La tradizione del Rapha Festive500

Alla fine di ogni anno ci sono sempre due eventi che cerco di portare a termine. La randonnée del Solstizio d’ Inverno e il Rapha Festive 500.

Mentre la prima in un modo o nell’ altro rientra nelle mie corde, devo ammettere che il Festive mi dà sempre del filo da torcere. 500km da fare in otto giorni sono la distanza doppia di quello che percorro abitualmente; se poi ci aggiungiamo il meteo invernale sempre imprevedibile e quest’ anno l’ impossibilità di uscire dalla provincia di Trento per via del lockdown (e addio alle tiepide temperature del lago di Garda), il discorso si complica. Nota positiva di questa edizione è che le mie ferie coincidevano, quindi la gestione delle uscite è stata più semplice.

Decido a priori che Trento sarà il giro di boa di tutte le mie uscite. Andare e tornare sono circa 100km, quasi tutti su pista ciclabile e il dislivello è ridotto al minimo. Cerco di non complicarmi la vita, sarà già difficile finirlo. Abbandonando per un po’ i giri con dislivello positivo avrò modo così di godermeli quando sarà più caldo, la montagna necessita di rispetto. Qualcuno potrebbe pensare alla monotonia di percorrere sempre le stesse strade (e un tempo lo credevo anch’io), in realtà per me quello che conta ora è stare semplicemente all’aperto ad assaporare la pienezza dell’inverno con quel senso di solitudine che permea le valli in questo periodo, e la mia bici è il mezzo perfetto per farlo.

Complice la rottura di un raggio alla ruota della Scott qualche giorno prima dell’ inizio del Festive, sarà la Thorn Audax a tenermi compagnia in queste uscite, una bici in acciaio classica da randonneur. E a posteriori posso dire che sia stata la scelta azzeccata viste le pessime condizioni trovate negli ultimi due giorni. Avere dei parafanghi completi ha fatto la differenza.

24 Dicembre 2020, giorno 1 del #Festive500: la pioggia.

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Gli inglesi la chiamano drizzle, la pioggerella. E’ un po’ inaspettata, o almeno non così da subito. Speravo sarebbe arrivata più tardi, tanto che all’ inizio sono quasi tentato da rientrare a casa. Ma vado avanti lo stesso, “vedo come và” mi dico e tiro dritto. Non fa freddissimo e per fortuna sono vestito bene, tanta lana merinos (anche i pantaloni) e le scarpe invernali. La pioggià và e viene tutta la mattina, concedendomi una tregua proprio a Trento dove riesco a fermarmi al volo per mangiare qualcosa di diverso dalle solite barrette: oggi ho con me il tipico Kerstol che a casa nostra in questo periodo non manca mai essendo mia suocera olandese. Una delizia! Ovviamente a complicare questo Festive visto il lockdown Natalizio tutti i bar sono chiusi, quindi impossibile scaldarsi con una buona tazza di caffè, bisognerà tenerne conto.

Rientro bagnato e stanco, ma domani è Natale e si riposa, una e fatta.

26 Dicembre 2020, giorno 3 del #Festive500: il vento.

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Alle 07:30 sono in strada, giusto in tempo per vedere il sole che illumina la cima delle montagne innevate. Uno spettacolo. Giornata strepitosa e serena, ma a caro prezzo in forma di vento da nord. Raggiungere il giro di boa è dura, a tratti viaggio sotto i 20km/h in pianura, ma quando finalmente mi giro sono ripagato dallo sforzo profuso. In quello che mi sembra un attimo rientro a casa, allungando di qualche chilometro a Pratosaiano insieme ai bambini e alla Vale fuori per una passeggiata.

27 Dicembre 2020, giorno 4 del #Festive500: il freddo.

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Il cielo sereno pervenuto ieri ha portato un abbassamento della temperatura considerevole. Il termometro sul balcone segna 0°, il che vuol dire che nel freezer di Loppio/Mori sarà sottozero. Mi aspettavo -3°/-4°C ma quando ho visto il Garmin segnare -8.6°C ci sono rimasto male. Poco dopo Mori vedendo che la situazione non migliora decido di indossare anche dei copri pantaloni a 3/4 che mi sono portato. La giacca in piuma di emergenza resterà invece nella borsa. Per fortuna ieri sera ho deciso di montare i Bar-Mitts sul manubrio che si sono rivelati un vero salvavita per le mie mani e che credo rimarranno montati per il resto dell’ inverno.

Temperatura massima toccata oggi 2°C.

30 Dicembre 2020, giorno 7 del #Festive500: la neve.

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I due giorni di riposo erano stati calcolati a priori causa lavoro. I 50cm di neve caduti ovunque in questo lasso di tempo no. Fino all’ ultimo sono stato insicuro sul da farsi. Non ero convinto di riuscire pedalare per strada con queste condizioni. Ciclabili chiuse ovviamente e manto stradale ridotto dalla neve spostata a bordo strada. Per di più oggi è una giornata “arancio” e quindi con maggiore traffico veicolare a complicare le cose. Alla fine trovo comunque la voglia di provare, anche se aspetto ad uscire un’ ora in più del solito. La meta resta sempre Trento, ma stavolta seguendo la SP90 Destra Adige che non dovrebbe essere troppo trafficata. Il problema è valicare Passo San Giovanni dove la chiusura della ciclabile mi obbliga a restare su alcune tratte vietate alle bici. Per fortuna fila tutto liscio e da Mori in avanti non ho più nessun problema (ad eccezione di Pomarolo dove mi tocca smontare di sella per alcuni metri causa neve in strada). Per allungare un po’ transito dal Duomo di Trento, poi rientro sui miei passi senza grossi problemi fino a casa.

31 Dicembre 2020, giorno 8 del #Festive500: il sole.

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Ok, ultimo giorno. Stanco. Fisicamente e mentalmente. Mi è piombata addosso quella sensazione che ben conosco. Quel “non voglio ma devo” tipico delle ultime giornate del Festive che mi fa capire quello che passa nella testa di chi è obbligato ad allenarsi sempre, like a pro. Quest’ anno poi non c’è neanche la toppa….vabbè.

Il freddo. Oggi sarà il problema numero uno. Come esco me ne rendo subito conto. La strada della Mala dietro Passo San Giovanni è completamente ghiacciata, uno strato sottile e trasparente che rende difficile il passaggio. Poi come scendo su Loppio la temperatura cala di colpo drasticamente, raggiungendo un nuovo record per me: -9.1°C. Tutto diventa impercettibile. Quando finalmente il sole raggiunge il manto stradale opto per una deviazione di percorso per non andare ancora in zone d’ ombra. Ripiego verso sud per un breve tratto che ripercorrerò due volte. La temperatura resterà comunque sottozero per quasi tre ore. Verso il finale mi riprendo un po’, il fisico reagisce e riesco di nuovo a mangiare qualcosa. Loppio ora ha decisamente un altro aspetto con quasi 10 gradi in più!

All’ ora di pranzo sono a casa, stanco ma felice per questo risultato mai scontato. Un altro Festive andato a segno, ma soprattutto ho ritrovato un po’ di stimolo e di fiducia in me stesso in vista dell’ anno nuovo e delle sfide che porterà (RRTY in primis!)

Qualche dato del mio Rapha Festive 500 2020:

  • Partecipanti: 241.624!
  • Distanza: 501,6 km
  • Tempo in movimento: 20h 52m
  • Dislivello complessivo: 2.943 m
  • Tempo complessivo: 23h 15m

Con questo sono a quota 6 Festive conclusi, compreso il primo in assoluto di Rapha del 2010 di cui vado particolarmente fiero (94 finisher solamente, ai tempi in pochi ancora conoscevano il brand): 2010-2013-2016-2017-2019-2020. Se volete leggere le mie vecchie esperienze le trovate a questo link.

Buon anno e buona strada a tutti!

Il mio #Festive500 n.4

Più di 80.000 partecipanti, quasi 20.000.000 di km percorsi, 18.000 finisher. Numeri impressionanti. Per chi non lo conoscesse è il Rapha Festive. Una sfida lanciata per la prima volta nel 2010 che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Insomma, una mossa pubblicitaria ben riuscita direi. A differenza di tutte le sfide “digitali” di Strava, è una delle poche che prevede per tutti i finisher una toppa commemorativa, motivo in più per non gettare la spugna e tenere duro fino alla fine.

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500km, 8 giorni, dal 24 al 31 Dicembre. Di solito, a complicare le cose, per me cade sempre in una settimana lavorativa, e così è stato anche quest’ anno. Complice il meteo favorevole e due giorni di turno di riposo, ammetto però che dei quattro conclusi (2010-’13-’16-’17) è stato il mio Festive più facile.

Mi è sempre piaciuto pensare al Festive come ad un semplice ed essenziale stimolo all’ uscire in bici, seguendo la filosofia con cui il challenge è stato creato. In linea di massima da solo, perché è così che mi piace pedalare. Senza cercare l’ estremo nell’ estremo.

Giorno 1

Ho imparato che è meglio portarsi avanti da subito, gli inconvenienti sono sempre dietro l ‘angolo, il meteo in primis trattandosi di uscite invernali. Visto che il 24 Dicembre lavoravo ho deciso di fare una doppia uscita: 60km lungo il lago all’ alba prima di andare a lavoro e successivi 40km in Valle del Sarca in pausa pranzo. L ‘alba sul Garda è stato un meraviglioso e motivante modo di iniziare il Festive.

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Giorno 2

Dopo il giorno di Natale rigorosamente passato in famiglia, S. Stefano bisogna pedalare. Ma il meteo non partecipa. La pioggia mi fa accorciare i 100km previsti della metà, ma mi accontento. Come sempre se piove e devo uscire vado giù per il lago lato Limone per sfruttare le gallerie al coperto. Ne viene fuori un’ uscita divertente in clima tipicamente #Festive500

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Giorno 3

Altro giorno di riposo e si riparte con un giro del lago. 150km sono una distanza fattibile anche se non sono troppo allenato sul lungo. Alle 07:00 sono già in strada, al buio, ma voglio essere di ritorno presto. Presto è relativo, con le pause varie impiego sempre 7 ore. E’ giornata di vento forte da Nord: da Peschiera fino a casa è un’ agonia, arrivo finito ma soddisfatto e dentro di me so che la prossima volta sarà più facile.

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Giorno 4

Il giorno dopo. Gambe stanche, una breve uscita in pausa pranzo e altri 50km nel sacco. Però ne viene fuori uno degli scatti preferiti di questo Festive. Ne mancano solo 150.

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Giorno 5

Ultima uscita, altro giro del lago. Mi sento fortunato a poter passare mezza giornata per conto mio. Il tempo sembra buono, ma alla partenza il freddo è intenso, almeno per la prima ora. Purtroppo un muro di nebbia copre il basso lago e di sole ne vedrò poco, ma la gamba è sorprendentemente buona e ne approfitto. Merito di tutti i chilometri della settimana?

Come di solito quando faccio il lago mi concedo una sosta lunga per colazione dopo Salò, per il resto brevi pause borraccia e fisiologiche. Oggi sul lago c’ è il mondo, in fin dei conti è domenica: approfitto di un gruppetto che conosco e mi faccio tirare sul rientro da Torri a Malcesine. L’ andatura in gruppo sostenuta mi rendo conto non è più cosa per me, mi diverto poco, si viaggia parecchio e l’ unica cosa che vedo è la bici di quello che mi precede. Poco prima che mi stacchi da solo, uno del gruppo salta e gli altri lo aspettano. Non li rivedrò più.

Rientro con calma assaporando con gusto quella sensazione appagante di aver concluso di nuovo il Rapha Festive500. Buon Anno a tutti di grandi pedalate, ci vediamo nel 2018!

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Rapha #festive500 2016

2010, 2013, 2016. Neanche a farlo apposta ma sono riuscito a chiudere un Festive 500 ogni tre anni. Impegnarmi per il prossimo nel 2019 non mi pare male come idea, vista la fatica fatta per chiudere questo.

Con le condizioni climatiche che stiamo vivendo da ormai lungo tempo nell’ area Nord-Est dell’ Italia non si tratta certo di un Festive epico. Avevo pensato a una cosa un po’ diversa per rendere il challenge più interessante ma poi durante il corso della settimana le gambe hanno deciso diversamente. Ed ho finito per concludere la prova con un senso di insoddisfazione mista a non-appartenenza per quello che stavo vivendo.

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Ogni mio Festive è sempre stato caratterizzato da una settimana lavorativa, che tradotto in parole povere significa incastrare molte uscite durante la pausa pranzo, di certo non la pedalata più stimolante che si possa fare. Due lunghi e cinque uscite corte, un giorno di riposo (Natale): il classico giro del Bondone, con la scalata da Garniga, in una giornata eccezionalmente calda (13° a 1500mt di quota!) e il giro del Lago di Garda, il Monte Velo e il Ballino, poi tanto lago, a cercare un po’ di pianura quando ormai le gambe non giravano più.

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500km in una settimana è la distanza doppia di quello che percorro normalmente, e alla fine ho provato quella sensazione di essere ai “lavori forzati” che avevo già provato in passato sempre con il Festive500, un tour de force più da professionista che da randagio. Ma va bene così, è andata, un modo intenso per concludere in sella il 2016, e con 11.300km fatti non c’ è certo da lamentarsi!

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