Audax DIY 01-2018

Tra i buoni propositi del 2018 c’ è quello di completare il Randonneur Round The Year o RRTY, challenge iniziato lo scorso anno ma che purtroppo non sono riuscito a terminare. Si tratta “semplicemente” di portare a termine almeno un brevetto da 200km al mese per un anno intero.

Va da se che i mesi invernali sono quelli più duri e credo che con quello fatto oggi il più difficile me lo sono messo alle spalle, forse.

La sveglia suona alle sei, tutti dormono. Quando alzo la tapparella della sala per fare entrare Leo – il nostro gatto – mi accorgo con dispiacere che il giardino è tutto bagnato. A dire la verità sta proprio piovendo. In una giornata normale avrei  chiuso la finestra e me ne sarei tornato a letto. Oggi no. Anche se solo in maniera virtuale sono iscritto ad un brevetto da 200km. Non ci sarà nessuno ad aspettarmi alla partenza o all’ arrivo, no, il percorso è frutto della mia immaginazione: preparato sul pc con Openrunner è stato inviato all’ organizzatore dell’ Audax UK che se ne occupa e che controllerà la mia traccia GPS a giro concluso per approvarla e omologarla.

Dopo aver fatto colazione mi vesto, porto con me qualche capo in più che infilerò nella frame-bag (guanti di ricambio, una giacca impermeabile e un gilet termico) e scendo in garage a prendere la bici. Poco dopo le 07:00 sono in strada, ancora al buio. L’ asfalto è bagnato ma non piove. Supero il centro di Arco semi deserto in questo sabato festivo e mi dirigo verso il Garda approfittando delle luci cittadine per risparmiare le batterie della lampada “buona”, un led lampeggiante per ora mi basta. C’ è sempre il rischio di terminare al buio con un giro da 200km invernale, meglio usarle con cautela.

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Il percorso inizia con il lato della Gardesana Occidentale, che anche se presenta le gallerie più lunghe e strette è il mio versante preferito; molto più vario, dinamico e selvaggio, non mi annoia mai. Le macchine che mi superano sono poche e provo a non pensare alla distanza che ho davanti da percorrere. La sensazione non è delle migliori, stanotte ho dormito poco e male, e so che di sicuro oggi ci sarà da soffrire. Ma so anche che fatta questa le altre saranno più facili, la prima volta è sempre la peggiore.

Finite le gallerie inizia la pioggia: sulla discesa verso Gargnano viene giù sostenuta, così anticipo la pausa colazione che di solito faccio dopo Salò. Quando esco dal bar il vento si è portato via il grosso, rimane qualche gocciolina che a tratti mi accompagnerà per tutta la giornata. Mi rimetto in marcia senza vestirmi ulteriormente, sono un po’ umido ma già a Toscolano Maderno il corpo si è riscaldato. Il primo controllo sarebbe a Portese, al km55, ma visto che la sosta l’ ho già fatta mi porto avanti e non mi fermo ulteriormente; non servono timbri in questo caso, basterà la traccia GPS.

Passo dalle “mie” stradine, quelle che ho scoperto nella tracciatura del Solstizio d’ Inverno: è uno dei momenti più interessanti del giro del lago, mi toglie un po’ dal traffico passando da piccoli paesi. A Solarolo il Garmin mi fa un regalo: scopro il “Keutenberg del Garda” o così chiamato su Strava. Un vero e proprio muro che mi porta in centro paese. Di soddisfazione, ma meglio non inserirlo nel Solstizio!

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Il resto della traversata scorre senza intoppi, un po’ di vento contro, un po’ di pioggia, un po’ di traffico, come sempre. A Malcesine decido di fare una pausa, è già da sei ore che sono in giro e non mi sento troppo in forma. Un toast confezionato, coca e caffè, non proprio un pranzo da re ma almeno butto giù qualcosa di caldo. All’ interno del bar si guarda il mondiale di Slalom Gigante che va in scena a Kranjska Gora, bellissima località Slovena dove siamo stati questa estate in vacanza. La durezza del Vrsič Pass è ancora vivida nei miei ricordi.

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Non piove più, perlomeno. Ma la gamba proprio non gira. Male al sedere, un po’ di dolori alla schiena, rifletto sul mio ostinarmi a fare lunghe distanze con posizione in sella e set-up del mezzo race-oriented. Forse è giunto il momento di tornare indietro e rivedere alcune cose riguardo alla bici. Poco dopo incontro Silla, lui va nella direzione opposta: un breve saluto mentre è alle prese con le brugole per regolare la nuova sella (tra l’ altro la stessa che sto utilizzando io di recente, una Brooks Cambium C13) e ci separiamo.

A Torbole prendo la pista ciclabile della Valle del Sarca che mi accompagnerà per i restanti 50km, un bel sollievo dopo tutta la giornata passata nel traffico e il modo migliore di concludere il giro. Devo farmi forza quando attraverso Arco per non andare a casa, ma l’ omologazione attende, si tira dritto.

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L’ ultimo controllo virtuale è a Santa Massenza ma sono costretto ad anticipare la fermata al bar Ideal di Sarche. Ci arrivo sotto una pioggia battente. Mai idea fu più sensata, cioccolata calda e strudel di pastafrolla mi rimetteranno in sesto. È una violenza psicologica abbandonare l’ ambiente caldo e accogliente del bar, ma ormai manca poco. Un messaggio a casa per avvisare dei miei progressi e riparto rinvigorito con la consapevolezza che dopo il giro di boa avrò il vento a favore fino a casa.

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Il giro come l’ ho fatto oggi ricalca quello dell’ edizione 0 del mio Solstizio d’ Inverno e dato che quest’ anno non lo avevo ancora pedalato, la toppa è meritata, parola di organizzatore!

Il mio #Festive500 n.4

Più di 80.000 partecipanti, quasi 20.000.000 di km percorsi, 18.000 finisher. Numeri impressionanti. Per chi non lo conoscesse è il Rapha Festive. Una sfida lanciata per la prima volta nel 2010 che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Insomma, una mossa pubblicitaria ben riuscita direi. A differenza di tutte le sfide “digitali” di Strava, è una delle poche che prevede per tutti i finisher una toppa commemorativa, motivo in più per non gettare la spugna e tenere duro fino alla fine.

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500km, 8 giorni, dal 24 al 31 Dicembre. Di solito, a complicare le cose, per me cade sempre in una settimana lavorativa, e così è stato anche quest’ anno. Complice il meteo favorevole e due giorni di turno di riposo, ammetto però che dei quattro conclusi (2010-’13-’16-’17) è stato il mio Festive più facile.

Mi è sempre piaciuto pensare al Festive come ad un semplice ed essenziale stimolo all’ uscire in bici, seguendo la filosofia con cui il challenge è stato creato. In linea di massima da solo, perché è così che mi piace pedalare. Senza cercare l’ estremo nell’ estremo.

Giorno 1

Ho imparato che è meglio portarsi avanti da subito, gli inconvenienti sono sempre dietro l ‘angolo, il meteo in primis trattandosi di uscite invernali. Visto che il 24 Dicembre lavoravo ho deciso di fare una doppia uscita: 60km lungo il lago all’ alba prima di andare a lavoro e successivi 40km in Valle del Sarca in pausa pranzo. L ‘alba sul Garda è stato un meraviglioso e motivante modo di iniziare il Festive.

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Giorno 2

Dopo il giorno di Natale rigorosamente passato in famiglia, S. Stefano bisogna pedalare. Ma il meteo non partecipa. La pioggia mi fa accorciare i 100km previsti della metà, ma mi accontento. Come sempre se piove e devo uscire vado giù per il lago lato Limone per sfruttare le gallerie al coperto. Ne viene fuori un’ uscita divertente in clima tipicamente #Festive500

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Giorno 3

Altro giorno di riposo e si riparte con un giro del lago. 150km sono una distanza fattibile anche se non sono troppo allenato sul lungo. Alle 07:00 sono già in strada, al buio, ma voglio essere di ritorno presto. Presto è relativo, con le pause varie impiego sempre 7 ore. E’ giornata di vento forte da Nord: da Peschiera fino a casa è un’ agonia, arrivo finito ma soddisfatto e dentro di me so che la prossima volta sarà più facile.

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Giorno 4

Il giorno dopo. Gambe stanche, una breve uscita in pausa pranzo e altri 50km nel sacco. Però ne viene fuori uno degli scatti preferiti di questo Festive. Ne mancano solo 150.

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Giorno 5

Ultima uscita, altro giro del lago. Mi sento fortunato a poter passare mezza giornata per conto mio. Il tempo sembra buono, ma alla partenza il freddo è intenso, almeno per la prima ora. Purtroppo un muro di nebbia copre il basso lago e di sole ne vedrò poco, ma la gamba è sorprendentemente buona e ne approfitto. Merito di tutti i chilometri della settimana?

Come di solito quando faccio il lago mi concedo una sosta lunga per colazione dopo Salò, per il resto brevi pause borraccia e fisiologiche. Oggi sul lago c’ è il mondo, in fin dei conti è domenica: approfitto di un gruppetto che conosco e mi faccio tirare sul rientro da Torri a Malcesine. L’ andatura in gruppo sostenuta mi rendo conto non è più cosa per me, mi diverto poco, si viaggia parecchio e l’ unica cosa che vedo è la bici di quello che mi precede. Poco prima che mi stacchi da solo, uno del gruppo salta e gli altri lo aspettano. Non li rivedrò più.

Rientro con calma assaporando con gusto quella sensazione appagante di aver concluso di nuovo il Rapha Festive500. Buon Anno a tutti di grandi pedalate, ci vediamo nel 2018!

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Esperienze dal Solstizio

E’ già da alcuni anni che non riesco a pedalare la mia randonnée del Solstizio, il prezzo da pagare dell’ organizzatore. Quindi, visto che non posso raccontarvi di persona come è andata (parlarvi del mio “turno” da 13 ore al bar ad aspettare tutti sarebbe abbastanza noioso!) qui di seguito trovate alcune delle esperienze condivise sul web.

La magia del Solstizio è unica, grazie a tutti voi per renderlo possibile.

Le foto fatte da Oxeego (grazie infinite Carlo e Maurizio per la vostra disponibilità e per aver passato un’ intera notte a servire the caldo all’ ultimo controllo!):

Sesta edizione della classica Randonnée invernale in notturna, 200km tra la Valle del Sarca e il Lago di Garda.

Posted by Oxeego on Monday, December 18, 2017

 

Il racconto di Giuliano:

https://randonneepercaso.wordpress.com/2017/12/19/16-dicembre-randonnee-solstizio-d-inverno/

Il racconto di Christian e Christopher (in Inglese):

http://www.lieblingstouren.de/the-longest-night/

Il video di Andrea:

 

Il racconto di Cristiano:

https://bestieparde.wordpress.com/2018/01/30/solstizio-dinverno-e-quattro/

Se siete a conoscenza di altri racconti lasciate un commento e li aggiungerò alla lista.

TOPPA FINISHER E ULTIME NOVITA’

Ecco l’ ambito trofeo che riceveranno tutti i concorrenti al termine della sesta edizione della Randonnée del Solstizio d’ Inverno.

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Come sempre non sarà facile conquistarla. Serviranno determinazione, allenamento e spirito di sacrificio, tutte qualità care al randonneur DOC.

Al momento le previsioni meteo per la prossima settimana sono buone (ma potrebbero sempre cambiare!) con temperature che oscilleranno intorno allo 0 +/-

Come già segnalato sul sito Audax Italia abbiamo alcune piccole novità sul percorso:

-è stato inserito un info-controllo prima di Salò. Questo per obbligare il rispetto del percorso da me tracciato che dal km 137 circa si discosta dalla strada principale avvicinandosi al lago su strade più tranquille, che ci consentiranno inoltre di evitare la discesa della fonte Tavina con i suoi tornanti a rischio ghiaccio.

La mancanza della risposta alla domanda sulla carta gialla comporta la NON omologazione del  brevetto!

-l’ info controllo di Toscolano Maderno (quello del benzinaio) è stato soppresso. Troverete gli amici di Oxeego ad aspettarvi poco più avanti, dopo Gargnano, con un piccolo ristoro.

-da Riva ad Arco faremo una strada più interna per evitare la strada statale.

Roadbook e percorso aggiornati li trovate qui.

Giovedì le iscrizioni chiudono. Vi aspetto Sabato ad Arco come sempre al Bar Ai Conti che ci ospiterà anche quest’ anno!

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Micro avventura overnight in Val di Daone

Un po’ per ottimizzare il tempo libero a disposizione, un po’ per la voglia di fare qualcosa di diverso, un po’ perché sono fatto così, venerdì sera dopolavoro sono partito con Carlo per una micro-avventura notturna. Niente strusciate in vista però, o chilometraggi da sfondarsi le gambe (e la testa); il giro di per sé è un anello di 150km con la risalita completa della Valle di Daone. Si tratta di una delle valli più belle e selvagge del Trentino: la strada asfaltata risale lungo il fiume Chiese per 23km, attraversando uno scenario da favola, laghi alpini, boschi incontaminati e pareti vertiginose di granito, terminando all’ imbocco dell’ imponente diga di Bissina a circa 1800mt di quota. La salita non è estrema, dura al punto giusto per potersi godere lo spettacolo che la natura qui offre.

Solo che noi la faremo di notte. O forse all’ alba? Carlo ci teneva a fare un test notturno in vista del Tuscany Road per provare un po’ i materiali, così appena mi ha proposto l’ idea della bivaccata in bici ho colto la palla al balzo con il giro che in versione diurna avevo appena saltato causa pioggia.

Partenza ore 19:30, a Comano ci faremo una pizza e poi su verso la Valle per fermarci a bivaccare sotto le stelle al suo ingresso e proseguire la scalata prima dell’ alba, rientrando a casa di primo mattino. Programma invitante, no?

Beh, è andata proprio così!

Al Monte Toraro, 200km Audax DIY

Dopo il mio ritiro alla LEL (lo so, non ne ho parlato qui, ma chi mi segue su altri canali come Strava già sapeva come era finita: se troverò l’ ispirazione ne scriverò più avanti) avevo bisogno di qualcosa che mi facesse riprendere sicurezza nelle mie capacità. E poi volevo ricominciare la mia corsa al Randonneur Round The Year, magari questa volta ponendomi obbiettivi più “facili” come fa la maggior parte dei ciclisti che ottengono il brevetto.

Quindi di una distanza da 200km avevo bisogno. Ma volevo anche andare a scoprire strade nuove, e perché no, portarmi a casa qualche colle inedito per la mia collezione di Centocollista.

Sfogliando un libro della Ediciclo, “Prealpi Venete 2”, della collana passi e valli in bicicletta, mi salta all’ occhio la salita al Monte Toraro per la ciclabile della Barcarola:

E’ un lungo e impegnativo itinerario, in ambiente solitario e severo nella parte finale, e che porta proprio sulla vetta del Monte Toraro, quota più alta (1897mt) di tutti gli itinerari descritti in questa guida.

Vado a memoria, e mi pare di ricordare che un amico, Alvaro, poco tempo fa è passato proprio in zona, partito da Arco e ritornato a casa con 200km nel sacco. Detto fatto, creo una nuova traccia su Strava simile alla sua ma in senso inverso per non perdere la famosa ciclabile della Barcarola (e ci aggiungo anche una variantella che si rivelerà molto dura –e sterrata– per conquistare il Passo di Vena), la carico sul Garmin e sono pronto a partire.

Trovo anche compagnia per il viaggio, con me viene Carlo, sempre disponibile a mettersi alla prova quando c’ è da esplorare nuove strade. Grazie delle foto!

Ora non mi dilungo troppo sul racconto della giornata. Vi dico solo che è stato un giro epico, in assoluto uno dei più bei vagabondaggi di una giornata con partenza da casa che abbia mai fatto. La salita di Folgaria all’ alba, attraversare tutto l’ altopiano di Asiago, il passaggio nella città omonima, una discesa a dir poco spettacolare su Pedescala, i 23 tornanti della ciclabile della Barcarola, la strada chiusa al traffico ripida e sterrata per conquistare i Passi di Vena di Sotto e di Sopra, quei due fantastici chilometri per la vetta del Monte Toraro e la discesa senza fine in Val d’ Adige. Che dire, una giornata perfetta.

Se volete scaricarvi la traccia la trovate qua: https://www.strava.com/activities/1138315754

 

LEL 2017 Kit List, attrezzatura

Come al solito non ho fatto in tempo a fare tutto e da tradizione mi sono trovato ieri sera ancora con la bici da preparare. A proposito di bici:  colto da delirio improvviso dell’ ultimo minuto, ad un giorno dalla partenza e senza possibilità di prova, ho stravolto l’ assetto del mezzo fidandomi solo del mio istinto e dall’ esperienza.

Il #packlighttravelfar è andato a farsi benedire in favore di un set-up più tradizionale e British-style: ho cambiato ruote/luci, in favore dell’ impianto dinamo, sella, ora Brooks, borse, un’  unica posteriore, la Carradice Pendle con supporto Bagman, pedali/scarpe SPD, e mi sono ricreduto anche sui parafanghi. Una mail dall’ organizzazione riguardante il meteo che forse troveremo (vento-pioggia-3 gradi al nord di notte) mi ci ha fatto riflettere.

Detto questo elenco qui quello che mi porterò dietro durante la corsa e nei due bag-drop che ho deciso di fissare a Pocklington e Brampton.

.Indosso alla partenza

  • Endura bib FS260 Pro;
  • Intimo Rapha merino-mesh;
  • Maglia Rapha Brevet Lightweight;
  • Calzini Oxeego Bike;
  • Cappellino Rapha Classic;
  • Guanti Rapha GT in pelle;
  • Occhiali da sole Oakley;
  • Scarpe Sidi SPD;
  • Casco Giro;
  • Garmin Edge 820 Explore;
  • Due borracce Rapha, 1 X 500ml, 1 X 700ml.

Nella borsa posteriore

  • 2 maglie intime Rapha merinos, una m/corta, una m/lunga;
  • Maglia manica lunga Rapha Brevet antivento;
  • 1 paio extra di calzini Oxeego più 1 paio in lana merino da indossare sotto se il freddo si facesse importante;
  • Manicotti Oxeego;
  • Gambali lunghi Sportful No Rain;
  • Ginocchiere merinos Smartwool;
  • Buff in Primoloft Oxeego;
  • Cappellino sottile in lana merinos;
  • Guanti in neoprene Endura;
  • Copriscarpe neoprene Endura;
  • Giacca anti pioggia Rapha;
  • Brevet gilet Rapha;
  • Ciabatte infradito Lizard da viaggio;
  • Asciugamano in microfibra;
  • Spazzolino/dentifricio;
  • Deodorante;
  • Un piccolo sapone Rapha;
  • Fazzoletti di carta e salviette igiene intima;
  • Crema sottosella Rapha;
  • Tappi per le orecchie;
  • Burro cacao;
  • Maglia merino + boxer merino per dormire;
  • Medicinali;
  • Due powerbank x Garmin e telefono con relativi cavi;
  • 4 barrette Clifbar e 2 Gel Sponser;
  • Un sacchetto Ziplock con integrazione in polvere Sponser;
  • Due camere, CO2, minipompa, pezze, brugole, smagliacatena, tiraraggi.

In ognuno dei due bag- drop

  • 1 cambio completo (bib, maglia, intimo, calze);
  • Manicotti e gambali;
  • Scaldacollo;
  • Batterie X luce posteriore;
  • 1 camera e 1 bombola CO2;
  • 2 barrette e 1 gel più un sacchetto con integratore in polvere;
  • 1 pacchetto di fazzoletti.

Un sacco di roba a vederla scritta! Vedremo se funzionerà tutto per bene.

Sorry, no foto e no link, sono in aeroporto pronto ad imbarcarmi😉