LEL 2017 Kit List, attrezzatura

Come al solito non ho fatto in tempo a fare tutto e da tradizione mi sono trovato ieri sera ancora con la bici da preparare. A proposito di bici:  colto da delirio improvviso dell’ ultimo minuto, ad un giorno dalla partenza e senza possibilità di prova, ho stravolto l’ assetto del mezzo fidandomi solo del mio istinto e dall’ esperienza.

Il #packlighttravelfar è andato a farsi benedire in favore di un set-up più tradizionale e British-style: ho cambiato ruote/luci, in favore dell’ impianto dinamo, sella, ora Brooks, borse, un’  unica posteriore, la Carradice Pendle con supporto Bagman, pedali/scarpe SPD, e mi sono ricreduto anche sui parafanghi. Una mail dall’ organizzazione riguardante il meteo che forse troveremo (vento-pioggia-3 gradi al nord di notte) mi ci ha fatto riflettere.

Detto questo elenco qui quello che mi porterò dietro durante la corsa e nei due bag-drop che ho deciso di fissare a Pocklington e Brampton.

.Indosso alla partenza

  • Endura bib FS260 Pro;
  • Intimo Rapha merino-mesh;
  • Maglia Rapha Brevet Lightweight;
  • Calzini Oxeego Bike;
  • Cappellino Rapha Classic;
  • Guanti Rapha GT in pelle;
  • Occhiali da sole Oakley;
  • Scarpe Sidi SPD;
  • Casco Giro;
  • Garmin Edge 820 Explore;
  • Due borracce Rapha, 1 X 500ml, 1 X 700ml.

Nella borsa posteriore

  • 2 maglie intime Rapha merinos, una m/corta, una m/lunga;
  • Maglia manica lunga Rapha Brevet antivento;
  • 1 paio extra di calzini Oxeego più 1 paio in lana merino da indossare sotto se il freddo si facesse importante;
  • Manicotti Oxeego;
  • Gambali lunghi Sportful No Rain;
  • Ginocchiere merinos Smartwool;
  • Buff in Primoloft Oxeego;
  • Cappellino sottile in lana merinos;
  • Guanti in neoprene Endura;
  • Copriscarpe neoprene Endura;
  • Giacca anti pioggia Rapha;
  • Brevet gilet Rapha;
  • Ciabatte infradito Lizard da viaggio;
  • Asciugamano in microfibra;
  • Spazzolino/dentifricio;
  • Deodorante;
  • Un piccolo sapone Rapha;
  • Fazzoletti di carta e salviette igiene intima;
  • Crema sottosella Rapha;
  • Tappi per le orecchie;
  • Burro cacao;
  • Maglia merino + boxer merino per dormire;
  • Medicinali;
  • Due powerbank x Garmin e telefono con relativi cavi;
  • 4 barrette Clifbar e 2 Gel Sponser;
  • Un sacchetto Ziplock con integrazione in polvere Sponser;
  • Due camere, CO2, minipompa, pezze, brugole, smagliacatena, tiraraggi.

In ognuno dei due bag- drop

  • 1 cambio completo (bib, maglia, intimo, calze);
  • Manicotti e gambali;
  • Scaldacollo;
  • Batterie X luce posteriore;
  • 1 camera e 1 bombola CO2;
  • 2 barrette e 1 gel più un sacchetto con integratore in polvere;
  • 1 pacchetto di fazzoletti.

Un sacco di roba a vederla scritta! Vedremo se funzionerà tutto per bene.

Sorry, no foto e no link, sono in aeroporto pronto ad imbarcarmi😉

Dolomiti di Brenta Rando “rated X”

La Randonnée delle Dolomiti di Brenta in programma Sabato 3 Giugno se fosse in Inghilterra verrebbe catalogata come “X”, che in parole povere significa una manifestazione basica dove non bisogna aspettarsi nessun tipo di assistenza/aiuto dal’ organizzatore (io). All’ Audax UK hanno un sistema molto utile per fare capire a chi si vuole iscrivere ad una randonnée il tipo di servizi che si troveranno una volta giunti alla partenza. La “X” indica un evento organizzato con un budget ristretto, dove i servizi garantiti sono minimi ed essenziali.

Nel mio caso ci saranno:

  • Roadbook;
  • Traccia GPS;
  • Doccia al traguardo. Stop.

La quota di iscrizione scende a € 5,00 (€ 5,50 tramite Paypal) e le iscrizioni chiuderanno Mercoledì 31 Maggio 2017. Nessuna iscrizione la mattina della partenza.

Lo spostamento della manifestazione da Pietramurata ad Arco mi ha costretto a rinunciare al pasta-party finale non avendo possibilità di organizzarlo per un numero di partecipanti minimo come quello previsto. Questo non fa la differenza sulla bellezza della prova, che ricordo ha anche subìto una variazione di percorso (facilitato).

La settimana prossima verrà pubblicato il roadbook. Ci saranno tre controlli presso locali commerciali e due infocontrolli con domanda, questo per evitare spiacevoli tagli di percorso. Carte gialle senza timbrature e senza risposte alle domande non verranno ritenute valide ai fini dell’ omologazione.

Iscrizioni online sul sito Audax Italia.

Ci vediamo il 3 Giugno!

 

Autotreni, porcilaie e correnti Balcaniche: 200km Audax DIY

Con il mio primo brevetto DIY fatto in Novembre ho iniziato la lunga strada per il Randonneur Round The Year o RRTY, un riconoscimento creato da Audax UK per tutti quei ciclisti che nel corso di un anno riescono a concludere almeno un brevetto (AUK o ACP) ogni mese. A detta di tutti è uno dei challenge proposti da Audax UK più difficili da portare a casa: ci vuole molto impegno e determinazione, soprattutto per superare i mesi invernali (pensando poi al clima inglese).

Per il giro di oggi avevo in mente un altro percorso, direzione Vicentino con un paio di colli, ma visto il fenomeno del freezing rain di ieri ho preferito non rischiare di trovare strade ghiacciate. Così, Openrunner alla mano, ho tracciato un percorso nuovo e inviato il tutto al “mio” organizzatore che lo ha prontamente approvato (grazie Tony per la celerità).

Previsioni di cielo coperto e freddo, niente pioggia. Il problema di pedalare a lungo con temperature vicine o sotto lo zero sono sempre le estremità: i piedi in particolare sono sempre stati il mio punto debole, fino a quando l’ anno scorso non ho comprato le scarpe invernali (Sidi in Gore-Tex). Ovvio che con una giornata come oggi non avevo i piedi bollenti, ma calcolando tutte le ore che il termometro è stato sottozero già il fatto di non perdere sensibilità alle dita è stato positivo. Per i guanti ho risolto (quasi) i problemi con un’ accoppiata Assos, FuguGloves (adesso sostituiti dai BonkaGloves) coperti alla bisogna da un sopraguanto, il ShellGloves, che utilizzo in pratica tutto l’ anno: in estate se vado oltre i 2000mt per le discese fredde, primavera/autunno/inverno accoppiati a guanti di diverso peso per estenderne la scala termica, davvero utili.

Cerco sempre di tracciare percorsi che mi stimolino in qualche modo, e quello migliore è cercare strade nuove; così oggi mi spingerò un po’ a sud del lago, in provincia di Mantova, il modo più semplice per arrivare a quota 200km senza inserire salite nel percorso.

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Parto che sono quasi le nove del mattino, consapevole che finirò il mio giro con l’ oscurità: fino a Desenzano la temperatura resta costante sotto lo zero. Per ora ho fatto solo una piccola sosta a Salò per un cappuccio. Quando sono da solo cerco sempre di ottimizzare i tempi e fermarmi il meno possibile: è uno dei primi trucchi che ho imparato nel mondo dei brevetti Audax che mi consente di ottenere un tempo totale del giro decente mantenendo una velocità di crociera relativamente bassa.

Mi dirigo verso Castiglione delle Stiviere. Esce un timido sole, le strade sono un po’ troppo dritte per i miei gusti ma in fondo è quello che cercavo, quell’ orizzonte che si perde lontano, pochi paesi, tanta campagna, la Pianura Padana si svela lenta in fronte a me.

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Entro in un paesino, Medole: mi guardo intorno alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa. Ho già fatto 100km ed è ora di pranzo ma dubito di trovare un locale qui, sembra di stare nel Far West. Invece sbuca fuori una bella osteria di quelle moderne e ben gestite. Toast, coca e caffè, mentre osservo un gruppo di ragazzine sedute accanto a me presumibilmente al pranzo doposcuola e provo a immaginarmi mia figlia quando avrà la loro età. Chissà cosa serberà per loro il futuro, chissà quante di loro resteranno in paese e quante andranno altrove. Riflessioni di un randagio infreddolito che poco centrano con questo racconto.

Uno dei punti più suggestivi del percorso è stato l’ arrivo a Valeggio sul Mincio oltrepassando il Ponte Visconteo. Ero già stato in zona anni fa, transitando sulla ciclabile Peschiera-Mantova che passa sull’ altro lato, ma non ne avevo memoria. Diciamo che solo questo è valso il viaggio fin qua.

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Punto di nuovo a Nord, si torna verso casa. A Monzambano una breve sosta a bordo strada per mangiare frutta secca e alcuni dolcetti, il mio fisico ha bisogno di zuccheri: non oso immaginare a tutte le calorie consumate con questo freddo (la temperatura è ormai costante a 0°). Poi è monotonia, strade che conosco a memoria, inizio a pensare a casa e alla voglia di rilassarmi al caldo. Ma non è ancora finita.

A Garda faccio l’ ultima pausa, complice un tramonto spettacolare sul lago. Tira un vento gelido che si insinua nelle ossa, mi infilo tutto quello che ho e riparto subito.

16:53, il sole tramonta del tutto. L’ ultima ora abbondante di questa grandiosa giornata trascorsa in sella la passo al buio, con la temperatura che sul finale tocca i  -4°.

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Arrivo a casa dopo 9 ore e 30 minuti, con ampio margine sulle tempistiche ufficiali per la distanza, stanco come poche volte sono stato per un 200km ma pienamente soddisfatto. Al momento di scrivere l’ articolo fuori sta nevicando, quindi direi che sono stato fortunato e sento di avere messo in cassaforte una delle prove più difficili per il mio RRTY.

 

Il mio Solstizio d’ Inverno 2016

Ok, è andata, l’ edizione numero cinque si è conclusa con successo, sempre oltre le mie aspettative. Mi stupisco ogni anno di avere così tanti iscritti, e soprattutto molti nuovi adepti delle randonnée, di distanze così lunghe e di prove notturne. E ne vado fiero! Le previsioni meteo erano ottime, e così è stato, anche se le temperature leggermente inferiori alla media del periodo hanno probabilmente inciso sulla non partecipazione di una cinquantina di iscritti. Dei 270 previsti, hanno preso il via in 220 circa: una decina gli abbandoni, tra guasti meccanici e piccoli problemi fisici. Tanti quelli venuti da lontano, sia in Italia che all’ estero, ma sono sempre anche molto contento di vedere tanti ciclisti del posto, che non necessariamente partecipano di solito ai brevetti Audax ma che sono qui più per la particolarità della manifestazione, che con la sua semplicità sta ottenendo sempre maggiore successo.

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Come organizzatore ho dovuto rinunciare anche questa volta a pedalare insieme agli altri, ma non potrei fare altrimenti.

Per me il Solstizio d’ Inverno inizia circa tre/quattro mesi prima della prova, con il controllo del percorso: cerco di vedere se è possibile migliorarlo, renderlo più sicuro ed interessante, come ho fatto quest’ anno (la variante iniziale anche se più dura è piaciuta a tutti). Nuovo percorso però significa una nuova traccia GPS ed un nuovo road-book, elementi che una volta aggiornati sul pc vanno verificati di persona, meglio se in bici. Poi si passa all’ apertura delle iscrizioni. Per fortuna sono gestite online sul sito Audax Italia, ma necessitano sempre di alcune verifiche per non avere poi brutte sorprese la sera dell’ evento.

Arriva il momento di compilare tutte le carte dei partecipanti (più partecipanti=più lavoro!), stampare i road-book e i moduli delega e ordinare tutto per bene in modo da non avere intoppi al momento di distribuirle. Ah già, le toppe/trofeo! Quest’ anno ho preferito averle già pronte per tutti all’ arrivo, e sono piaciute 😉

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E infine arriva il grande giorno, sono agitato come se dovessi pedalare una Parigi-Brest-Parigi; sempre con la paura che qualcosa non funzioni, un ultimo sguardo al meteo, una telefonata ai posti di controllo. Avrò pensato a tutto?

La notte per me è quasi più lunga (ma non più fredda!) di quelli che lo pedalano, il Solstizio: un turno di 12 ore al bar, luogo di partenza/arrivo. Consegno le carte ai primi, un po’ di relazioni pubbliche (mi scuso con tutti se non mi sono dilungato troppo nei discorsi ma quella sera per me è davvero uno stress!) poi fuori a preparare la partenza. Alcune raccomandazioni sul percorso e poi via, si inizia a timbrare, coi soliti che scalpitano per partire! Liberati tutti è tempo di preparare il ristoro per il secondo controllo: dopo un paio d’ ore ecco i primi che arrivano. Via di nuovo coi timbri, prima a piccoli gruppetti, poi c’ è il caos del gruppone centrale. Gli ultimi arrivano a mezzanotte. Fuori tutti, il bar chiude, posso andare a dormire due orette a casa. Il cellulare però rimane acceso sempre, non si sa mai. Mentre mi infilo sotto le coperte ho quasi un senso di colpa per tutti voi la fuori al freddo…..

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Alle 02:30 sono già li davanti nel furgone: il bar aprirà alle 03:00 ma i primi arrivi non si vedranno fino alle 03:45. Il nuovo percorso ha allungato di circa mezz’ ora la percorrenza dei più veloci rispetto alla passata edizione, meglio così.

Timbro, registro il tempo di arrivo e partenza, controllo le carte e le riconsegno, insieme alla toppa ricordo. Tra le 05:00 e le 06:00 arriva il grosso della truppa, devo correre parecchio per gestire tutto ma alla fine ce la faccio. Facce stanche, sorridenti e soddisfatte, concludere il Solstizio è sempre un bel traguardo.

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Ora i ciclisti si rilassano, chi con una birra, chi con un latte macchiato, panini, torte, chi più ne ha più ne metta. Alcuni dormiranno in albergo, qualcuno si infila nel sacco a pelo qualche ora prima di mettersi in viaggio verso casa. C’ è anche qualche “matto” che tornerà a casa in bici, chapeau.

Più passano le ore più l’ atmosfera si rilassa. Al bar arrivano i clienti della domenica mattina, si iniziano ad intravedere anche abiti normali tra i presenti, non più solo gilet riflettenti e lycra. Alle 09:30 circa gli ultimi arrivi, un attento controllo sul pc per vedere che ci siano tutti e posso finalmente chiudere le porte di questa V edizione della Randonnée del Solstizio d’ Inverno.

Organizzare una manifestazione che richiama al via molti nuovi adepti del mondo randagio ha il suo piccolo prezzo da pagare: non tutti hanno seguito il percorso alla lettera (basta guardare Flybys su Strava per rendersene conto), c’ è stata qualche irregolarità nella timbratura dei cartellini gialli, per non parlare poi della già citata assistenza con vetture al seguito. Ma in linea di massima sono stati tutti bravi, bisogna ricordarsi che stare fuori una notte intera con quelle temperature non è mai uno scherzo.

Dal canto mio come organizzatore mi sono limitato ad una tirata d’ orecchi dove potevo vedere l’ errore, cercando di mettere sulla “giusta strada” chi aveva sbagliato.

Dico solo una cosa: cercate di approcciarvi a questo nuovo tipo di esperienza in maniera diversa e non come siete abituati a fare. Scoprirete un modo nuovo di vivere il ciclismo, forse migliore di quello che praticate già e più soddisfacente. Non sempre arrivare prima o primi è meglio, soprattutto quando è il viaggio la vera esperienza, non la sua fine.

Ci vediamo al prossimo Solstizio, grazie a tutti!

Toppa ricamata Solstizio

Per tutti quelli che hanno finito la prova c’ è la possibilità di richiedere a pagamento la toppa ricamata con il logo del Solstizio d’ Inverno, quest’ anno rossa, al costo di € 3,50 da versare su Paypal a questo link:

https://www.paypal.me/FabioAlbertoni

La toppa verrà spedita a casa insieme ai cartellini gialli una volta ricevute le omologazioni da ACP. Raccolgo le quote fino a fine gennaio, dopodiché non sarà più possibile richiederla.

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Calendario brevetti 2016

Audax Italia ha pubblicato il calendario brevetti per la stagione 2016.

Tempo di progetti! Soprattutto segnate in calendario il 5 Giugno, torna la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta!!

Il calendario è scaricabile in formato PDF a questo link:

Calendario brevetti 2016

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