Il mio #Festive500 n.4

Più di 80.000 partecipanti, quasi 20.000.000 di km percorsi, 18.000 finisher. Numeri impressionanti. Per chi non lo conoscesse è il Rapha Festive. Una sfida lanciata per la prima volta nel 2010 che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Insomma, una mossa pubblicitaria ben riuscita direi. A differenza di tutte le sfide “digitali” di Strava, è una delle poche che prevede per tutti i finisher una toppa commemorativa, motivo in più per non gettare la spugna e tenere duro fino alla fine.

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500km, 8 giorni, dal 24 al 31 Dicembre. Di solito, a complicare le cose, per me cade sempre in una settimana lavorativa, e così è stato anche quest’ anno. Complice il meteo favorevole e due giorni di turno di riposo, ammetto però che dei quattro conclusi (2010-’13-’16-’17) è stato il mio Festive più facile.

Mi è sempre piaciuto pensare al Festive come ad un semplice ed essenziale stimolo all’ uscire in bici, seguendo la filosofia con cui il challenge è stato creato. In linea di massima da solo, perché è così che mi piace pedalare. Senza cercare l’ estremo nell’ estremo.

Giorno 1

Ho imparato che è meglio portarsi avanti da subito, gli inconvenienti sono sempre dietro l ‘angolo, il meteo in primis trattandosi di uscite invernali. Visto che il 24 Dicembre lavoravo ho deciso di fare una doppia uscita: 60km lungo il lago all’ alba prima di andare a lavoro e successivi 40km in Valle del Sarca in pausa pranzo. L ‘alba sul Garda è stato un meraviglioso e motivante modo di iniziare il Festive.

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Giorno 2

Dopo il giorno di Natale rigorosamente passato in famiglia, S. Stefano bisogna pedalare. Ma il meteo non partecipa. La pioggia mi fa accorciare i 100km previsti della metà, ma mi accontento. Come sempre se piove e devo uscire vado giù per il lago lato Limone per sfruttare le gallerie al coperto. Ne viene fuori un’ uscita divertente in clima tipicamente #Festive500

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Giorno 3

Altro giorno di riposo e si riparte con un giro del lago. 150km sono una distanza fattibile anche se non sono troppo allenato sul lungo. Alle 07:00 sono già in strada, al buio, ma voglio essere di ritorno presto. Presto è relativo, con le pause varie impiego sempre 7 ore. E’ giornata di vento forte da Nord: da Peschiera fino a casa è un’ agonia, arrivo finito ma soddisfatto e dentro di me so che la prossima volta sarà più facile.

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Giorno 4

Il giorno dopo. Gambe stanche, una breve uscita in pausa pranzo e altri 50km nel sacco. Però ne viene fuori uno degli scatti preferiti di questo Festive. Ne mancano solo 150.

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Giorno 5

Ultima uscita, altro giro del lago. Mi sento fortunato a poter passare mezza giornata per conto mio. Il tempo sembra buono, ma alla partenza il freddo è intenso, almeno per la prima ora. Purtroppo un muro di nebbia copre il basso lago e di sole ne vedrò poco, ma la gamba è sorprendentemente buona e ne approfitto. Merito di tutti i chilometri della settimana?

Come di solito quando faccio il lago mi concedo una sosta lunga per colazione dopo Salò, per il resto brevi pause borraccia e fisiologiche. Oggi sul lago c’ è il mondo, in fin dei conti è domenica: approfitto di un gruppetto che conosco e mi faccio tirare sul rientro da Torri a Malcesine. L’ andatura in gruppo sostenuta mi rendo conto non è più cosa per me, mi diverto poco, si viaggia parecchio e l’ unica cosa che vedo è la bici di quello che mi precede. Poco prima che mi stacchi da solo, uno del gruppo salta e gli altri lo aspettano. Non li rivedrò più.

Rientro con calma assaporando con gusto quella sensazione appagante di aver concluso di nuovo il Rapha Festive500. Buon Anno a tutti di grandi pedalate, ci vediamo nel 2018!

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Rapha #festive500 2016

2010, 2013, 2016. Neanche a farlo apposta ma sono riuscito a chiudere un Festive 500 ogni tre anni. Impegnarmi per il prossimo nel 2019 non mi pare male come idea, vista la fatica fatta per chiudere questo.

Con le condizioni climatiche che stiamo vivendo da ormai lungo tempo nell’ area Nord-Est dell’ Italia non si tratta certo di un Festive epico. Avevo pensato a una cosa un po’ diversa per rendere il challenge più interessante ma poi durante il corso della settimana le gambe hanno deciso diversamente. Ed ho finito per concludere la prova con un senso di insoddisfazione mista a non-appartenenza per quello che stavo vivendo.

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Ogni mio Festive è sempre stato caratterizzato da una settimana lavorativa, che tradotto in parole povere significa incastrare molte uscite durante la pausa pranzo, di certo non la pedalata più stimolante che si possa fare. Due lunghi e cinque uscite corte, un giorno di riposo (Natale): il classico giro del Bondone, con la scalata da Garniga, in una giornata eccezionalmente calda (13° a 1500mt di quota!) e il giro del Lago di Garda, il Monte Velo e il Ballino, poi tanto lago, a cercare un po’ di pianura quando ormai le gambe non giravano più.

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500km in una settimana è la distanza doppia di quello che percorro normalmente, e alla fine ho provato quella sensazione di essere ai “lavori forzati” che avevo già provato in passato sempre con il Festive500, un tour de force più da professionista che da randagio. Ma va bene così, è andata, un modo intenso per concludere in sella il 2016, e con 11.300km fatti non c’ è certo da lamentarsi!

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