Audax DIY 03-2018

Controllando il percorso della Randonnée delle Dolomiti di Brenta

Per il terzo appuntamento dell’ anno con la mia scalata al RRTY avevo in programma la mia Dolomiti di Brenta. Da organizzatore preferisco non pedalare il giorno dell’ evento (che sarà il prossimo 15 Aprile) mettendomi a disposizione dei partecipanti. Visto che volevo controllare che fosse tutto ok sul percorso, quale migliore occasione di farla per conto mio! Una volta inviata la traccia GPX che avrei seguito al responsabile dei brevetti DIY è giunto il momento di partire.

Primo giro tosto dell’ anno, il percorso presenta tre salite lunghe, di cui una fino a quota 1700mt. A marzo in montagna può ancora nevicare (infatti avevo già dovuto slittare di una settimana la partenza per via delle previsioni meteo) ma per oggi non dovrei avere problemi, se non una marcata escursione termica nelle prime ore della giornata.

Anche in bici ho un nuovo assetto da provare sulla distanza: sella e ruote nuovi. La prima, una Flite della Selle Italia, mentre per le ruote una coppia di Fulcrum Racing 0. Come bagaglio la solita frame-bag Apidura dove infilo qualche strato extra di abbigliamento, più un piccolo marsupio Camelback – recuperato dallo sgabuzzino dopo anni di inutilizzo – per tenere un po’ di carburante sotto forma di panini dolci e banane.

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Partenza ore 09:00, la mattinata è fresca ma con cielo sereno. In un’ ora circa sempre su pista ciclabile arrivo a Sarche, da dove la strada inizia a salire più decisa fino al lago di Molveno. Ad Andalo devo trovare dove fare un controllo, ma i bar presto chiuderanno per il riposo stagionale. Decido quindi che il primo controllo sarà a Spormaggiore, al Bar Posta, da dove la strada cambia direzione. Un modo in più per non sbagliarsi.

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Passata la ripida sezione di Maurina, percorro quella che chiamo la strada panoramica della Val di Non, 25km che mi portano prima a Cles, e dopo una breve discesa a Ponte Mostizzolo, crocevia importante che mette in comunicazione due valli, ma anche due randonnée: io oggi andrò a sinistra, in ciclabile, direzione Dimaro e Capo Carlo Magno. Per andare a destra invece occorre munirsi di coraggio, e prima di raggiungere Dimaro si affronteranno nell’ ordine Palade-Stelvio-Gavia-Tonale, per concludere sul mio stesso percorso odierno. E’ questo il Tour Brenta-Ortles ideato da Musseu alcuni anni fa….

Ritorniamo tra gli umani. 100km circa, 5 ore passate. Mangio qualcosa fermo all’ imbocco della ciclabile, il tempo si è guastato, non c’ è più quel bel cielo azzurro. Ho circa 15km per recuperare energie in vista della grande salita di giornata, il Passo Campo Carlo Magno. Da Dimaro sono 15km circa, che non mi sono mai andati troppo a genio, soprattutto la prima parte, la più dura, fino a Folgarida. E anche stavolta infatti…..

Scollino al passo sotto una leggera nevicata! Sulla discesa le nuvole che avvolgono il Brenta non mi permettono di vedere il panorama. A Pinzolo entro in ciclabile. Ho i crampi, devo fermarmi a fare un po’ di allungamenti; il giro è altimetricamente impegnativo e i muscoli ne stanno risentendo. Ma mi restano solo Stenico e il Ballino come salite e sono ottimista.

Stenico sarà luogo di controllo, oggi però ho poco tempo, sono in ritardo e mi fiondo giù a Ponte Arche. Da qui una facile salita mi condurrà al Passo Ballino, dove scollino verso le 19:00, e poi tutta discesa fino a casa!

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Per chi verrà ci vediamo Domenica, iscrizioni ancora per oggi (giovedì) a questo link:

https://www.audaxitalia.it/index.php?pg=calendario_brm_acp&org=127&obid=1016

Qua invece il link alla mia attività su Strava:

https://www.strava.com/activities/1473391111/overview

Audax DIY 01-2018

Tra i buoni propositi del 2018 c’ è quello di completare il Randonneur Round The Year o RRTY, challenge iniziato lo scorso anno ma che purtroppo non sono riuscito a terminare. Si tratta “semplicemente” di portare a termine almeno un brevetto da 200km al mese per un anno intero.

Va da se che i mesi invernali sono quelli più duri e credo che con quello fatto oggi il più difficile me lo sono messo alle spalle, forse.

La sveglia suona alle sei, tutti dormono. Quando alzo la tapparella della sala per fare entrare Leo – il nostro gatto – mi accorgo con dispiacere che il giardino è tutto bagnato. A dire la verità sta proprio piovendo. In una giornata normale avrei  chiuso la finestra e me ne sarei tornato a letto. Oggi no. Anche se solo in maniera virtuale sono iscritto ad un brevetto da 200km. Non ci sarà nessuno ad aspettarmi alla partenza o all’ arrivo, no, il percorso è frutto della mia immaginazione: preparato sul pc con Openrunner è stato inviato all’ organizzatore dell’ Audax UK che se ne occupa e che controllerà la mia traccia GPS a giro concluso per approvarla e omologarla.

Dopo aver fatto colazione mi vesto, porto con me qualche capo in più che infilerò nella frame-bag (guanti di ricambio, una giacca impermeabile e un gilet termico) e scendo in garage a prendere la bici. Poco dopo le 07:00 sono in strada, ancora al buio. L’ asfalto è bagnato ma non piove. Supero il centro di Arco semi deserto in questo sabato festivo e mi dirigo verso il Garda approfittando delle luci cittadine per risparmiare le batterie della lampada “buona”, un led lampeggiante per ora mi basta. C’ è sempre il rischio di terminare al buio con un giro da 200km invernale, meglio usarle con cautela.

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Il percorso inizia con il lato della Gardesana Occidentale, che anche se presenta le gallerie più lunghe e strette è il mio versante preferito; molto più vario, dinamico e selvaggio, non mi annoia mai. Le macchine che mi superano sono poche e provo a non pensare alla distanza che ho davanti da percorrere. La sensazione non è delle migliori, stanotte ho dormito poco e male, e so che di sicuro oggi ci sarà da soffrire. Ma so anche che fatta questa le altre saranno più facili, la prima volta è sempre la peggiore.

Finite le gallerie inizia la pioggia: sulla discesa verso Gargnano viene giù sostenuta, così anticipo la pausa colazione che di solito faccio dopo Salò. Quando esco dal bar il vento si è portato via il grosso, rimane qualche gocciolina che a tratti mi accompagnerà per tutta la giornata. Mi rimetto in marcia senza vestirmi ulteriormente, sono un po’ umido ma già a Toscolano Maderno il corpo si è riscaldato. Il primo controllo sarebbe a Portese, al km55, ma visto che la sosta l’ ho già fatta mi porto avanti e non mi fermo ulteriormente; non servono timbri in questo caso, basterà la traccia GPS.

Passo dalle “mie” stradine, quelle che ho scoperto nella tracciatura del Solstizio d’ Inverno: è uno dei momenti più interessanti del giro del lago, mi toglie un po’ dal traffico passando da piccoli paesi. A Solarolo il Garmin mi fa un regalo: scopro il “Keutenberg del Garda” o così chiamato su Strava. Un vero e proprio muro che mi porta in centro paese. Di soddisfazione, ma meglio non inserirlo nel Solstizio!

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Il resto della traversata scorre senza intoppi, un po’ di vento contro, un po’ di pioggia, un po’ di traffico, come sempre. A Malcesine decido di fare una pausa, è già da sei ore che sono in giro e non mi sento troppo in forma. Un toast confezionato, coca e caffè, non proprio un pranzo da re ma almeno butto giù qualcosa di caldo. All’ interno del bar si guarda il mondiale di Slalom Gigante che va in scena a Kranjska Gora, bellissima località Slovena dove siamo stati questa estate in vacanza. La durezza del Vrsič Pass è ancora vivida nei miei ricordi.

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Non piove più, perlomeno. Ma la gamba proprio non gira. Male al sedere, un po’ di dolori alla schiena, rifletto sul mio ostinarmi a fare lunghe distanze con posizione in sella e set-up del mezzo race-oriented. Forse è giunto il momento di tornare indietro e rivedere alcune cose riguardo alla bici. Poco dopo incontro Silla, lui va nella direzione opposta: un breve saluto mentre è alle prese con le brugole per regolare la nuova sella (tra l’ altro la stessa che sto utilizzando io di recente, una Brooks Cambium C13) e ci separiamo.

A Torbole prendo la pista ciclabile della Valle del Sarca che mi accompagnerà per i restanti 50km, un bel sollievo dopo tutta la giornata passata nel traffico e il modo migliore di concludere il giro. Devo farmi forza quando attraverso Arco per non andare a casa, ma l’ omologazione attende, si tira dritto.

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L’ ultimo controllo virtuale è a Santa Massenza ma sono costretto ad anticipare la fermata al bar Ideal di Sarche. Ci arrivo sotto una pioggia battente. Mai idea fu più sensata, cioccolata calda e strudel di pastafrolla mi rimetteranno in sesto. È una violenza psicologica abbandonare l’ ambiente caldo e accogliente del bar, ma ormai manca poco. Un messaggio a casa per avvisare dei miei progressi e riparto rinvigorito con la consapevolezza che dopo il giro di boa avrò il vento a favore fino a casa.

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Il giro come l’ ho fatto oggi ricalca quello dell’ edizione 0 del mio Solstizio d’ Inverno e dato che quest’ anno non lo avevo ancora pedalato, la toppa è meritata, parola di organizzatore!

Esperienze dal Solstizio

E’ già da alcuni anni che non riesco a pedalare la mia randonnée del Solstizio, il prezzo da pagare dell’ organizzatore. Quindi, visto che non posso raccontarvi di persona come è andata (parlarvi del mio “turno” da 13 ore al bar ad aspettare tutti sarebbe abbastanza noioso!) qui di seguito trovate alcune delle esperienze condivise sul web.

La magia del Solstizio è unica, grazie a tutti voi per renderlo possibile.

Le foto fatte da Oxeego (grazie infinite Carlo e Maurizio per la vostra disponibilità e per aver passato un’ intera notte a servire the caldo all’ ultimo controllo!):

Sesta edizione della classica Randonnée invernale in notturna, 200km tra la Valle del Sarca e il Lago di Garda.

Posted by Oxeego on Monday, December 18, 2017

 

Il racconto di Giuliano:

https://randonneepercaso.wordpress.com/2017/12/19/16-dicembre-randonnee-solstizio-d-inverno/

Il racconto di Christian e Christopher (in Inglese):

http://www.lieblingstouren.de/the-longest-night/

Il video di Andrea:

 

Il racconto di Cristiano:

https://bestieparde.wordpress.com/2018/01/30/solstizio-dinverno-e-quattro/

Se siete a conoscenza di altri racconti lasciate un commento e li aggiungerò alla lista.

Al Monte Toraro, 200km Audax DIY

Dopo il mio ritiro alla LEL (lo so, non ne ho parlato qui, ma chi mi segue su altri canali come Strava già sapeva come era finita: se troverò l’ ispirazione ne scriverò più avanti) avevo bisogno di qualcosa che mi facesse riprendere sicurezza nelle mie capacità. E poi volevo ricominciare la mia corsa al Randonneur Round The Year, magari questa volta ponendomi obbiettivi più “facili” come fa la maggior parte dei ciclisti che ottengono il brevetto.

Quindi di una distanza da 200km avevo bisogno. Ma volevo anche andare a scoprire strade nuove, e perché no, portarmi a casa qualche colle inedito per la mia collezione di Centocollista.

Sfogliando un libro della Ediciclo, “Prealpi Venete 2”, della collana passi e valli in bicicletta, mi salta all’ occhio la salita al Monte Toraro per la ciclabile della Barcarola:

E’ un lungo e impegnativo itinerario, in ambiente solitario e severo nella parte finale, e che porta proprio sulla vetta del Monte Toraro, quota più alta (1897mt) di tutti gli itinerari descritti in questa guida.

Vado a memoria, e mi pare di ricordare che un amico, Alvaro, poco tempo fa è passato proprio in zona, partito da Arco e ritornato a casa con 200km nel sacco. Detto fatto, creo una nuova traccia su Strava simile alla sua ma in senso inverso per non perdere la famosa ciclabile della Barcarola (e ci aggiungo anche una variantella che si rivelerà molto dura –e sterrata– per conquistare il Passo di Vena), la carico sul Garmin e sono pronto a partire.

Trovo anche compagnia per il viaggio, con me viene Carlo, sempre disponibile a mettersi alla prova quando c’ è da esplorare nuove strade. Grazie delle foto!

Ora non mi dilungo troppo sul racconto della giornata. Vi dico solo che è stato un giro epico, in assoluto uno dei più bei vagabondaggi di una giornata con partenza da casa che abbia mai fatto. La salita di Folgaria all’ alba, attraversare tutto l’ altopiano di Asiago, il passaggio nella città omonima, una discesa a dir poco spettacolare su Pedescala, i 23 tornanti della ciclabile della Barcarola, la strada chiusa al traffico ripida e sterrata per conquistare i Passi di Vena di Sotto e di Sopra, quei due fantastici chilometri per la vetta del Monte Toraro e la discesa senza fine in Val d’ Adige. Che dire, una giornata perfetta.

Se volete scaricarvi la traccia la trovate qua: https://www.strava.com/activities/1138315754

 

PREPARAZIONE LEL MAGGIO 2017

1484km, 11509mt di dislivello.

Maggio è il mese del carico, quindi previsti due lunghi al posto di uno.

Dopo qualche giretto solito tra pausa pranzo e uscite serali con l’ Audax Club Arco provo con un 400km DIY. In programma lago di Garda più Tonale che però non andrà in porto causa tempo pessimo in quota. Cambio il tracciato in corsa e ne viene fuori una bella distanza di di 340km con Lago di Garda e Iseo.

E’ con questo giro però che mi rendo conto che la Colnago non è sufficientemente comoda per me.

Come alternativa opto per la Genesis Equilibrium (seguirà post dedicato) che mi permette di mantenere tutta la componentistica cambiando solo il kit telaio/forcella. Il risultato è sorprendente.

Dopo breve test ride scatta il secondo lungo del mese programmato, una distanza di 600km sempre in forma DIY in compagnia di Andrea. La traccia prevede il percorso dell’ Edelweiss Rando 400 di Musseu con partenza da casa: Valle del Sarca – Val d’ Adige – Brennero – Valle dell’ Inn – Passo Resia – Merano – Bolzano – Val d’ Adige.

Con alti e bassi ce la siamo portata a casa (Andrea allungando lievemente il percorso via Ofenpass) anche se con una tempistica (personalmente) maggiore di quella consentita Audax-mode: sul finire della prima giornata alcuni problemi di stomaco mi hanno costretto ad una sosta più lunga in albergo (ho dormito 7 ore, lusso esagerato durante un brevetto di questo chilometraggio).

Il mese è servito anche a capire bene cosa utilizzare a Londra come sella e bagaglio. La Fizik Aliante montata fino ad ora risulta troppo scomoda su percorsi così lunghi, mentre le borse da bikepacking continuano a non convincermi al 100%. Ritornando sull’ acciaio con la Genesis,  va da sé che in Inghilterra andrò con l’ ormai accoppiata vincente Brooks + Carradice, per un total look made in UK che spero mi porti bene.

 

Randonnée delle Dolomiti di Brenta, nuova data e percorso

Per motivi organizzativi la data della Randonnée delle Dolomiti di Brenta è anticipata a sabato 03 Giugno 2017 (quindi non più la domenica).

Rispetto alle precedenti edizioni c’ è un cambio drastico del percorso per una mia scelta di rendere la randonnée più alla portata di tutti. In sostanza ci saranno due salite in meno: eliminati il Passo Ballino e Andalo, passando da 3500mt dsl delle precedenti edizioni a 2400mt. Il chilometraggio è invariato a 200km così come il tempo limite di 13 ore.

Partenza da Arco (e non più da Pietramurata) dalla piscina comunale, percorreremo la Valle del Sarca fino a Sarche per poi risalire a Stenico. Da lì si proseguirà verso il Passo Campo Carlo Magno (con un breve tratto di strada inedito). Da Dimaro si entrerà in ciclabile fino a Ponte Mostizzolo, poi Cles e alta Val di Non: discesa su Mezzolombardo e rientro attraverso la ciclabile in Val d’ Adige, Trento – Rovereto – Mori – Arco.

Il nuovo percorso è visibile a questo link:

http://www.openrunner.com/index.php?id=7360089

Non tiene conto delle ciclabili, road-book e traccia definitiva verranno pubblicati la settimana prima della randonnée.

Per ora è tutto, stay tuned per ulteriori novità!

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Al Passo Rolle, 300km Audax a modo mio

Primo 300 di stagione. Avevo pensato all’ idea di scendere verso il basso Garda a provare il percorso di una rando da 200km svoltasi a fine Marzo. Sarebbe stato un 300 “facile”, circa 2000mt di dislivello con primi/ultimi 50km totalmente pianeggianti (il percorso del 200 partiva da Garda).

Ma poi ho sentito il richiamo della montagna, l’ idea di raggiungere un valico alpino da casa mi stimola sempre; cosÌ anche se la condizione non è al top ho deciso per il Passo Rolle. Traccio il percorso su Openrunner e quello che ne viene fuori è una variante più semplice della mia 300km delle Pale di San Martino. Con 1000mt di dislivello in meno resta comunque un percorso impegnativo vista la distanza.

Il limite di tempo per un 300km ufficiale Audax è 20 ore, ma io spero di arrivare a casa con un po’ di tempo “in cassaforte”.
Alle 5 del mattino sono in strada, e seguendo il credo del #packlighttravelfar viaggio davvero leggero: le previsioni sono buone, quindi l’ unico extra che mi concedo sulla bici oltre alle luci è una piccola borsa dell’ Apidura per le barrette e la frutta secca. Come abbigliamento poca roba, lascio a casa anche la giacca a vento avendo fatto di recente l’ acquisto di una bella maglia antivento.

Val d’ Adige per 40km circa, buon riscaldamento prima di affrontare la prima salita di giornata: devo salire a Vigolo Vattaro per poter accedere alla Valsugana. Le rampe della Valsorda al 18% sono sempre dure ma sento che oggi la gamba è quella giusta.

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Arrivato a Calceranica mi accorgo subito che il clima non è lo stesso dell’ Alto Garda: dopo una pausa al bar entro in ciclabile, ma il sole non è ancora arrivato e il termometro scende a 1°. Si soffre ma avanti tutta, vento a favore e strada che tende a scendere impercittibilmente mi fanno volare. A Borgo la temperatura prende una piega decente ed inizio a godermi la giornata.

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Ero d’ accordo con Andrea che ci saremmo sentiti per telefono: lui è di Belluno ed essendo in preparazione da TCR ultimamente sta macinando chilometri su chilometri. Ci incontriamo ad Arsiè per un caffè veloce, poi lui procede in direzione opposta alla mia. E’ un piacere trovarlo in una condizione così serena, è entrato in maniera perfetta nello stato mentale e fisico che una gara di quel genere richiede. Andrea ti ho trovato in forma!

Poco dopo io prendo la SS50 del Grappa e del Passo Rolle, che mi porterà appunto su quest’ ultimo. La strada è una meraviglia, le gallerie sono tutte o quasi evitabili con la vecchia strada chiusa al traffico, che costeggia il torrente Cismon in un ambiente da urlo. Inoltre è lunedì e il traffico veicolare è davvero scarso.

Poco prima di Fiera di Primiero tappa d’ obbligo alla pasticceria che c’ è sulla sinistra, fanno torte da paura e la Sacher sarà il mio carburante per valicare il colle.

Per la prima volta riesco a godermi la salita: l’ avevo sempre affrontata da questo versante con condizioni difficili, caldo torrido o troppo stanco. Oggi il clima è perfetto per la scalata. Mi concedo una sosta a metà salita circa seduto su una panchina nella lussuosa ma deserta San Martino di Castrozza e poi via fino in cima.

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16° sul valico, niente a che vedere con la bufera di neve trovata quell’ Aprile della rando.

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Una volta sceso in Val di Fiemme prendo la bella ciclabile che mi porta a Molina ed imbocco la Val di Cembra. Non me la ricordavo così suggestiva: la strada passa alta sulla valle sottostante con scorci d’ ampleur. Il vento che mi ha aiutato per metà percorso adesso chiede il conto, rafforzato da un’ aria di tempesta che mi ronza intorno. Nuvoloni neri sulle cime non presagiscono nulla di buono. Devo procedere veloce per non farmi raggiungere dal maltempo, per fortuna non mi prenderà.

Ultimo ristoro in una bottega alimentare d’ altri tempi, due panini imbottiti e una coca, poi via verso la Val d’ Adige, la sera avanza.

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A Trento ho due opzioni: proseguire verso Rovereto senza ulteriori difficoltà altimetriche o salire a Candriai e concludere attraversando la Valle del Sarca in leggera discesa. Opto per la seconda opzione visto il forte vento contro: preferisco stringere i denti per mezz’ oretta piuttosto che soffrire fino a casa spingendo contro il nemico invisibile del ciclista.

Alle 20:00 sono a casa, più stanco del previsto. 300km e 4100mt di dislivello.

Ma basterà una lunga dormita a farmi pensare già a nuovi progetti.