Randonnée del Solstizio d’ Inverno 2018

Sono già passati sette anni da quando mi venne l’ idea di portare in Italia questa manifestazione sbirciata in un video dei Seattle Randonneurs. Scoprii in seguito che la pedalata del Solstizio d’ Inverno è da sempre popolare tra i randagi di tutto il mondo: in Inghilterra ad esempio, dove il movimento Audax ha una lunga tradizione, parliamo di una prima edizione notturna verso la fine degli anni ottanta a cui presero parte tre membri dell’ AUK, i quali incontrarono condizioni proibitive (una bella nevicata e tanto ghiaccio per le strade). Da li’ in poi la organizzarono di giorno, e a tutti’ oggi gode di una certa popolarità.

Ma le presenze che facciamo noi (e me ne vanto, posso?) non le fa nessuno. Un commento di Sara su un post di Instagram diceva: “… come faccia Fabio a convincere tanta gente a pedalare di notte, al freddo rimarrà un mistero…” e in effetti il mistero c’è. O meglio, il merito non è mio, che faccio ben poco a livello di servizi. La magia sta nel luogo: Arco vestita a festa con i suoi mercatini di Natale, il nostro Lago di Garda, le mille luci nei paesi attraversati, il freddo, la condivisione di qualcosa di unico nel suo genere, e perché no, la gente sulle strade che ormai inizia a sapere del nostro passaggio. Mettici anche l’ internazionalità dell’ evento (con partecipanti da Austria, Germania e Svizzera, oltre al Bel paese rappresentato quasi per intero) e il gioco è fatto. Se poi come quest’ anno trovi la luna piena che ti concede di vedere le montagne in Valle del Sarca come fosse giorno, beh….lo dovete proprio vedere.

Una cosa è certa però, se non ci fossero quelle poche persone a darmi una mano non ce la farei. Quindi ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato anche se in minima parte, senza di voi la Randonnée del Solstizio d’ Inverno non sarebbe possibile.

Vi aspetto tutti nel 2019, pronti a vivere di nuovo la notte magica del Solstizio d’ Inverno in sella ad una bicicletta.

ps un saluto particolare a Stefano che è stato vittima di una caduta fratturandosi una scapola. Buona guarigione e se decidi di venire sarai nostro ospite l’ anno prossimo!

foto @cascada.cc, l’ album completo lo trovate qua https://www.facebook.com/cascada.cc/

Esperienze dal Solstizio

E’ già da alcuni anni che non riesco a pedalare la mia randonnée del Solstizio, il prezzo da pagare dell’ organizzatore. Quindi, visto che non posso raccontarvi di persona come è andata (parlarvi del mio “turno” da 13 ore al bar ad aspettare tutti sarebbe abbastanza noioso!) qui di seguito trovate alcune delle esperienze condivise sul web.

La magia del Solstizio è unica, grazie a tutti voi per renderlo possibile.

Le foto fatte da Oxeego (grazie infinite Carlo e Maurizio per la vostra disponibilità e per aver passato un’ intera notte a servire the caldo all’ ultimo controllo!):

Sesta edizione della classica Randonnée invernale in notturna, 200km tra la Valle del Sarca e il Lago di Garda.

Posted by Oxeego on Monday, December 18, 2017

 

Il racconto di Giuliano:

https://randonneepercaso.wordpress.com/2017/12/19/16-dicembre-randonnee-solstizio-d-inverno/

Il racconto di Christian e Christopher (in Inglese):

http://www.lieblingstouren.de/the-longest-night/

Il video di Andrea:

 

Il racconto di Cristiano:

https://bestieparde.wordpress.com/2018/01/30/solstizio-dinverno-e-quattro/

Se siete a conoscenza di altri racconti lasciate un commento e li aggiungerò alla lista.

Micro avventura overnight in Val di Daone

Un po’ per ottimizzare il tempo libero a disposizione, un po’ per la voglia di fare qualcosa di diverso, un po’ perché sono fatto così, venerdì sera dopolavoro sono partito con Carlo per una micro-avventura notturna. Niente strusciate in vista però, o chilometraggi da sfondarsi le gambe (e la testa); il giro di per sé è un anello di 150km con la risalita completa della Valle di Daone. Si tratta di una delle valli più belle e selvagge del Trentino: la strada asfaltata risale lungo il fiume Chiese per 23km, attraversando uno scenario da favola, laghi alpini, boschi incontaminati e pareti vertiginose di granito, terminando all’ imbocco dell’ imponente diga di Bissina a circa 1800mt di quota. La salita non è estrema, dura al punto giusto per potersi godere lo spettacolo che la natura qui offre.

Solo che noi la faremo di notte. O forse all’ alba? Carlo ci teneva a fare un test notturno in vista del Tuscany Road per provare un po’ i materiali, così appena mi ha proposto l’ idea della bivaccata in bici ho colto la palla al balzo con il giro che in versione diurna avevo appena saltato causa pioggia.

Partenza ore 19:30, a Comano ci faremo una pizza e poi su verso la Valle per fermarci a bivaccare sotto le stelle al suo ingresso e proseguire la scalata prima dell’ alba, rientrando a casa di primo mattino. Programma invitante, no?

Beh, è andata proprio così!

Solstizio d’ Inverno 4

Il mio primo Solstizio non pedalato.

A porte chiuse posso tirare le somme di questa quarta edizione, la prima-ahimè-che non pedalo. E’ stata dura decidere di non partire, ma il poter accogliere di persona tutti i partecipanti mi ha ripagato del sacrificio.

180 iscritti, 160 partenti, 159 finisher. Numeri che mai mi sarei aspettato 4 anni fa quando sono partito con questa idea che pareva bizzarra. E invece mi inizio a rendere conto solo ora della magia di questo percorso. Arco e i suoi mercatini di Natale, il lago di Garda che di notte ha tutto un altro aspetto, i paesi attraversati addobbati a festa per il Natale, le stelle, il freddo e una lunga notte, la più lunga dell’ anno (quasi).

Ma il Solstizio d’ Inverno perderebbe parte della magia se non ci foste voi che venite anche da lontano per parteciparvi. GRAZIE!

E un grazie speciale a chi mi ha aiutato quest’ anno: Fabio & Fabio, Alessio, Sandra, Olga, mia moglie Valentina, lo staff del bar “Ai Conti”, Carlo. Thanks!

Il Solstizio è una rando speciale e lo abbiamo dimostrato anche quest’ anno. Ci vediamo nel 2016 con qualche piccola novità!

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Randonnée del Solstizio d’ Inverno III, 20-12-2014

E’ sera quando esco sul balcone per andare a buttare le immondizie. Il freddo mi fa stringere la testa tra le spalle e mentre mi chiudo addosso il piumino penso che non avrei proprio voglia di uscire in bicicletta. Per una notte intera poi….

E invece anche quest’ anno l’ ho fatto. Sabato sera, nella notte tra il 20 e il 21 Dicembre, insieme ad oltre cento randagi del pedale ho concluso la mia terza randonnée del Solstizio d’ Inverno.

Devo ammettere che organizzare il tutto mi ha preso parecchio tempo ed energie, ma la soddisfazione di vedere in un sabato sera d’ inverno (ok, era ancora autunno in effetti) la piazza centrale di Arco gremita di ciclisti mi ha ricaricato di energie. Ma soprattutto mi ha dato la forza necessaria a percorrere i 200km, distanza che dopo l’ incidente non avevo più affrontato, neanche di giorno.

Il tutto non sarebbe stato possibile senza l’ aiuto di alcune persone: la Vale, che insieme a suo fratello Emiliano ed alla sua compagna Mabel hanno distribuito le carte gialle prima del via. E Fabio Leoni, boss del Vertical che appena chiuso il negozio a Pietramurata si è precipitato giù ad Arco e ha fatto partire tutti i ciclisti timbrando le carte gialle. Grazie. E un grazie va anche a Pio e Andrea del bar Conti, senza il loro appoggio non avrei potuto realizzare il Solstizio.

Ad essere sincero non ero troppo sereno prima del via, oltre alle solite paure che un giro invernale di 200km in notturna può causare, si sono aggiunte quelle di organizzatore, il peso di essere responsabile per oltre 100 persone mi ha stressato giusto un attimo, ma alla fine tutto è filato liscio.

La mia rando è andata bene nel complesso e soprattutto la clavicola non mi ha dato problemi. Alla fine avevo male ovunque tranne che alla spalla! La prima parte è volata, insieme a Gabriele e Rinaldo abbiamo macinato la Valle del Sarca più in fretta del previsto e con l’ aiuto del Föhn alle spalle siamo arrivati velocemente a Peschiera. Qualche problema di stomaco non mi ha permesso di alimentarmi come dovuto e sul basso lago ne ho pagato le conseguenze. Per fortuna è in questi casi che viene fuori l’ esperienza. Le randonnée ti insegnano che le crisi vanno e vengono, l’ unico rimedio è salire in sella e pedalare. Così mi rimetto in marcia dal Mc Donalds da solo, al mio passo, lento. C’ è una fitta nebbiolina, di quella che bagna e il freddo entra un po’ nelle ossa. Faccio girare le gambe in agilità senza guardare il contachilometri fino a Salò. Pausa alla Fonte Tavina per riempire la borraccia dove vengo raggiunto da Rinaldo che si era attardato al controllo di Peschiera. Resteremo insieme fino all’ arrivo.

La gardesana ci regala un bel momento, il cielo stellato e il panorama di luci colorate sull’ altro versante del lago racchiudono il segreto della bellezza di questa rando. La solitudine di una notte d’ inverno, il freddo che ovatta, il cielo limpido, la magia del Natale, insomma se prima mi chiedevo chi me lo facesse fare, adesso ho la risposta. In questo momento non vorrei essere in nessun altro posto.

Da Limone in avanti il vento chiede il conto. Ora la fatica è tanta e si sente, la pedalata pesante, le gambe non girano, ma Riva del Garda è li a portata di mano e poi mancheranno solo 5km prima di potersi rilassare al caldo con un cappuccio bollente raccontandosi l’ avventura vissuta.

Alle 05:00 siamo a destinazione, il bar gremito di ciclisti contenti, stanchi ma soddisfatti per aver comunque concluso una prova fuori del comune, fisica e mentale. Aspetto che arrivino tutti, poi raccolgo le mie cose e vado a casa in bici a godermi una dormita mattutina. E’ fatta, il Solstizio 2014 va in archivio e con lui la prima qualifica della Parigi-Brest-Parigi.

Grazie a tutti gli amici randagi che hanno partecipato, iscritti e non. E’ stato bello anche quest’ anno.

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Altre foto qui.

Randonnée del Solstizio d’ Inverno II, 21-12-2013

La Randonnée del Solstizio d’ Inverno è nata quasi per gioco lo scorso anno dopo che avevo visto un video su Vimeo. Giro di mail e ci ritroviamo in otto alla partenza. Solo in sei concluderanno la prova ed io sono tra i due che non ce la fanno.

L’ esperienza mi fa capire che la prova è fattibile, così quest’ anno decido di chiedere l’ omologazione ACP e la ottengo. Mi aspetto così una ventina di partecipanti, a ben sperare trenta. Poi arriva la mail di Fulvio (Gambaro) e il relativo inserimento nel calendario del Ciclofachiro e le iscrizioni aumentano. Alla fine circa sessanta ciclisti concluderanno la prova (tra iscritti ufficiali e non) un numero esagerato considerando il periodo e soprattutto le previsioni meteo non proprio favorevoli. Per me un traguardo personale, ma soprattutto uno stimolo enorme a continuare in quello che faccio, come lo faccio.

Grazie.

Ma torniamo al Solstizio.

Venerdì sera alle 23:00 sono ancora in garage a finire di montare la mia Colossal (le dedicherò un post in settimana sulle specifiche di montaggio e prime sensazioni di guida, ottime!!!), quindi per me niente giro di prova prima della rando, farò il test direttamente sulla distanza dei 200km. Dopo una breve uscita intorno a casa per verificare il nuovo sistema di illuminazione me ne vado a letto.

La giornata di sabato la passo al lavoro, in pausa pranzo ne approfitto per riempire le borse e preparare i vestiti. Nella frame bag trovano posto: una maglia di lana a manica lunga, copriscarpe impermeabili (che non sono impermeabili), due scaldini per mani e piedi, due bottiglie di Ensure Plus, pompetta e due brugole giusto se dovessi cambiare la posizione in sella. Altre calorie nella Gas Tank sul tubo orizzontale: un’ altra bottiglia di Ensure Plus, due razioni K, due barrette, due gel. Non dovrei avere problemi per tutta la notte in quanto a energia.

La bici così allestita mi piace un sacco, fa molto “Mad Max” (ed è piaciuta anche in rete, la foto dell’ allestimento per la rando è finita su Explore di Flickr!).

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Alle 19:15 esco di casa in bici, la Vale mi fa una foto, carica i documenti in macchina e mi raggiunge al bar, mi darà una mano con la distribuzione dei documenti (alla piccola Eva questa sera ci pensano i nonni!).

Solstizio bar

I randagi arrivano e subito noto le giacche bagnate di pioggia. E la cosa non mi piace. Uno dei fattori che può cambiare drasticamente l’ esito di una rando come questa è il clima. Pedalare tutta notte sotto l’ acqua in Dicembre può trasformarsi in un incubo. Per fortuna la temperatura registrata non è quella solita di questo mese, resterà intorno ai 5/6° per tutta la notte facendoci concludere la prova senza troppi problemi.

briefing

Dopo un piccolo briefing alle 20:30 partiamo in direzione nord; un po’ di salita ci porta a Santa Massenza che raggiungiamo tutti insieme. Si risponde alla domanda sulla carta di viaggio e via di nuovo verso Arco, questa volta in discesa. C’ è ancora un po’ di traffico sulla statale ma niente di importante. Arriviamo al Bar Conti di Arco dopo meno di due ore e poco più di 40km fatti. Visto che sono in anticipo di 15′ sulla tabella di marcia me la prendo comoda e decido di bermi un thè caldo. Fuori scalpitano già e la maggior parte del gruppo riparte in men che non si dica. Li lascio andare, voglio godermi in tranquillità questa lunga notte dicembrina.

E’ ora di andare, il viaggio è ancora lungo e possibilmente vorrei arrivare a Peschiera prima della chiusura del McDonald’s. Al bar ho appena fatto conoscenza con un gruppo di ragazzi di Brescia (e uno da Roma!); per loro è la prima randonnée. Non sono i soli ad avere scelto il Solstizio come prima esperienza e devo dire che la cosa mi stupisce. Usciamo insieme e ci avviamo verso il Garda. Belle bici tutt’ intorno, l ‘acciaio finalmente la fa da padrone: c’ è la mia Colossal, la Pacer di Francesco, la Sutra di Rinaldo e ben quattro Legor artigianali! Eh sì, come scoprirò tra poco tra i ragazzi c’ è anche Mattia Paganotti, artigiano telaista fondatore di cicli Legor. E’ un piacere averlo ospite alla mia rando e poterlo conoscere di persona. Prima rando ma lo spirito è quello giusto, abbiamo bisogno di gente come voi 😉

Verso Peschiera

Come raggiungiamo il lago inizia a piovere. Non ci voleva. E’ una pioggerella fine ma bagna sia i vestiti che l ‘asfalto e in pochi minuti ho i piedi a mollo nonostante i copriscarpe. Me ne faccio una ragione e proseguiamo, per fortuna non è freddo.

Siamo quasi a Peschiera quando un incidente meccanico ci obbliga alla sosta. Mattia rompe la catena e ovviamente nessuno ha uno smagliacatena. Che si fa? Provo a telefonare a qualcuno del gruppo avanti ma non mi rispondono, così decido insieme a Rinaldo (una locomotiva quando si mette a tirare!) di raggiungere il più in fretta possibile il controllo nella speranza di trovare ancora qualcuno. In pochi minuti ci siamo e per fortuna troviamo anche uno smagliacatena! I ragazzi arrivano spingendo Mattia, catena riparata, l ‘avventura continua (lezione da imparare, MAI senza smagliacatena!).

McDonald's

E’ da poco passata l’ una di notte, il Mc sembra un campo di battaglia: i randagi si sono sparpagliati per tutto il ristorante, scarpe e calzini bagnati ovunque. Per fortuna fuori ha smesso di piovere. Dopo una lunga pausa ci rimettiamo in marcia, insieme.

La traversata del basso lago è sempre un po’ noiosa. Abbiamo tutti sonno, proviamo una sosta caffè ma il bar è già chiuso. Si procede.

Shell

Sono le tre e trenta quando raggiungiamo Toscolano Maderno al km 152. Il controllo consiste nel rispondere ad una domanda sulla carta di viaggio. Nel frattempo ci siamo un po’ separati, ormai mancano pochi chilometri all’ arrivo, la stanchezza  si fa sentire ed ognuno procede col proprio passo. Si rimette a piovere, forte. L’ obbiettivo di tutti è arrivare alle gallerie che offriranno un po’ di riparo.

Galleria

La notte cede il passo al giorno, è ancora buio ma già si sentono gli uccellini cinguettare, il Solstizio d’ Inverno volge al termine e noi lo abbiamo passato tutto in sella.

Alle 05:35 sono ad Arco, il bar funziona a pieno regime (grazie Pio ed Andrea per la disponibilità e grazie alle ragazze che ci hanno aperto), facce assonnate ma contente. I randagi consumano la colazione, strette di mano, auguri, e la consegna della meritata spilla a ricordo “dell’ impresa”.

A poco a poco tutti tornano a casa, gli ultimi arrivano, tutti sani e salvi, nessun problema, nessun incidente. Posso rilassarmi anch’ io, è finita.

Un saluto particolare a tutti quelli che hanno condiviso la strada con me, avete reso questa esperienza ancora più bella, grazie. E anche stavolta ho imparato qualcosa da voi.

Tutte le foto sul set di Flickr.

Alla pagina dedicata la lista degli omologati e finisher.

 

Pietramurata-Bressanone-Pietramurata

La pratica del Randonneuring, ovvero il ciclismo di lunga distanza in autosufficienza, è l’ aspetto più significativo che mi ha fatto avvicinare al ciclismo. Quel senso di libertà che si prova a partire in sella alla propria bicicletta alla scoperta di luoghi inesplorati non ha paragoni con gli sport da me praticati in precedenza. Sono sempre stato un solitario e allo stesso tempo una persona poco competitiva con gli altri, e ho trovato da subito nelle randonnée il mio mondo. La sfida fisica e mentale che implica il portare a termine un’ ultra distanza mi ha affascinato da subito. Certo è però che randonneurs non ci si improvvisa: portare a termine un brevetto, qualsiasi distanza esso sia, implica passione, dedizione e anche un minimo di sacrificio. Finchè ero da solo nessuno di questi componenti è mai stato un problema, ma adesso che a casa mi aspetta sempre qualcuno, il gioco si fa sempre più difficile. Ogni momento passato in sella so che si tratta di un qualcosa “rubato” a loro, e partire non è più così facile.

Sabato sera dopo lavoro ho deciso di andare sulle strade del brevetto da 400km che probabilmente proporrò nel 2014 per Trentino Randonneurs. L’ idea (audace) era di compiere il giro in 20 ore, per essere così di ritorno nel primo pomeriggio, ma come al solito le cose sono andate diversamente.

Alle 19:30 monto in sella e parto, devo raggiungere Trento dove imboccherò la pista ciclabile verso nord. Le calde temperature di questi giorni mi fanno optare per un set-up leggero, solo una piccola borsa manubrio con dentro manicotti, un gilet e qualche cibaria per la notte, batterie di scorta per la luce posteriore (davanti ho il mozzo dinamo della SON) e un paio di camere d’ aria.

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Dopo circa 50 minuti sono a Trento ed entro in ciclabile: sta calando l’ oscurità e mi gusto questo attimo di tranquillità sospinto dal vento che mi facilita il viaggio.

La notte. Il mio tallone d’ achille. Non posso dire che non mi piace pedalare di notte, mentirei, ma l’ idea di passare in sella tutte quelle ore al buio è sempre stata per me una fonte di ansia enorme. Per qualche oscura (eh si!) ragione non riesco ad abituarmici, e non si può dire che non abbia fatto esperienza!

Così fino a Bolzano sono un po’ teso, non riesco a rilassarmi. Alle 23:00 faccio una pausa in città per mangiare un gelato. lo stomaco è così-così, non me lo gusto del tutto ma cerco di non pensarci e riparto.

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Sono su terreno inesplorato, mai fatta questa tratta di ciclabile; si passa sul percorso della vecchia ferrovia e sempre in leggera salita la strada è molto varia, anche di notte: gallerie, strappetti, curve, mi sto rilassando e mi diverto. Ma il tarlo della stanchezza inizia a farsi sentire. Nessun problema se non fosse per Francesco che mi aspetta a Bressanone bello carico per tenermi compagnia e pedalare insieme a me! Verso l’ una di notte ci incontriamo ma io ho già preso la mia decisione, devo fermarmi a dormire. Lui prosegue da solo, io ho bisogno di trovare un posto per riposare qualche ora. L’ interno di un bancomat a Chiusa-BZ fa al caso mio, dentro è bello caldo, stendo per terra un cartone e mi sdraio. Il sonno non sarà proprio dei più tranquilli, ma quando mi sveglio sono le cinque del mattino e la notte se ne sta andando.

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Purtroppo la lunga pausa ha inciso sull’ esito del giro, se proseguissi sarei a casa non prima di cena, e come ho detto all’ inizio non è quello che voglio. Rientro sui miei passi percorrendo l’ itinerario a ritroso. A mezzogiorno sono a destinazione con quasi 300km nelle gambe e un po’ di rammarico per avere saltato la tratta più bella e che in effetti dovevo verificare. Sarà per la prossima volta.

A due giorni di distanza me ne sto a letto con quasi 39 di febbre, ecco forse spiegato il motivo di tanta stanchezza durante quella notte. Invece degna di nota l’ impresa dell’ amico Giorgio Murari “Musseu”, che partito circa mezz’ ora dopo di me da Pietramurata ha portato a termine (come sempre) una bella impresa unendo in un unico brevetto la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta e il Tour dell’ Ortles, creando un mostro da 410km per 8800 metri di dislivello, compiuti in poco più di 18 ore! Persone come lui sono uno stimolo a spingersi oltre i propri limiti, bravo.

Giro Trento sotto la neve

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Non è sempre facile coniugare gli obbiettivi stagionali di randonneur con la famiglia; il mio programma 2013 non è certo estremo ma prevede che io arrivi ben allenato agli appuntamenti che  ho segnato in calendario se non voglio che questi ultimi si trasformino in pura sofferenza. Così la sveglia domenica suona alle 04:00, giusto un’ ora di tempo per prepararmi prima di uscire per un giro non troppo impegnativo, soprattutto senza salire in quota dato che le previsioni meteo preannunciano neve. Il rientro è previsto per le 09:00, mezz’ oretta dopo la sveglia di Eva. Con quattro ore a disposizione decido di fare il classico “Giro di Trento”, Valle del Sarca, Bus de Vela, Trento e ritorno dalla ciclabile “Claudia Augusta” verso Rovereto, poi Mori e Passo San Giovanni.

Discorso alimentazione, oggi faccio un po’ di prove con prodotti Enervit a partire dalla colazione evitando il solito latte o yogurt con cereali che è lento da digerire; caffè, qualche biscotto, due fette di pane bianco con marmellata e formaggio, più due Presport, che insieme equivalgono a circa 70gr di pasta come quota di carboidrati. Con me porto due mini barrette al cioccolato e due cheerpack (su di uno sforzo di 4 ore, alimentazione così ripartita: barretta dopo 45m e 120m, cheerpack dopo 180m e uno nella borraccia). Posso dire che la soluzione ha funzionato bene, da subito in partenza non ero appesantito, non ho avuto buchi di energie durante l’ uscita e sono arrivato a casa ancora con il “serbatoio” a metà.

La prima cosa che noto appena esco di casa è che non fa troppo freddo, nonostante ci sia una temperatura di 3° non c’ è quella sensazione dell’ aria che penetra nelle ossa (e sono vestito come al solito, giacca in softshell più intimo manica lunga della Craft in Windstopper); il cielo è coperto ma per ora tiene, mi avvio verso il centro di Arco per prendere la ciclabile, le strade sono ancora deserte e si respira la classica atmosfera da neve. Per accelerare un po’ i tempi finita la ciclabile proseguo sulla statale evitando la strada del lago di Cavedine e mi fa un certo effetto pedalare per svariati chilometri prima che una macchina mi sorpassi, la Valle del Sarca questa mattina è tutta per me con le pareti di calcare che riflettono la poca luce presente. Approfitto del passaggio davanti al negozio per fare una sosta al bagno, riempio la borraccia e riparto (in inverno è più difficile trovare le fontane, spesso vengono chiuse per evitare che l’ acqua geli e i bar aperti a questi orari scarseggiano); quando arrivo a Padergnone inizia a scendere un po’ di pioggia mista a neve. So che peggiorerà mano a mano che salgo, il passaggio di Vigolo Baselga è sempre un punto critico per la neve ma confido in condizioni migliori lungo la Valle dell’ Adige, così proseguo maledicendomi per aver lasciato a casa la giacca impermeabile (ma cosa la porto a fare la mia bellissima borsa Gilles Berthoud?!).

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Svalico ed inizio la discesa attraverso le gallerie che portano a Trento, la temperatura nel frattempo è calata a 0°, ideale per la neve, che infatti non tarda ad arrivare; come supero la città i fiocchi diventano sempre più grandi e il paesaggio si colora lentamente di bianco. La Via Claudia Augusta è ricoperta da 3cm di soffice manto nevoso! Decido di proseguire comunque sulla ciclabile, il fondo non è ghiacciato e la neve mi rallenta solo un po’ creando un minimo di attrito tra i parafanghi e i copertoni: in compenso però la guida è molto divertente e la maggiore concentrazione richiesta mi mantiene vigile. Sono le 06:30 e a parte qualcuno che porta a spasso il cane non incontro altre persone, situazione che mi consente di tirare qualche urlo di felicità di tanto in tanto tipo yuppy o yuhuhh!

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Dopo circa un’ ora di andatura “spazzaneve” albeggia e nel mentre smette anche di nevicare, l’ asfalto si fa più pulito e posso aumentare l’ andatura. A Mori abbandono la ciclabile, la strada qui è bagnata, deve avere piovuto parecchio, ma niente neve; a Loppio evito la ciclabile che ricordo ghiacciata per un lungo tratto e imbocco la statale per il Passo San Giovanni. La quota neve si attesta sui 200mt s.l.m. e infatti sul valico nevica ancora. Sono ad Arco verso le 08:30, giusto in tempo per passare in pasticceria a prendere delle brioches. A casa una bella doccia calda, una seconda colazione e poi via tutti insieme alle terme a rilassarsi in piscina. Una bellissima domenica.

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Il resto delle foto su Flickr.

Notturna alla Peri-Fosse

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Non so com’ è ma mi ritrovo a fare più notturne in inverno che non in estate! Giorgio come tutti gli anni ha proposto tre uscite in Dicembre per fare le salite del suo Trinferno Baldo Lessinia, alcune di giorno altre la sera. La Peri-Fosse di notte ancora mi mancava (Sdruzzinà già messa in tasca qui) così ho deciso di prendervi parte, e ho “contagiato” anche Umberto, già finisher al Solstizio d’ Inverno (e di una PBP!) e ormai stregato dal mondo randagio. Per noi due l’ appuntamento è alle 19:00 a Peri-VR, mentre il ritrovo ufficiale è a Domegliara-VR alle 18:00. Arriviamo all’ appuntamento in orario e ad aspettare Giorgio troviamo alcuni suoi supporter che si uniranno a noi in cima alla salita per una pizzata in compagnia. Musseu spacca il minuto, è da solo, poche anime hanno risposto all’ appello (Claudio del Traguardo Volante ci ha anticipato con la MTB più un altro ragazzo in bici da corsa partito poco dopo di noi).

5° e cielo sereno, serata perfetta, la luna ancora non c’ è ma arriverà presto, si parte! Oggi provo nuovo set-up (di cui parlerò ampiamente più avanti), soprattutto a livello bici. Se qualcuno mi segue su Flickr forse si sarà accorto che alcuni mesi fa ho preso una bici nuova, da usare inizialmente nelle uscite brevi e tirate della pausa pranzo: si tratta di un modello top di gamma Giant (di cui siamo rivenditori) utilizzato dai professionisti alle classiche, che tradotto in parole povere significa geometrie meno tirate e possibilità di montare copertoni da 25mm senza problemi. Parliamo di 6.8kg con pedali/portaborraccia/ecc, quindi non dico la metà della Mercian ma quasi. Risultato: la Peri-Fosse questa sera non l’ ho neanche sentita, tant’ è che chiaccherando con Giorgio di preparazione e alimentazione siamo arrivati al tratto duro senza che nemmeno me ne accorgessi.

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Pausa di un’ ora e mezza per la pizza in compagnia e per me ed Umberto è ora di salutare il gruppo. Ci aspetta una lunga discesa, ma siamo preparati e ben vestiti. La strada è in ottime condizioni, meglio delle aspettative, e lo strappo dopo Breonio ci regala una vista su Verona da togliere il fiato (molto romantico, peccato fossimo solo io e lui!). Verso la fine siamo un po’ congelati, la temperatura si attesta su 1° ed un forte vento contro non smentisce la reputazione della Valle dell’ Adige-Terra dei Forti. Per fortuna sono solo 15km fino a Peri, arriviamo alle 23:30. Bella esperienza, da ripetere anche questa, chi ha orecchie intenda, grazie Giorgio per averla organizzata e grazie Umberto della compagnia. Buon anno a tutti!

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Tutte le foto su Flickr.

Randonnée del Solstizio d’ Inverno, com’ è andata.

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Non posso che iniziare questo post con i doverosi ringraziamenti a tutti i coraggiosi (e coraggiose, ebbene si, anche una donna ha conlcuso la prova, Gabi da Bressanone) che hanno risposto all’ appello. Ci siamo ritrovati in otto lo scorso venerdì sera pronti a partire per questa nuova avventura (ed un grazie anche a tutti gli iscritti che non sono potuti venire e che mi hanno comunque avvisato) con tutti i timori che una “prima volta” implica. Eh si, perchè 200km in inverno non sono uno scherzo, di notte poi! Ma l’ audacia di pensare (ok, copiare!) e proporre anche da noi quest’ idea alla fine mi ha premiato. Ne è venuta fuori una randonnée pura e dura, non per tutti ma allo stesso tempo non impossibile, di quelle che volevo organizzare da tempo e che ho sempre avuto come “idea” di brevetto Audax.

Il lago di Garda ha saputo regalarci la solita magica atmosfera, complice anche la temperatura trovata (4/5° per tutta la prima parte) il tratto fino al primo controllo dopo Salò è filato via liscio con il gruppo compatto (a parte gli ultimi chilometri dove una svista è costata un breve ritardo per Gabi e Francesco). Il Mc Donalds di Puegnago è quasi deserto quando arriviamo alle 23:00; io sono fradicio, mi sono vestito troppo e come al solito lo sforzo e l’ ansia dei preparativi mi ha chiuso lo stomaco (alimentazione in gara, fattore su cui devo e voglio lavorare parecchio nel 2013, patatine fritte da evitare!). Mi asciugo un po’ nei bagni del ristorante e ripartiamo prima di raffreddarci troppo, proprio mentre arrivano i due ritardatari. La temperatura adesso è più bassa e c’ è la nebbia. Qualche scossone al momento di rimontare in sella ma poi tutto passa, la “macchina” torna a regime e continuiamo a pedalare immersi nella nebbia. La traversata del basso lago è un po’ trafficata, ma niente di serio. Il prossimo controllo è vicino, 30km, a Peschiera del Garda, altro Mc Donalds. Anche qui stesso discorso, ristorante semi-vuoto e, ahimè, stomaco sempre chiuso per me. Un cappuccino e via, ripartiamo intorno all’ una, adesso i gruppetti sono tre, e resteranno tali: davanti Musseu con Davide e Massimo, in mezzo io, Umberto e Marco, dietro di noi Francesco e Gabi. La nebbia se ne va come iniziamo a salire verso nord, la temperatura si stabilizza intorno allo 0. Pedaliamo tranquilli, si viaggia tra i 20 e i 25km/h chiaccherando ed ammirando la luna che si specchia nelle acque del lago, meraviglioso. Arriva anche il sonno (e te ne accorgi perchè gli altri ti parlano ma tu smetti di rispondere!!) ma per fortuna sulla gardesana non si resta mai per troppo tempo al buio, i paesi si susseguono e il loro attraversamento ci aiuta a restare svegli.Solstizio d' Inverno 018

Finalmente arriviamo a Torbole, il lago è finito e purtroppo anche l’ effetto benefico che ha sulla temperatura, che cala improvvisamente sottozero mentre ci addentriamo in Valle del Sarca. Raggiungiamo il controllo del Bar Le Paste di Arco alle 4:00 del mattino: il locale è super affollato di ragazzi, ma per fortuna non ci accolgono con i soliti commenti da frequentatori di locali notturni. Un voto 10 all’ educazione dei giovani trentini 🙂 I gestori del bar ci aspettavano un po’ prima: devo ammettere che ero stato di manica stretta nel calcolare i tempi di passaggio, credevo che saremmo stati qua intorno alle 02:30 basandomi sulle percorrenze diurne del periplo del lago. Questa ora e mezza di ritardo mi obbliga a prendere una decisione responsabile: domani lavoro ed è il sabato della vigilia di natale, non posso permettermi di arrivare in negozio senza riposare almeno un paio d’ ore, così a malincuore saluto i ragazzi e mi avvio verso casa.

Gli ultimi concluderanno la prova alle 07:40 del mattino, davvero una lunga notte in sella, complimenti! Un bravo anche a Francesco che ha deciso di fermarsi dopo il giro del Lago di Garda, per lui problemi di stomaco: ha dimostrato coraggio a partecipare nonostante la sua poca esperienza. Insomma, bravi tutti, Giorgio, Davide, Massimo, Marco, Umberto, Francesco e Gabi (che ha lottato anche con una foratura e ha dovuto aspettare 30 minuti al gelo a S. Massenza che arrivassero Umberto e Marco ad aiutarla perchè aveva perso il borsello con gli attrezzi!!!). Insomma grazie ragazzi, per merito vostro adesso la Randonnée del Solstizio d’ Inverno esiste davvero e ora che abbiamo aperto la strada sono sicuro che riceverà sempre più consensi, troppo bella! Ho già parlato con Andrea del bar Conti di Arco e probabilmente per il prossimo anno ci aprirà appositamente il bar alle 5 del mattino in maniera da non avere più “buchi” all’ arrivo 🙂

ps Giorgio, Davide e Massimo, con i primi di Gennaio vi spedisco a casa la meritatissima spilla.

Tutte le foto su Flickr.

E adesso il bellissimo video di Musseu.