Il peso conta?

A 10 giorni esatti dall’ appuntamento dell’ anno faccio alcune considerazioni.

Domenica scorsa ho preso la decisione di non andare a Parigi con la Mercian (la bici con la quale ho fatto tutte le qualifiche) ma di portare la Colnago. Niente sella Brooks, niente acciaio, niente “ruote da rando” (ok, l’ anteriore sarà con mozzo dinamo). Il mio mezzo per affrontare le colline francesi sarà una bici in carbonio da 7kg (non in assetto rando), montata bene come componentistica, con un bagaglio leggero e minimale. Il tema ricorrente è risparmiare peso inutile portando davvero solo l’ indispensabile, e se il meteo sarà favorevole forse anche meno. Una bici da rando italian style. Per fare il tempo? No, ma per farcela nelle 84 ore si.

Poi oggi mi arriva in negozio Gabor, un ciclista ungherese che sabato farà il brevetto permanente Brenta-Ortles. E guardo la sua bici, un mezzo che ben si presta al termine beausage. Ha già all’ attivo una Super Randonnée, giri in Dolomiti e Dio solo sa cosa.

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E mi viene da pensare che tutte le menate che mi sono sempre fatto sulla bicicletta sono inutili, alla fine “ghe voren i garun”.

Comunque in bocca al lupo a Gabor (e tanto di cappello) e se ho tempo prima di partire pubblico la mia kit-list per la PBP.

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Ruote da randonnée

La ruota perfetta da randonnée forse non esiste e rimane comunque una scelta molto personale, ma mi sento di dare un consiglio data l’ esperienza fatta sul campo negli ultimi anni, e soprattutto dopo aver visto cosa può fallire e cosa no.

Coppia ruote randonnée

Come sempre basta prendere il via ad un brevetto per vederne di tutti i colori tra i partecipanti, sia in termini di equipaggiamento (vestiti, borse, ecc.) che di attrezzatura (biciclette, ruote, ecc.); sulle ruote da sempre mi sono schierato dalla parte dei tradizionalisti, quelli cioè che preferiscono le ruote assemblate a mano, con i classici 32 raggi incrociati in terza. I vantaggi principali si hanno in termini di comodità (le ruote sono molto più “morbide” e più guidabili) e di affidabilità: se le ruote sono fatte con criterio sono praticamente indistruttibili (usura del cerchio a parte), tant’ è che spesso i più famosi wheelbuilders offrono garanzia a vita sulle ruote che assemblano. In caso poi dell’ eventuale rottura di un raggio, difficilmente la ruota si piega a tal punto da dover abbandonare “la corsa” (cosa che ho visto molte volte con le ruote “in serie”, anche le più blasonate. Ricordo ancora durante un 600 quel ciclista fermo a bordo strada appiedato da un raggio rotto delle sue bellissime C24: dopo avergli chiesto se aveva bisogno mi ha risposto che aspettava i suoi amici in macchina che gli avrebbero portato una ruota nuova!). Inutile ricordare che le randonnée sono basate sull’ autosufficienza  e restare in panne potrebbe voler dire l’ abbandono, magari di una prova aspettata e preparata anche per quattro anni.

SON DeluxPoi viene il discorso luci, che per me viaggia di pari passo con le ruote assemblate in quanto sono un fedele sostenitore del mozzo dinamo Schmidt, conosciuto come SON Delux (inizialmente chiamato 20″, ed ora disponibile in più versioni, anche se il Delux rimane il più scelto tra i ciclisti per l’ ottimo compromesso peso/resa/scorrevolezza): ad oggi ritengo quello del mozzo a dinamo il migliore investimento fatto per l’ attrezzatura da rando nel mio equipaggiamento. Il mio risale al 2009, e dopo tanti chilometri macinati è appena stato revisionato in garanzia (che è di 5 anni) in casa madre (faceva qualche piccolo rumore e ne ho approfittato per un controllo): mi è tornato indietro dopo un paio di settimane sistemato e lucidato a nuovo. Una volta rimontato l’ ho accoppiato ad una ruota posteriore con mozzo Shimano Dura-Ace 7900, entrambi su cerchio DT Swiss, per un peso totale di 2kg, 920 grammi la posteriore, 1080 grammi l’ anteriore, un ottimo set per randonnée e non solo.

Mozzo DA 7900

Prezzi: 290/300€ per l’ anteriore con mozzo SON Delux su cerchio Mavic Open Pro (a seconda del colore del mozzo, silver o nero), mentre per la posteriore contattatemi per un preventivo in quanto il prezzo può variare di parecchio in base al mozzo scelto. Le ruote sono assemblate da me personalmente. Per info fabio.vertical@alice.it

Bici da randonnée-Cinelli Gazzetta della Strada

Visto che non passa giorno senza che qualcuno arrivi a questo sito inserendo nei motori di ricerca la frase “bici da randonnée” mi sembra opportuno approfondire l’ argomento con una serie di post dedicati, con un’ analisi (approfondita o meno) sia di quello che offre il mercato, sia di quello che vedo in giro alle randonnée.

Oggi presento uno degli ultimi arrivi al Bike & Climb, la Cinelli Gazzetta della Strada.

Cinelli Gazzetta_1

La prima cosa che salta all’ occhio di questo modello è il prezzo, Con poco più di 900€ di listino ci si porta a casa la bici completa, con tanto di doppi pedali della VP (di quelli di tipo turismo). Il telaio è in acciaio Columbus Cr-Mo con forcella da 1″-1/8, con delle belle saldature e alcuni particolari che le danno quel tocco di classe, come gli occhielli romboidali per i portaborraccia e il bellissimo collarino sella integrato. Da notare la doppia predisposizione per parafanghi e portapacchi (sia davanti che dietro). Il montaggio standard è economico certo, ma non di bassa qualità; il gruppo è uno Shimano 2300, guarnitura compact 50/34 e cassetta a 8v con comandi STI integrati nelle leve freno, niente di speciale ma funzionale. Gli stessi freni sono Tektro, long reach per poter ospitare copertoni da 28mm montati su delle ruote assemblate con mozzi Cinelli/Shimano a 32 fori. Bella la componentistica di alluminio del trittico attacco/piega/reggisella sempre prodotta in casa Cinelli; la sella è la classica San Marco Regal in pelle sintetica, un must degli anni 90 (quella con cui ho fatto la Roma-Bergamo tanto per intenderci!), così come il nastro imbottito in gel, molto morbido al tatto. Unica nota negativa dal mio punto di vista è il portapacchi anteriore, si poteva trovare di meglio.

Con i suoi 12kg la Gazzetta della Strada può essere una buona scelta per chi è alla ricerca di un mezzo polivalente che va dal cicloturismo leggero alle randonné (anche molto lunghe) dai percorsi ondulati dove il peso non è di vitale importanza. La comodità dell’ acciaio verrà fuori sulla distanza.

La bici è disponibile in 5 misure, dalla XS alla XL, rispettivamente 50-53-55-57-59 (al momento abbiamo in casa una M e in pronta consegna ci sono XS-S-XL).

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Mercian “King of Mercia”

La bici della Vale.

 

Giovedì scorso al “Bike & Climb” abbiamo ricevuto la prima attesissima consegna Mercian. 3 telai in tutto che si sono fatti desiderare parecchio (8 mesi abbondanti dal momento dell’ ordine, sintomo che alla Mercian la crisi non c’ è!), due Audax Special (una già venduta) che mostrerò più avanti, e soprattutto la “King of Mercia” di Valentina.

Avevo già organizzato per tempo tutta la componentistica, in parte nuova e in parte recuperata, così lo stesso pomeriggio l’ ho assemblata, e il risultato rispecchia in pieno le aspettative. Ecco i dettagli:

  • telaio e forcella “King of Mercia” mis. 51cm custom, tubazioni Reynolds 725, colore Deep Plum Pearl, predisposizione per il portapacchi posteriore e parafanghi. Dimensione massima copertoni, 32mm;
  • ruote assemblate a mano, cerchi Mavic MA3, mozzi Campagnolo Veloce 32 fori revisionati ( una menzione particolare per queste ruote che sono state le prime che ho fatto. Ormai hanno passato i 10 anni e sono ancora perfette nonostante abbiano girato in lungo e in largo);
  • cambio posteriore e deragliatore anteriore Campagnolo Veloce Triple 9v, cassetta 12-26, comandi Campagnolo Mirage, catena Campagnolo 9v;
  • guarnitura Sugino XD Triple 46/36/24 165mm, movimento centrale perno quadro Shimano 107mm;
  • freni Tektro R538 57mm drop;
  • piega manubrio Nitto Noodle 41cm;
  • attacco manubrio Nitto Technomic 100mm;
  • serie sterzo Tange Levin 1″ filettata;
  • reggisella Nitto S65 Crystal Fellow 27,2mm;
  • sella Selle Italia Lady Diva Gel Flow;
  • copertoni Schwalbe Durano 700×25;
  • nastro manubrio Giant Gel Cork nero;
  • pedali Shimano PD-M540;
  • portaborraccia King Cage.

Ovviamente Valentina è più che soddisfatta, una bici che resterà con noi per moltissimo tempo, degna compagna della mia Audax Special.

Mercian Cycles in Italia

“Bike & Climb rivenditore ufficiale Mercian”

E’ notizia fresca di giornata, arrivata al seguito di una piacevole telefonata con il Regno Unito, più precisamente nel Derbyshire, dove ha il suo quartier generale dal 1946 la Mercian Cycles. Un’ azienda che da oltre 60 anni produce telai in acciaio curati nei minimi particolari, con la maggior parte dei modelli di allora tutt’ oggi presenti in catalogo.

Chi legge il blog di sicuro lo sa, io la conosco bene in quanto la mia bicicletta è una Mercian Audax Special, un modello creato sulle esigenze del ciclista che ama percorrere lunghe distanze, con una geometria apposita e molti particolari dedicati. Ha cambiato il mio modo di vivere il ciclismo e per questo ho fatto uno sforzo per averla come rivenditore, non certo una scelta commerciale dati i ridottissimi margini e, presumo, la  minima richiesta, in un mercato dove-ahimè-la plastica e le mode la fanno da padrona. Di sicuro chi avrà il coraggio di andare un po’ contro corrente non se ne pentirà, scegliendo una bici senza tempo.

In catalogo ci sono svariati modelli oltre alla Audax Special per i quali vi rimando al sito ufficiale. E’ un prodotto su misura e artigianale (ogni telaista alla Mercian produce un singolo telaio alla volta in tutte le sue fasi) e come tale richiede tempistiche molto lunghe: si parla di cinque mesi dal momento dell’ ordine. Tutti i modelli sono fortemente personalizzabili con:

  • geometria del telaio;
  • scelta delle tubazioni (Reynolds 631-725-853-853 Pro Team-931);
  • forcella da 1″ o da 1″ 1/8 filettata o no;
  • ampiezza del passaggio ruota per copertoni da 20/25/28/32mm;
  • predisposizione per parafanghi e/o portapacchi;
  • predisposizione per montaggio luci;
  • portaborraccia extra sotto al tubo obliquo;
  • mozzo posteriore da 125/130/135mm;
  • freni normali o cantilever;
  • forcellini posteriori verticali o orizzontali.

Più un’ infinità di varianti colore, compresa la famosa ripassatura manuale del contorno delle congiunzioni, lavoro che richiede una grande esperienza.

Due Audax Special sono già in ordine, una per un amico (e verrà fuori stupenda, ottima scelta Pietro!) e un’ altra da tenere in negozio, per altri ordini, costi e ulteriori informazioni non esitate a contattarmi, mi trovate al Bike & Climb a Pietramurata, 0464-547007-fabio.vertical@alice.it