, con partenza alle ore 20:30 da Arco (ne verrà consegnata comunque una copia prima di partire a tutti gli iscritti). Come potrete notare ho utilizzato un nuovo formato per redarlo, prendendo spunto dal sito RUSA (Randonneurs USA); all’ inizio può sembrare complesso, ma in realtà non lo è. Una volta capite le parole chiave, segnate in cima al road-book, la sua lettura diventa veloce e intuitiva; la cosa che comunque ritengo più pratica è il formato. Va stampato sul classico foglio A4 senza doverlo ridimensionare e poi va piegato in quattro parti uguali, così da avere sempre in primo piano le informazioni occorrenti. E’ piccolo e può stare in qualsiasi porta cartina o road-book, borsa manubrio e nelle tasche posteriori della giacca. Per una facile protezione dagli agenti atmosferici si può infilare in un foglio lucido trasparente da ufficio e piegare così il tutto, in maniera tale da poterlo maneggiare in tutta tranquillità senza rischiare di rovinarlo.

Ricordo che le iscrizioni chiudono questa sera, chi viene entrerà nella leggenda 😉 e per tutti quelli che porteranno a termine la prova la mitica spilla!!! (L’ anno prossimo vista l’ affluenza eccessiva sto pensando ad una pre-iscrizione tipo Maratona delle Dolomiti a pagamento!!!). E se qualcuno avesse timori sappia che ce li abbiamo tutti, me compreso! Sarà freddo, sarà dura, ma come si dice, “è dalle decisioni peggiori che nascono le storie migliori”.

foto