Lunedì rando


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Oggi ho fatto le prove generali della freccia celeste in assetto quasi definitivo da randonnèe. Partenza da Arco da solo la mattina verso le 8.30, visto che la meteo prevedeva pioggia a partire dalle 13.00, in direzione sud sulla sponda occidentale del lago di Garda. Fino a Limone tutto tranquillo, la giornata è umida ma non piove e non è neppure troppo freddo. Da qui parte una salita per me nuova che porta a Vesio, 626mt slm. Sottovalutata come sempre faccio sulla carta si è dimostrata subito ostica; non so le pendenze con precisione ma penso a punte del 15-18%! Da Vesio poi verso Tignale, come se non bastasse la strada è scesa e risalita altre due volte portando il dislivello totale a circa 1000mt. La mia idea era di arrivare fino a Toscolano Maderno per prendere il traghetto che mi avrebbe portato sulla sponda opposta del lago a Torri del Benaco, da dove sarei rientrato, facendomi evitare così un bel po’ di gallerie. La sfiga invece ha voluto che proprio due km prima di Toscolano bucassi la ruota posteriore con relativo ritardo sulla tabella di marcia (quasi mezz’ ora per cambiare una camera d’ aria!!) che mi ha fatto perdere il traghetto! Dovevo scegliere se aspettare il prossimo dopo un’ ora o ritornare sui miei passi e quindi beccarmi tutte le gallerie, ma visto che la pioggia incombeva ho optato per ripartire subito, anche perchè comunque avevo montato le luci preventivamente. La pioggia alla fine non si è vista, così la giacca in Gore-tex è rimasta nella borsa!

Alla fine 103km ad una media bella bassa, 22km/h.

Questo giro mi è servito a collaudare alcune cose; in primis la bici stessa che va benissimo nonostante il peso anche in salita, a medie cicloturistiche, chiaro! Poi i parafanghi sks che avevo appena montato e che ho trovato super comodi; senza di quelli sarei arrivato a casa sporco dalla testa ai piedi. Ho usato poi la più piccola delle borse Carradice che ho comprato (la Zipped rolls e la Barley saddlebag) attaccata alla mia Brooks, infilandoci dentro la giacca in Gore, due camere d’ aria, un attrezzo multiuso, due panini e le chiavi di casa, e avanzando ancora spazio; in più con questo sistema di fissaggio alla sella le borse non si muovono per niente, non fanno rumori strani e non c’ è bisogno di portapacchi! In ultimo due parole sulla nuova pompa: quando ho gonfiato la gomma dopo la foratura mi sembrava di essere a casa con quella che uso in garage! In quattro pompate la gomma era durissima, cosa fondamentale in una randonnèe dove bisogna arrangiarsi e proseguire magari per centinaia e centinaia di km.

Qualche foto

Limone alla partenza

Salite extra


Una delle gallerie più buie

Sulla motivazione

Quanto cambia la prospettiva delle cose quando si fa tutto pensando ad un obbiettivo importante che ci si è prefissati a lungo termine! Negli ultimi anni ho praticato l’ arrampicata sportiva, e mi sono reso conto di come sia fondamentale avere un traguardo da raggiungere. Ti stimola, ti da la forza di allenarti quando sei stanco, ti fa passare sopra a delusioni e sconfitte, perchè sai che è tutto momentaneo, tutto poi passerà in secondo piano quando avrai raggiunto il tuo traguardo. In arrampicata sportiva parliamo di gradi, 6a, 7a, 8b ecc., una scala di difficoltà che ci spinge a provare sempre una via o un movimento al di là delle nostre capacità del momento ma che sappiamo o speriamo di poter raggiungere. Questa naturalizzata mia voglia di spingermi avanti si è mostrata anche con la bicicletta. La LEL è sempre nella mia testa ogni volta che salgo sulla bici, anche per un piccolo allenamento. Ed ogni giorno che passa, ed ogni uscita in bici che faccio, la voglia di essere là per fare la mia piccola impresa cresce sempre di più. Mancano ancora tanti mesi, e tanta strada dovrà passare sotto ai miei copertoncini, ma forse è questa la parte più importante e non l’ arrivo in se.

“La strada è vita!”, parole di Jack Kerouac

Primo lungo

Lunedì ho fatto la prima pedalata lunga della stagione e devo dire che mi sono proprio divertito anche se ero da solo. Il programma di avvicinamento alla LEL prevede per gennaio un paio di uscite da 100km (senza troppe salite aggiungo io) quindi ho scelto questo percorso che affronta una sola salita leggera per raggiungere San Zeno di montagna, mai fatta prima. Dopo una partenza gelida, 3.5° alle dieci e mezza del mattino, ed un piccolo allungo sul percorso dovuto alla pista ciclabile ancora ghiacciata, un forte vento mi ha spinto fino a Caprino veronese. Inizialmente sarei dovuto salire a San Zeno-581m slm- passando da Lumini-695m slm-, salita che presenta alcune belle rampette, ma ho optato per il versante opposto da Costermano, più facile, anche se alla fine non sono dovuto neanche arrivare in cima in quanto il bivio per Torri del Benaco era circa a metà strada. Che poca gamba in salita!
Visto che i viveri erano finiti, piccola pausa per un toast e una coca a Castelletto-e che bene che mi ha fatto!-e poi via fino a casa.

123 km per quattro ore e mezza circa di pedalata più le pause. Peccato per le poche foto ma avevo problemi a caricarle e da stupido non ne ho fatte…

Sulla via del ritorno, il Brione, Torbole e Riva del Garda

Prima uscita


Temperatura invernale!

Il 6 Gennaio io e la Vale siamo usciti per la prima pedalata dell’ anno nuovo, un po’ in ritardo rispetto al canonico primo dell’ anno! Le previsioni erano di fare un centinaio di km per me, Arco-Sarche e ritorno insieme, per poi proseguire da solo sulla sponda orientale del lago di Garda.Visto il freddo una volta arrivati a casa mi sono fermato pure io, anche perchè mani e piedi erano insensibili già da qualche km!

Alla fine 35km e zero dislivello.
Per la ciclabile è ancora presto.
La retta di Sarche.

Io e la Vale.

KM 6500 ANNO ZERO

IL 2009 sarà per me l’ anno della LONDRA-EDINBURGO-LONDRA, 1400 km no-stop in bicicletta attraverso Inghilterra e Scozia.
2 su di me:
nel 2008 mi sono preso una
bicicletta in alluminio per ricominciare a pedalare dopo otto anni di stop, e la passione si è subito riaccesa. Ho dedicato la maggior parte del tempo in sella a scalare passi alpini, entrando a far parte del mitico, almeno per me, Club des 100 cols e dopo, il morbo del randagio ha iniziato a farsi strada. In passato la mia massima distanza coperta in un brevetto è stata la Roma-Bergamo di 600km nel 2000, quindi 1400km sono un bel salto!
In questo primo anno 6500km percorsi. Pochi per un randonneur, ma è un inizio. Qui proverò a raccontare le esperienze che mi porteranno a preparare questa grande avventura, e il resto si vedrà!

Buone pedalate a tutti,

Fabio