Mercian Super Vigorelli

Ci si può innamorare di una bici? Si, e questa volta ho superato le mie aspettative.

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Specifiche:

  • Telaio Mercian Super Vigorelli 631, colore Red Enamel con lug lining bianco;
  • guarnitura Campagnolo Record Pista 48 denti;
  • movimento centrale Campagnolo Record Pista 111mm;
  • pignone Miche 18 denti;
  • catena KMC nonricordoquale;
  • ruote, mozzi Campagnolo Record Pista su cerchi Mavic Open Pro 32 fori;
  • copertoni Vittoria Open Corsa SC 700x23mm, camere Schwalbe Extralight;
  • attacco Cinelli 1A 100mm stem;
  • piega Cinelli Criterium 40cm;
  • nastro Cinelli Mash;
  • reggisella BBB (splendido fondo di magazzino comprato a due lire);
  • sella Brooks Swallow Titanio (questa invece pagata un po’ di più!);
  • pedali Shimano SPD M780;
  • portaborraccia Elite Ciussi Inox.

La bicicletta è predisposta per freni ant./post. con passaggio cavi nascosto all’ interno del tubo orizzontale, più parafanghi, scelta fatta per un suo utilizzo in ambito randonnée (sogno la PBP 2015 con la fissa da quando l’ ho portata a termine nel 2011). L’ unico neo è che per ora non posso usarla. C’ è un problema di compatibilità in zona movimento centrale abbastanza complicato che sto provando a risolvere (e spero davvero che non sia un problema al telaio), settimana prossima la sentenza appena mi arriva il pezzo mancante.

Il post del venerdì

“Buoni propositi per il 2012”

Solitamente l’ inizio dell’ anno porta sempre ispirazione per una sacco di cose nuove, compresi i buoni propositi. Per quel che riguarda il mio blog ho deciso di scrivere in maniera più regolare nel corso del 2012, almeno una volta alla settimana. E WordPress ci aveva già pensato, proponendo per chi lo volesse (l’ anno scorso) Postaweek, iniziativa per spingere i bloggers a scrivere più spesso.  Calcolando che nel 2011 ho pubblicato 40 post e le settimane nel 2012 sono 52, si tratta di un incremento del 30%, che non è poco (per i più curiosi a questo indirizzo il mio report annuale su WordPress); ma è soprattutto il dare una cadenza fissa agli articoli quello che mi piace di quest’ idea. Il mio intento sarà quello di raccontare le mie avventure come sempre, ma anche approfondire argomenti inerenti il randonneuring, cercando di aiutare chi si avvicina per la prima volta a questo splendido modo di andare in bicicletta, e perchè no, aprire qualche “finestra” anche ai randagi più navigati.

Per quel che riguarda la bici il mio anno nuovo è partito un po’ in sordina, 160km per questi primi 6 giorni, di cui però buona parte a scatto fisso (tra l’ altro hanno pubblicato una prima lista dei più interessanti che hanno concluso il Rapha Festive 500, impressionante, qualcuno ha fatto 1400km!). La mia Rossignoli continua a darmi grandi soddisfazioni, anche con un solo rapporto; ho finalmente trovato il tempo di montare il nuovo manubrio Nitto ed entrambi i freni (grazie Andrea per le splendide leve Campy Record!). I puristi della fissa storceranno il naso, ma ci ho pensato su parecchio e alla fine ho optato per montarli tutti e due. La bicicletta (fissa e non) deve essere funzionale, comoda e sicura, quindi la scelta è venuta da sè. Non escludo di montarle di nuovo i parafanghi. Nel 2012 voglio spingermi un po’ più in la con lo scatto fisso, come ho già detto le foto viste in rete dai reduci della 1001Miglia, LEL, PBP e via dicendo sono pura fonte di ispirazione (è il post dell’ ispirazione o no?) e curiosando ho anche scoperto che nel Regno Unito l’ Audax UK ha addirittura un riconoscimento particolare per chi consegue i brevetti con la fixed.

Insomma, si ricomincia. Sarà difficile eguagliare il 2011 in quanto ad emozioni ma ci proverò, buona befana e buon anno a tutti.

Progetto fixed/3

“Fissato per la fissa”

Si lo so, è passato un sacco di tempo da quando ho scritto l’ ultima volta sul blog, e chiedo scusa a chi mi segue con costanza (uno dei buoni propositi per il 2012 è quello di scrivere in maniera più regolare, magari partecipando ad iniziative come questa), cercherò di rifarmi nei prossimi giorni con una bella ed importante novità.

Nel frattempo riprendo in mano il discorso fissa,  terminata già da tempo (anche se le ultime e definitive modifiche sono state apportate solo di recente) e con la quale ho avuto modo di prendere la giusta confidenza. La storia e la filosofia (passatemi il termine) che sta dietro a questo mondo mi ha da sempre affascinato, e ogni volta che salto in sella torno indietro alle mie origini cittadine a a quella cultura urbana che ho condiviso per tanti anni. Mi viene da pensare alla fine degli anni 90′, quando il mitico Aldo Rock Calandro mi ha fatto scoprire un nuovo mondo, quello della bici e delle ultra distanze; erano i primi anni della Bootleg di Cinelli, i primi anni che si sentiva parlare di urban messengers e allo stesso tempo di quel modo un po’ pirata di andare in bicicletta, di notte, “all’ ora della Tigre”, a spasso per le città imboccando i cavalcavia delle tangenziali. Così come sentivo per la prima volta parlare della Race Across America (tra l’ altro tentata da Aldo Rock più volte senza però mai riuscire nell’ impresa), il sogno di allora, ma questa è un’ altra storia.

Come tutte le cose, quando ci sei dentro inizi a guardarti intorno, e scopri che c’ è un mondo che ti circonda di cui non conoscevi l’ esistenza. E scopri che quel mondo ti piace.

Domenica il debutto nelle rando con un solo rapporto, si va alla Foglie Morte; nel frattempo vi propongo un paio di storie da cui ho preso ispirazione. Questo è il racconto (in inglese) di un ragazzo fenomenale che non solo ha concluso la Parigi-Brest-Parigi con la fissa, ma ha pensato bene di spararsi anche il brevetto del Ventoux (4 salite in giornata del gigante di Provenza, di cui una sterrata) sempre con la stessa bici. Il secondo è un bel video, da vedere.

SEABASE vs STELVIO from YUHZIMI Ltd. on Vimeo.

Progetto Fixed/2

“Fondo e colore”.

La fase di verniciatura è quasi terminata. Come “forno” ho utilizzato il mio garage, approfittando di una finestra chiusa da una grata per evitare di respirare troppe polveri, modificata con un ingegnoso sistema di sospensione che ha funzionato egregiamente (corde e moschettoni).

Dopo aver dato due mani di aggrippante per metalli acquistato dal ferramenta ho proceduto con la verniciatura vera e propria: per il colore ho usato le bombole della ditta Montana, nella qualità Gold, che ben si adattano allo scopo essendo a bassa pressione con ugello a spruzzo largo (molto conosciute nel mondo dei graffitari). Per il colore ho scelto un bel verde militare, G 1170 Nato, e il risultato dopo tre mani è soddisfacente. Nessuna colatura, non c’ è la perfezione del carrozziere ma mi accontento. Ora attendo le decals e dopo procedo con l’ ultima mano di lucido, sempre Montana, per un totale di 6 strati di verniciatura che dovrebbero rendere l’ insieme abbastanza resistente.

Progetto Fixed/1

“Sverniciatura”.

Quasi un mese di tempo mi ci è voluto tra un impegno e l’ altro. Ore strappate al quotidiano passate alla luce al neon del mio garage. Ma il peggio è passato. Credo.

Per tirare a nudo il telaio ho usato uno sverniciante chimico, che ho dovuto utilizzare 4/5 volte. Ogni sessione prevedeva:

  • Mano di sverniciante sul telaio;
  • 1/2 ora di tempo perchè il prodotto agisse;
  • Sgrossatura con spazzola di ferro;
  • Pulizia con acqua e spazzola di metallo fine.

Una volta tirato via il grosso ci sono volute altre due sedute di carta vetro per tirare a lucido l’ acciaio, ma il risultato finale è buono. La Freccia è pronta per la seconda fase, quella meno noiosa ma più difficile, la verniciatura.


Progetto Fixed/0

“Nascita di uno scatto fisso”.

Lo so, è da qualche giorno che latito sul blog. Non che non abbia girato, ma dopo la Randolario nessuna pedalata “seria”, unica degna di nota una piacevole Arco-Fosse-Arco lo scorso lunedì pomeriggio dopo un week-end di pioggie intense (tanto per non perdere il vizio dei percorsi in linea in vista della Parigi-Brest-Parigi!).

E’ dall’ anno scorso che la gloriosa Freccia Celeste se ne sta zitta e buona in garage a fare la ruggine. L’ idea di tramutarla in uno scatto fisso mi frullava da tempo per la testa: impossibile farci dei soldi a venderla, allo stesso tempo non si meritava un abbandono con tutte le strade che avevamo solcato insieme, dalla lontana Roma-Bergamo del 2000 alla più recente Londra-Edinburgo-Londra. Sono sempre stato affascinato da quei temerari incontrati lungo le strade di innumerevoli randonnée (comprese quelle con dislivelli notevoli) a bordo di biciclette a scatto fisso; la purezza che mi evocano queste fixed rappresenta il mio ideale di mezzo di trasporto, puro ed essenziale. Ma tra il dire e il fare….

Ora però è giunto il momento, voglio entrare anche io a fare parte di quella grande famiglia cresciuta insieme agli Urban Messenger (qui un bel video) che mi hanno ispirato a muovere i primi colpi di pedale. Si comincia, pubblicherò i progressi fatti sul blog per chi vorrà seguire questa nascita in un mondo nuovo…e chissà che non mi ci presenti in sella a qualche rando.

Materiale grezzo