Giro Trento sotto la neve

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Non è sempre facile coniugare gli obbiettivi stagionali di randonneur con la famiglia; il mio programma 2013 non è certo estremo ma prevede che io arrivi ben allenato agli appuntamenti che  ho segnato in calendario se non voglio che questi ultimi si trasformino in pura sofferenza. Così la sveglia domenica suona alle 04:00, giusto un’ ora di tempo per prepararmi prima di uscire per un giro non troppo impegnativo, soprattutto senza salire in quota dato che le previsioni meteo preannunciano neve. Il rientro è previsto per le 09:00, mezz’ oretta dopo la sveglia di Eva. Con quattro ore a disposizione decido di fare il classico “Giro di Trento”, Valle del Sarca, Bus de Vela, Trento e ritorno dalla ciclabile “Claudia Augusta” verso Rovereto, poi Mori e Passo San Giovanni.

Discorso alimentazione, oggi faccio un po’ di prove con prodotti Enervit a partire dalla colazione evitando il solito latte o yogurt con cereali che è lento da digerire; caffè, qualche biscotto, due fette di pane bianco con marmellata e formaggio, più due Presport, che insieme equivalgono a circa 70gr di pasta come quota di carboidrati. Con me porto due mini barrette al cioccolato e due cheerpack (su di uno sforzo di 4 ore, alimentazione così ripartita: barretta dopo 45m e 120m, cheerpack dopo 180m e uno nella borraccia). Posso dire che la soluzione ha funzionato bene, da subito in partenza non ero appesantito, non ho avuto buchi di energie durante l’ uscita e sono arrivato a casa ancora con il “serbatoio” a metà.

La prima cosa che noto appena esco di casa è che non fa troppo freddo, nonostante ci sia una temperatura di 3° non c’ è quella sensazione dell’ aria che penetra nelle ossa (e sono vestito come al solito, giacca in softshell più intimo manica lunga della Craft in Windstopper); il cielo è coperto ma per ora tiene, mi avvio verso il centro di Arco per prendere la ciclabile, le strade sono ancora deserte e si respira la classica atmosfera da neve. Per accelerare un po’ i tempi finita la ciclabile proseguo sulla statale evitando la strada del lago di Cavedine e mi fa un certo effetto pedalare per svariati chilometri prima che una macchina mi sorpassi, la Valle del Sarca questa mattina è tutta per me con le pareti di calcare che riflettono la poca luce presente. Approfitto del passaggio davanti al negozio per fare una sosta al bagno, riempio la borraccia e riparto (in inverno è più difficile trovare le fontane, spesso vengono chiuse per evitare che l’ acqua geli e i bar aperti a questi orari scarseggiano); quando arrivo a Padergnone inizia a scendere un po’ di pioggia mista a neve. So che peggiorerà mano a mano che salgo, il passaggio di Vigolo Baselga è sempre un punto critico per la neve ma confido in condizioni migliori lungo la Valle dell’ Adige, così proseguo maledicendomi per aver lasciato a casa la giacca impermeabile (ma cosa la porto a fare la mia bellissima borsa Gilles Berthoud?!).

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Svalico ed inizio la discesa attraverso le gallerie che portano a Trento, la temperatura nel frattempo è calata a 0°, ideale per la neve, che infatti non tarda ad arrivare; come supero la città i fiocchi diventano sempre più grandi e il paesaggio si colora lentamente di bianco. La Via Claudia Augusta è ricoperta da 3cm di soffice manto nevoso! Decido di proseguire comunque sulla ciclabile, il fondo non è ghiacciato e la neve mi rallenta solo un po’ creando un minimo di attrito tra i parafanghi e i copertoni: in compenso però la guida è molto divertente e la maggiore concentrazione richiesta mi mantiene vigile. Sono le 06:30 e a parte qualcuno che porta a spasso il cane non incontro altre persone, situazione che mi consente di tirare qualche urlo di felicità di tanto in tanto tipo yuppy o yuhuhh!

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Dopo circa un’ ora di andatura “spazzaneve” albeggia e nel mentre smette anche di nevicare, l’ asfalto si fa più pulito e posso aumentare l’ andatura. A Mori abbandono la ciclabile, la strada qui è bagnata, deve avere piovuto parecchio, ma niente neve; a Loppio evito la ciclabile che ricordo ghiacciata per un lungo tratto e imbocco la statale per il Passo San Giovanni. La quota neve si attesta sui 200mt s.l.m. e infatti sul valico nevica ancora. Sono ad Arco verso le 08:30, giusto in tempo per passare in pasticceria a prendere delle brioches. A casa una bella doccia calda, una seconda colazione e poi via tutti insieme alle terme a rilassarsi in piscina. Una bellissima domenica.

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Il resto delle foto su Flickr.

Notturna alla Peri-Fosse

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Non so com’ è ma mi ritrovo a fare più notturne in inverno che non in estate! Giorgio come tutti gli anni ha proposto tre uscite in Dicembre per fare le salite del suo Trinferno Baldo Lessinia, alcune di giorno altre la sera. La Peri-Fosse di notte ancora mi mancava (Sdruzzinà già messa in tasca qui) così ho deciso di prendervi parte, e ho “contagiato” anche Umberto, già finisher al Solstizio d’ Inverno (e di una PBP!) e ormai stregato dal mondo randagio. Per noi due l’ appuntamento è alle 19:00 a Peri-VR, mentre il ritrovo ufficiale è a Domegliara-VR alle 18:00. Arriviamo all’ appuntamento in orario e ad aspettare Giorgio troviamo alcuni suoi supporter che si uniranno a noi in cima alla salita per una pizzata in compagnia. Musseu spacca il minuto, è da solo, poche anime hanno risposto all’ appello (Claudio del Traguardo Volante ci ha anticipato con la MTB più un altro ragazzo in bici da corsa partito poco dopo di noi).

5° e cielo sereno, serata perfetta, la luna ancora non c’ è ma arriverà presto, si parte! Oggi provo nuovo set-up (di cui parlerò ampiamente più avanti), soprattutto a livello bici. Se qualcuno mi segue su Flickr forse si sarà accorto che alcuni mesi fa ho preso una bici nuova, da usare inizialmente nelle uscite brevi e tirate della pausa pranzo: si tratta di un modello top di gamma Giant (di cui siamo rivenditori) utilizzato dai professionisti alle classiche, che tradotto in parole povere significa geometrie meno tirate e possibilità di montare copertoni da 25mm senza problemi. Parliamo di 6.8kg con pedali/portaborraccia/ecc, quindi non dico la metà della Mercian ma quasi. Risultato: la Peri-Fosse questa sera non l’ ho neanche sentita, tant’ è che chiaccherando con Giorgio di preparazione e alimentazione siamo arrivati al tratto duro senza che nemmeno me ne accorgessi.

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Pausa di un’ ora e mezza per la pizza in compagnia e per me ed Umberto è ora di salutare il gruppo. Ci aspetta una lunga discesa, ma siamo preparati e ben vestiti. La strada è in ottime condizioni, meglio delle aspettative, e lo strappo dopo Breonio ci regala una vista su Verona da togliere il fiato (molto romantico, peccato fossimo solo io e lui!). Verso la fine siamo un po’ congelati, la temperatura si attesta su 1° ed un forte vento contro non smentisce la reputazione della Valle dell’ Adige-Terra dei Forti. Per fortuna sono solo 15km fino a Peri, arriviamo alle 23:30. Bella esperienza, da ripetere anche questa, chi ha orecchie intenda, grazie Giorgio per averla organizzata e grazie Umberto della compagnia. Buon anno a tutti!

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Tutte le foto su Flickr.

Randonnée del Solstizio d’ Inverno, com’ è andata.

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Non posso che iniziare questo post con i doverosi ringraziamenti a tutti i coraggiosi (e coraggiose, ebbene si, anche una donna ha conlcuso la prova, Gabi da Bressanone) che hanno risposto all’ appello. Ci siamo ritrovati in otto lo scorso venerdì sera pronti a partire per questa nuova avventura (ed un grazie anche a tutti gli iscritti che non sono potuti venire e che mi hanno comunque avvisato) con tutti i timori che una “prima volta” implica. Eh si, perchè 200km in inverno non sono uno scherzo, di notte poi! Ma l’ audacia di pensare (ok, copiare!) e proporre anche da noi quest’ idea alla fine mi ha premiato. Ne è venuta fuori una randonnée pura e dura, non per tutti ma allo stesso tempo non impossibile, di quelle che volevo organizzare da tempo e che ho sempre avuto come “idea” di brevetto Audax.

Il lago di Garda ha saputo regalarci la solita magica atmosfera, complice anche la temperatura trovata (4/5° per tutta la prima parte) il tratto fino al primo controllo dopo Salò è filato via liscio con il gruppo compatto (a parte gli ultimi chilometri dove una svista è costata un breve ritardo per Gabi e Francesco). Il Mc Donalds di Puegnago è quasi deserto quando arriviamo alle 23:00; io sono fradicio, mi sono vestito troppo e come al solito lo sforzo e l’ ansia dei preparativi mi ha chiuso lo stomaco (alimentazione in gara, fattore su cui devo e voglio lavorare parecchio nel 2013, patatine fritte da evitare!). Mi asciugo un po’ nei bagni del ristorante e ripartiamo prima di raffreddarci troppo, proprio mentre arrivano i due ritardatari. La temperatura adesso è più bassa e c’ è la nebbia. Qualche scossone al momento di rimontare in sella ma poi tutto passa, la “macchina” torna a regime e continuiamo a pedalare immersi nella nebbia. La traversata del basso lago è un po’ trafficata, ma niente di serio. Il prossimo controllo è vicino, 30km, a Peschiera del Garda, altro Mc Donalds. Anche qui stesso discorso, ristorante semi-vuoto e, ahimè, stomaco sempre chiuso per me. Un cappuccino e via, ripartiamo intorno all’ una, adesso i gruppetti sono tre, e resteranno tali: davanti Musseu con Davide e Massimo, in mezzo io, Umberto e Marco, dietro di noi Francesco e Gabi. La nebbia se ne va come iniziamo a salire verso nord, la temperatura si stabilizza intorno allo 0. Pedaliamo tranquilli, si viaggia tra i 20 e i 25km/h chiaccherando ed ammirando la luna che si specchia nelle acque del lago, meraviglioso. Arriva anche il sonno (e te ne accorgi perchè gli altri ti parlano ma tu smetti di rispondere!!) ma per fortuna sulla gardesana non si resta mai per troppo tempo al buio, i paesi si susseguono e il loro attraversamento ci aiuta a restare svegli.Solstizio d' Inverno 018

Finalmente arriviamo a Torbole, il lago è finito e purtroppo anche l’ effetto benefico che ha sulla temperatura, che cala improvvisamente sottozero mentre ci addentriamo in Valle del Sarca. Raggiungiamo il controllo del Bar Le Paste di Arco alle 4:00 del mattino: il locale è super affollato di ragazzi, ma per fortuna non ci accolgono con i soliti commenti da frequentatori di locali notturni. Un voto 10 all’ educazione dei giovani trentini 🙂 I gestori del bar ci aspettavano un po’ prima: devo ammettere che ero stato di manica stretta nel calcolare i tempi di passaggio, credevo che saremmo stati qua intorno alle 02:30 basandomi sulle percorrenze diurne del periplo del lago. Questa ora e mezza di ritardo mi obbliga a prendere una decisione responsabile: domani lavoro ed è il sabato della vigilia di natale, non posso permettermi di arrivare in negozio senza riposare almeno un paio d’ ore, così a malincuore saluto i ragazzi e mi avvio verso casa.

Gli ultimi concluderanno la prova alle 07:40 del mattino, davvero una lunga notte in sella, complimenti! Un bravo anche a Francesco che ha deciso di fermarsi dopo il giro del Lago di Garda, per lui problemi di stomaco: ha dimostrato coraggio a partecipare nonostante la sua poca esperienza. Insomma, bravi tutti, Giorgio, Davide, Massimo, Marco, Umberto, Francesco e Gabi (che ha lottato anche con una foratura e ha dovuto aspettare 30 minuti al gelo a S. Massenza che arrivassero Umberto e Marco ad aiutarla perchè aveva perso il borsello con gli attrezzi!!!). Insomma grazie ragazzi, per merito vostro adesso la Randonnée del Solstizio d’ Inverno esiste davvero e ora che abbiamo aperto la strada sono sicuro che riceverà sempre più consensi, troppo bella! Ho già parlato con Andrea del bar Conti di Arco e probabilmente per il prossimo anno ci aprirà appositamente il bar alle 5 del mattino in maniera da non avere più “buchi” all’ arrivo 🙂

ps Giorgio, Davide e Massimo, con i primi di Gennaio vi spedisco a casa la meritatissima spilla.

Tutte le foto su Flickr.

E adesso il bellissimo video di Musseu.

Randonnée del Solstizio d’ Inverno

Ci siamo, preparate le luci e l’ abbigliamento pesante. Venerdì 21 Dicembre si terrà l’ edizione zero della Randonnée del Solstizio d’ Inverno, un brevetto di 200km che ci permetterà di trascorrere in sella la notte più lunga dell’ anno. Si, avete capito bene, si parte alle 20:30! Il brevetto sarà omologato da Trentino Randonneurs, quindi per questa versione di prova non saremo sotto l’ egida dell’ Audax Club Parisien e/o ARI, sarà una pedalata tra amici, aperta a tutti quelli che vorranno provare questa sfida. Il percorso è prevalentemente in pianura, si partirà da Arco per un primo anello attraverso la Valle del Sarca; dopo circa 50km si ripasserà da Arco per poi proseguire con il giro del Lago di Garda. A seconda dell’ orario di arrivo probabilmente ci sarà la possibilità di mettere l’ ultimo timbro in due controlli diversi, ulteriori dettagli verrano comunicati alla partenza e sul road-book. Tutti i partecipanti dovranno essere in totale autonomia per l’ intero percorso.

Tutte le info sul sito dei Trentino Randonneurs: Solstizio d’ Inverno.

A proposito, se durante il giorno il mondo dovesse finire come hanno preannunciato i Maya la randonnée non ci sarà 😉

Seattle Randonneurs Trailer from Dan McComb on Vimeo.

Garda Notturno

All’ inizio quando ci ho pensato neanche lo sapevo che c’ era la “super luna”: con uno sguardo al calendario mi ero reso conto che domenica sarebbe stata una notte di luna piena, ma non credevo fosse quella in cui il nostro satellite transita nel punto più vicino alla Terra di tutto l’ anno, a circa 357.000km.

Nonostante le previsioni meteo non lasciassero presagire nulla di buono alle 20:00 dopo un pomeriggio di continui acquazzoni il cielo si è aperto; un paio di telefonate e trovo un compagno di viaggio, appuntamento alle 21:30 al bar Conti con Gabriele, si va. Il bar è gremito di gente, alla tv danno la solita partita di calcio e il nostro fare “alieno” sembra non dare troppo nell’ occhio; solo un gruppetto di turisti stranieri si sofferma nel dehor del bar ad osservare la Mercian in allestimento notturno. Dopo un ottimo espresso e la benedizione di Andrea, proprietario del bar, partiamo, direzione Malcesine, faremo il giro in senso orario.

Il buon Lele con bici test del negozio superleggera (una Haibike RX con ruote in carbonio a profilo alto, una piuma da 6.4kg) nonostante sia alla sua prima uscita lunga si piazza in testa senza paura e, devo ammetterlo, farà l’ andatura-alta-per buona parte del percorso!

Si pedala bene, è una splendida nottata per stare in giro in bici, l’ aria è frizzante e il cielo pieno di stelle, profondo; i chilometri iniziali scorrono veloci tra una chiacchera e l’ altra. C’ è tanta luce intorno al lago, i paesi sono vicini tra loro e non c’ è mai quella sensazione di buio denso tipica di alcuni luoghi che ho avuto modo di attraversare di notte. Lo sguardo poi può sempre spaziare sull’ altra sponda alla ricerca di un po’ di vita rompendo quella monotonia che alle volte l’ oscurità impone.

Ci fermiamo solo lo stretto necessario per riempire le borracce e sgranocchiare qualche cosa; in un paio d’ ore siamo a Peschiera, ed iniziamo la traversata del basso-lago in compagnia di un vento ballerino. Da una parte il lago, dall’ altra la vasta Pianura Padana sconfinata, terra di brevetti Audax e lunghi chilometraggi. Noi viriamo verso nord, verso le nostre montagne, dove il Garda si stringe in una morsa di ripide pareti calcaree verticali e strapiombanti. Muri di roccia bianco d’ argento che in questa notte risplendono della luce lunare e ci segnano la via verso casa.

Alle 02:50 entriamo a Riva del Garda, ancora pochi chilometri ci separano dalle nostre famiglie; il vento e la notte ci hanno segnato ma è stata una bella esperienza questa pedalata di luna piena, da ripetere il mese prossimo, magari in cima ad un valico se il clima lo consentirà. Adesso è tempo di recuperare le energie, buona notte.