Il peso conta?

A 10 giorni esatti dall’ appuntamento dell’ anno faccio alcune considerazioni.

Domenica scorsa ho preso la decisione di non andare a Parigi con la Mercian (la bici con la quale ho fatto tutte le qualifiche) ma di portare la Colnago. Niente sella Brooks, niente acciaio, niente “ruote da rando” (ok, l’ anteriore sarà con mozzo dinamo). Il mio mezzo per affrontare le colline francesi sarà una bici in carbonio da 7kg (non in assetto rando), montata bene come componentistica, con un bagaglio leggero e minimale. Il tema ricorrente è risparmiare peso inutile portando davvero solo l’ indispensabile, e se il meteo sarà favorevole forse anche meno. Una bici da rando italian style. Per fare il tempo? No, ma per farcela nelle 84 ore si.

Poi oggi mi arriva in negozio Gabor, un ciclista ungherese che sabato farà il brevetto permanente Brenta-Ortles. E guardo la sua bici, un mezzo che ben si presta al termine beausage. Ha già all’ attivo una Super Randonnée, giri in Dolomiti e Dio solo sa cosa.

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E mi viene da pensare che tutte le menate che mi sono sempre fatto sulla bicicletta sono inutili, alla fine “ghe voren i garun”.

Comunque in bocca al lupo a Gabor (e tanto di cappello) e se ho tempo prima di partire pubblico la mia kit-list per la PBP.

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Tour de France Randonneur 1978

“Il  racconto del record di Patrick Plaine”

Navigando in rete mi sono imbattuto in un bellissimo documento riguardante il Tour de France Randonneur: si tratta di un file sul quale sono presenti alcuni racconti di chi ha partecipato a questa gigantesca prova. Ero alla ricerca di qualche scritto di Patrick Plaine e ho trovato proprio il diario originale di quello che forse è stato il suo exploit maggiore, ovvero il suo Tour de France Randonneur del 1978 dove ha stabilito un incredibile record che mi sembra sia ancora imbattuto.

Molto bella anche la lettera con un aneddoto rimasto a lungo segreto riguardante il suo 3° Tour, nel 1970, dove salendo al Col du Galibier nonostante la strada sbarrata per neve e trovando successivamente la galleria al colle letteralmente chiusa è stato costretto ad una vera e propria scalata con la bici in spalla usando la pompa come picozza (pensate a farlo oggi con una bomboletta di Co2 :)).

Un bel documento insomma, scaricabile qui (in francese, da pagina 60 il racconto di Patrick): TDF randonneur.

Per chi non lo conoscesse qui un video che parla di lui.

TDF randonneur-001

 

 

Patrick Plaine

Lo scorso Novembre se n’ è andato uno di quei personaggi che tanto avrei voluto incontrare nella mia vita. Purtroppo ho saputo della sua esistenza solo quando ci ha lasciati, con una triste notizia pubblicata sul sito dei Provence-Randonneurs.

Sua nipote nel 2010 ha realizzato un video su di lui (per ora solo in francese, ma mi è stato comunicato che a breve verrà sottotitolato in inglese) che è stato messo in rete proprio oggi. Assolutamente da vedere.

Per saperne di più, qui l’ articolo apparso pochi giorni fa su bdc-forum.

Mettetevi comodi e dedicate un’ ora della vostra vita a Patrick, se lo merita.

Chariot Cougar 2

Post veloce, settimana carica di impegni lavorativi e non. Come avranno notato i miei fedeli lettori manca da un po’ un bel racconto di viaggio. E vi assicuro che manca anche a me. Ma d’ altronde non riesco a fare nulla di particolarmente significativo quest’ inverno, o perlomeno che mi ispiri a scriverne. Mi limito a tenermi un minimo allenato con la fissa (che oltretutto mi diverte!), e a fare qualche giretto il fine settimana senza soffrire troppo, giusto per tenere su il chilometraggio in vista delle prove che verranno-forse.

Ma non sono qui a parlare di programmi del 2012. Il post è dedicato al nuovo acquisto di famiglia, il carrellino da bici della Chariot. Con l’ inverno in pieno corso è ora di pensare a come ci divertiremo tutti insieme io, Valentina ed Eva con l’ arrivo della bella stagione. Il progetto è ambizioso, una ciclovacanza! La meta è ancora da decidere, anche se l’ Olanda è al primo posto della lista. Si tratterà comunque di un viaggio itinerante, niente di organizzato, 10/15gg con tappe da 40/50km che ci daranno modo di prendere le misure con questa nuova dimensione.

Tutto dipende però da come Eva reagirà al trasporto nel carrellino. E così ho fatto l’ acquisto, e data l’ importanza del “bagaglio” io e Vale non abbiamo badato a spese, prendendo quasi il meglio che offre il mercato. La Chariot è il leader nel suo settore, e propone un’ ampia scelta di carrelli per il trasporto dei bambini. Hanno sviluppato un sistema chiamato CTS-Child Transportation System-che consente di trasformare lo stesso carrello per utilizzi differenti tra loro con l’ ausilio di alcuni accessori (trekking, corsa, sci di fondo, bici e passeggino).

La scelta è caduta sul “Cougar 2”, modello che ha un buon rapporto qualità prezzo e si pone nella fascia medio-alta. A diffrenza del modello basico-Cheetah– il Cougar è dotato di un sistema di sospensioni regolabili a bilancere, il tutto a vantaggio del comfort per il passeggero. Il telaio è in alluminio, come tutti i modelli Chariot, e dispone di una borsa extra nella parte posteriore utile a stivare parecchio materiale. Sia sui lati che sulle parti anteriore e posteriore sono cuciti inserti catarifrangenti, più alcune bande fosforescenti che lo rendono visibile anche al buio. Il peso per il nostro modello è di 12.7kg, 2kg in più della versione monoposto, ma abbiamo pensato che qui Eva avrebbe avuto molto più spazio per poter viaggiare in maniera più comoda e serena, avendo anche l’ opportunità di tenere con lei alcuni giochi.

Adesso resta solo da provarlo, la Giant sarà il mulo adibito al traino, ma ci vuole ancora un mesetto almeno, quando le temperature saranno più a misura di bambina 🙂

Il post del venerdì

“Buoni propositi per il 2012”

Solitamente l’ inizio dell’ anno porta sempre ispirazione per una sacco di cose nuove, compresi i buoni propositi. Per quel che riguarda il mio blog ho deciso di scrivere in maniera più regolare nel corso del 2012, almeno una volta alla settimana. E WordPress ci aveva già pensato, proponendo per chi lo volesse (l’ anno scorso) Postaweek, iniziativa per spingere i bloggers a scrivere più spesso.  Calcolando che nel 2011 ho pubblicato 40 post e le settimane nel 2012 sono 52, si tratta di un incremento del 30%, che non è poco (per i più curiosi a questo indirizzo il mio report annuale su WordPress); ma è soprattutto il dare una cadenza fissa agli articoli quello che mi piace di quest’ idea. Il mio intento sarà quello di raccontare le mie avventure come sempre, ma anche approfondire argomenti inerenti il randonneuring, cercando di aiutare chi si avvicina per la prima volta a questo splendido modo di andare in bicicletta, e perchè no, aprire qualche “finestra” anche ai randagi più navigati.

Per quel che riguarda la bici il mio anno nuovo è partito un po’ in sordina, 160km per questi primi 6 giorni, di cui però buona parte a scatto fisso (tra l’ altro hanno pubblicato una prima lista dei più interessanti che hanno concluso il Rapha Festive 500, impressionante, qualcuno ha fatto 1400km!). La mia Rossignoli continua a darmi grandi soddisfazioni, anche con un solo rapporto; ho finalmente trovato il tempo di montare il nuovo manubrio Nitto ed entrambi i freni (grazie Andrea per le splendide leve Campy Record!). I puristi della fissa storceranno il naso, ma ci ho pensato su parecchio e alla fine ho optato per montarli tutti e due. La bicicletta (fissa e non) deve essere funzionale, comoda e sicura, quindi la scelta è venuta da sè. Non escludo di montarle di nuovo i parafanghi. Nel 2012 voglio spingermi un po’ più in la con lo scatto fisso, come ho già detto le foto viste in rete dai reduci della 1001Miglia, LEL, PBP e via dicendo sono pura fonte di ispirazione (è il post dell’ ispirazione o no?) e curiosando ho anche scoperto che nel Regno Unito l’ Audax UK ha addirittura un riconoscimento particolare per chi consegue i brevetti con la fixed.

Insomma, si ricomincia. Sarà difficile eguagliare il 2011 in quanto ad emozioni ma ci proverò, buona befana e buon anno a tutti.

Video Paris-Brest-Paris

Ieri sera sul blog di Bike Quarterly ho trovato un film sulla recente PBP. “Sur la route de l’ extreme”, di Sandrine Lopez e Philipe Dupuis, andato in onda sulla tv francese la scorsa settimana. Una finestra sulla duplice facciata che questa corsa implica, uno spaccato sulle fatiche, le sofferenze, le motivazioni che la rendono così magica e irripetibile. Una corsa che ognuno dovrebbe provare per capire di cosa significa. Da vedere. E da pedalare, tra quattro anni.

“Sur la route de l’ extreme” via Bike Quarterly. (se non si apre in automatico la finestra di download cliccare con il tasto destro del mouse sul link e salvare o scaricare il documento collegato. Sono 155MB quindi il download durerà un po’).

Mettetevi comodi e godetevi questo spaccato sulla regina delle randonnée. Solo in francese, ma ne vale la pena.

Buon randonatale!

Con il Natale alle porte è tempo di vacanze, grandi mangiate e naturalmente pedalate! Qualcuno sarà già impegnato nel Festive 500 (qui il contributo dell’ anno scorso), dal canto mio quest’ anno ho deciso di saltare visti gli impegni familiari 🙂 Mi limito a far girare la gamba nel tragitto casa-lavoro, anche se devo ammettere che il rientro notturno non è dei più piacevoli. Ma alla notte il randagio è abituato, quindi…

 

 

Il progetto Randonneurs Trentino Alto-Adige è in rampa di lancio. Con i primi di gennaio dovrei riuscire a pubblicare il sito che ospiterà tutte le informazioni riguardanti la Randonnée delle Dolomiti di Brenta, ad eccezione del road-book che verrà redatto più avanti. Per ora si può già trovare qualcosa sul sito Audaxitalia.

Buon Natale a tutti i miei lettori e felici pedalate!