La tradizione del Rapha Festive500

Alla fine di ogni anno ci sono sempre due eventi che cerco di portare a termine. La randonnée del Solstizio d’ Inverno e il Rapha Festive 500.

Mentre la prima in un modo o nell’ altro rientra nelle mie corde, devo ammettere che il Festive mi dà sempre del filo da torcere. 500km da fare in otto giorni sono la distanza doppia di quello che percorro abitualmente; se poi ci aggiungiamo il meteo invernale sempre imprevedibile e quest’ anno l’ impossibilità di uscire dalla provincia di Trento per via del lockdown (e addio alle tiepide temperature del lago di Garda), il discorso si complica. Nota positiva di questa edizione è che le mie ferie coincidevano, quindi la gestione delle uscite è stata più semplice.

Decido a priori che Trento sarà il giro di boa di tutte le mie uscite. Andare e tornare sono circa 100km, quasi tutti su pista ciclabile e il dislivello è ridotto al minimo. Cerco di non complicarmi la vita, sarà già difficile finirlo. Abbandonando per un po’ i giri con dislivello positivo avrò modo così di godermeli quando sarà più caldo, la montagna necessita di rispetto. Qualcuno potrebbe pensare alla monotonia di percorrere sempre le stesse strade (e un tempo lo credevo anch’io), in realtà per me quello che conta ora è stare semplicemente all’aperto ad assaporare la pienezza dell’inverno con quel senso di solitudine che permea le valli in questo periodo, e la mia bici è il mezzo perfetto per farlo.

Complice la rottura di un raggio alla ruota della Scott qualche giorno prima dell’ inizio del Festive, sarà la Thorn Audax a tenermi compagnia in queste uscite, una bici in acciaio classica da randonneur. E a posteriori posso dire che sia stata la scelta azzeccata viste le pessime condizioni trovate negli ultimi due giorni. Avere dei parafanghi completi ha fatto la differenza.

24 Dicembre 2020, giorno 1 del #Festive500: la pioggia.

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Gli inglesi la chiamano drizzle, la pioggerella. E’ un po’ inaspettata, o almeno non così da subito. Speravo sarebbe arrivata più tardi, tanto che all’ inizio sono quasi tentato da rientrare a casa. Ma vado avanti lo stesso, “vedo come và” mi dico e tiro dritto. Non fa freddissimo e per fortuna sono vestito bene, tanta lana merinos (anche i pantaloni) e le scarpe invernali. La pioggià và e viene tutta la mattina, concedendomi una tregua proprio a Trento dove riesco a fermarmi al volo per mangiare qualcosa di diverso dalle solite barrette: oggi ho con me il tipico Kerstol che a casa nostra in questo periodo non manca mai essendo mia suocera olandese. Una delizia! Ovviamente a complicare questo Festive visto il lockdown Natalizio tutti i bar sono chiusi, quindi impossibile scaldarsi con una buona tazza di caffè, bisognerà tenerne conto.

Rientro bagnato e stanco, ma domani è Natale e si riposa, una e fatta.

26 Dicembre 2020, giorno 3 del #Festive500: il vento.

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Alle 07:30 sono in strada, giusto in tempo per vedere il sole che illumina la cima delle montagne innevate. Uno spettacolo. Giornata strepitosa e serena, ma a caro prezzo in forma di vento da nord. Raggiungere il giro di boa è dura, a tratti viaggio sotto i 20km/h in pianura, ma quando finalmente mi giro sono ripagato dallo sforzo profuso. In quello che mi sembra un attimo rientro a casa, allungando di qualche chilometro a Pratosaiano insieme ai bambini e alla Vale fuori per una passeggiata.

27 Dicembre 2020, giorno 4 del #Festive500: il freddo.

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Il cielo sereno pervenuto ieri ha portato un abbassamento della temperatura considerevole. Il termometro sul balcone segna 0°, il che vuol dire che nel freezer di Loppio/Mori sarà sottozero. Mi aspettavo -3°/-4°C ma quando ho visto il Garmin segnare -8.6°C ci sono rimasto male. Poco dopo Mori vedendo che la situazione non migliora decido di indossare anche dei copri pantaloni a 3/4 che mi sono portato. La giacca in piuma di emergenza resterà invece nella borsa. Per fortuna ieri sera ho deciso di montare i Bar-Mitts sul manubrio che si sono rivelati un vero salvavita per le mie mani e che credo rimarranno montati per il resto dell’ inverno.

Temperatura massima toccata oggi 2°C.

30 Dicembre 2020, giorno 7 del #Festive500: la neve.

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I due giorni di riposo erano stati calcolati a priori causa lavoro. I 50cm di neve caduti ovunque in questo lasso di tempo no. Fino all’ ultimo sono stato insicuro sul da farsi. Non ero convinto di riuscire pedalare per strada con queste condizioni. Ciclabili chiuse ovviamente e manto stradale ridotto dalla neve spostata a bordo strada. Per di più oggi è una giornata “arancio” e quindi con maggiore traffico veicolare a complicare le cose. Alla fine trovo comunque la voglia di provare, anche se aspetto ad uscire un’ ora in più del solito. La meta resta sempre Trento, ma stavolta seguendo la SP90 Destra Adige che non dovrebbe essere troppo trafficata. Il problema è valicare Passo San Giovanni dove la chiusura della ciclabile mi obbliga a restare su alcune tratte vietate alle bici. Per fortuna fila tutto liscio e da Mori in avanti non ho più nessun problema (ad eccezione di Pomarolo dove mi tocca smontare di sella per alcuni metri causa neve in strada). Per allungare un po’ transito dal Duomo di Trento, poi rientro sui miei passi senza grossi problemi fino a casa.

31 Dicembre 2020, giorno 8 del #Festive500: il sole.

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Ok, ultimo giorno. Stanco. Fisicamente e mentalmente. Mi è piombata addosso quella sensazione che ben conosco. Quel “non voglio ma devo” tipico delle ultime giornate del Festive che mi fa capire quello che passa nella testa di chi è obbligato ad allenarsi sempre, like a pro. Quest’ anno poi non c’è neanche la toppa….vabbè.

Il freddo. Oggi sarà il problema numero uno. Come esco me ne rendo subito conto. La strada della Mala dietro Passo San Giovanni è completamente ghiacciata, uno strato sottile e trasparente che rende difficile il passaggio. Poi come scendo su Loppio la temperatura cala di colpo drasticamente, raggiungendo un nuovo record per me: -9.1°C. Tutto diventa impercettibile. Quando finalmente il sole raggiunge il manto stradale opto per una deviazione di percorso per non andare ancora in zone d’ ombra. Ripiego verso sud per un breve tratto che ripercorrerò due volte. La temperatura resterà comunque sottozero per quasi tre ore. Verso il finale mi riprendo un po’, il fisico reagisce e riesco di nuovo a mangiare qualcosa. Loppio ora ha decisamente un altro aspetto con quasi 10 gradi in più!

All’ ora di pranzo sono a casa, stanco ma felice per questo risultato mai scontato. Un altro Festive andato a segno, ma soprattutto ho ritrovato un po’ di stimolo e di fiducia in me stesso in vista dell’ anno nuovo e delle sfide che porterà (RRTY in primis!)

Qualche dato del mio Rapha Festive 500 2020:

  • Partecipanti: 241.624!
  • Distanza: 501,6 km
  • Tempo in movimento: 20h 52m
  • Dislivello complessivo: 2.943 m
  • Tempo complessivo: 23h 15m

Con questo sono a quota 6 Festive conclusi, compreso il primo in assoluto di Rapha del 2010 di cui vado particolarmente fiero (94 finisher solamente, ai tempi in pochi ancora conoscevano il brand): 2010-2013-2016-2017-2019-2020. Se volete leggere le mie vecchie esperienze le trovate a questo link.

Buon anno e buona strada a tutti!

Un Bondone invernale

Il 2019 è l’ anno della Parigi-Brest-Parigi, come tutti sanno, che ovviamente è anche il mio obbiettivo ciclistico di questa stagione. Se però riesco a iscrivermi. Ad oggi infatti sono rimasti solo un migliaio di posti disponibili, e con il mio 300 di pre-qualifica ho ancora qualche speranza di farcela. Lo scoprirò il 25 Febbraio.

Meglio comunque prepararsi, che tanto se non è la PBP qualcosa di alternativo lo si trova sempre.

Domenica ero libero, e cogliendo l’ occasione di una gita in famiglia sulla neve alle Viote del Monte Bondone, ho deciso di raggiungerli in bici. Febbraio, mattina presto, salita dal versante Nord, temperature rigide, la mia bici leggera in manutenzione ecc. ecc., tutte scuse per una testa che forse ha perso un po’ di abitudine a quelle sane strusciate che in fin dei conti sono quello per cui vado ancora in bici. E come poi si è visto, tutte scuse inutili.

Sì, a salire ci abbiamo messo 3 ore da casa (con me anche Carlo, e grazie perché se non fosse stato per lui con tutta probabilità mi sarei rigirato nel letto), sì, era freddo (sottozero in valle e sulla salita 2/3 gradi sopra massimo), sì, ho fatto una bella faticaccia, ma ne è valsa davvero la pena. L’ essenza del ciclismo invernale, come ha scritto poi Carlo in un suo post su Instagram.

E’ stata poi la molla che mi ha fatto pensare: ” SI PUO’ FARE”. Così dopo un paio di giorni sono pronto per la replica con il Passo Bordala. Altri orari ma soprattutto altre temperature! Comunque la caccia alle salite è aperta, per fortuna. E mi viene da pensare perché ho aspettato così tanto…

Obbiettivi 2018

Ok, tempo di scoprire le carte, con la speranza che questo post mi aiuti a fare chiarezza e a dare un quadro ai tanti progetti in mente.

Il 2018 è l’ anno che precede la Parigi-Brest-Parigi, anno di pre-qualifiche, ovvero maggiore sarà la distanza pedalata in un singolo evento omologato ACP, prima ci si potrà iscrivere il prossimo anno all’ olimpiade del cicloturismo. Saltata l’ idea di prendere parte alla Alpi 4000 ho deciso di accorciare la distanza a 600km garantendomi così un posto per Parigi.

Inoltre ripropongo un brevetto da 300km su un percorso simile a quello affrontato nel 2013 che si chiamerà “Giro del Lagorai” e che andrà ad aggiungersi alla ormai classica “Dolomiti di Brenta” sulla distanza dei 200km. Due brevetti entrambi proposti con la mia nuova società Audax Club Arco che seppur semplici come organizzazione mi porteranno via parecchio tempo (per info e iscrizioni visitate qui per il Brenta e qui per il Lagorai).

Il 2018 per me sarà l’ anno dei grandi dislivelli, o almeno ci proverò. Ecco quindi svelati i miei progetti.

  • Febbraio: un brevetto DIY da 200km o la rando del Lago d’ Iseo del Team Testa il 25;
  • Marzo: Dolomiti di Brenta pre-ride, 200km +3500mt dsl;
  • Aprile: Giro del Lagorai pre-ride, 300km +4400mt dsl;
  • Maggio: Rando Imperator, 600km +3800mt dsl;
  • Giugno: Brenta-Ortles, 400km +8000mt dsl+ GF Sportful, 200km +5000mt dsl;
  • Luglio: Super Randonnée delle Dolomiti, 600km +13000mt dsl;
  • Settembre: Ötztaler Radmarathon (se mi prendono), 238km +5500mt dsl.

Va da sé che la preparazione e il raggiungimento degli obbiettivi sarà di pari passo ed in crescendo, valutando di volta in volta se tentare lo step successivo. Per questo motivo ho deciso di seguire un programma di allenamento che mi aiuterà nella crescita progressiva fisica, ma soprattutto manterrà alta la motivazione/concentrazione.

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PREPARAZIONE LEL GIUGNO 2017

705km, 13.442mt dsl.

Un mese di scarico, il chilometraggio sembrerebbe basso ma in realtà è in linea con gli altri mesi calcolando una settimana al mare di vacanza dove non ho portato la bici.

Il mese è iniziato con la mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta, brevetto ufficiale Audax da 200km che ormai organizzo -e pedalo- dal 2012. Una trentina di partecipanti al via, fatta in gruppo con i ragazzi dell’ Audax Club Arco. Per il 2017 percorso rinnovato e facilitato, circa 1000mt di dsl in meno, anche se sinceramente il vento contro trovato in Val d’ Adige negli ultimi 50km non ha reso la vita facile a nessuno. Per il prossimo anno con molta probabilità si ritornerà al tracciato classico, più duro ma più suggestivo. Il mancato passaggio del lago di Molveno di quest’ anno ha tolto parte della spettacolarità di questa randonnée.

La settimana successiva mi sono concesso un giro fenomenale con molto sterrato. Poi è arrivata l’ ondata di caldo. Tanti giri in pianura durante la pausa pranzo lungo il lago testando la nuova sella: ho montato una Brooks Swift Titanium, modello che avevo già usato in passato. Come tutte le Brooks il cuoio necessita di un periodo piuttosto lungo di “rodaggio”, spero di farcela durante questo mese ad ammorbidirla per bene….

Rientrato dal mare avevo voglia di montagna! Due bei giri dove il dislivello ha prevalso sul chilometraggio: dopo un Monte Velo + Ballino infrasettimanale mi sono avventurato in un percorso già affrontato in passato: un anello comprendente l’ ascesa al Passo Fittanze della Sega (una delle salite più dure del trentino) e del Monte Baldo. Una giornata splendida che mi ha fatto riavvicinare alla montagna, cosa di cui avevo ampiamente bisogno. La scalata di un passo in sella alla propria bicicletta fa parte della mia visione che ho del ciclismo e la preparazione alla Londra-Edinburgo-Londra me ne aveva fatto allontanare (più km che dsl). La solitudine e la sfida contro la natura, il caldo, il freddo, la pioggia. La battaglia psicologica contro il proprio io che si ribella alla fatica estrema. Ma poi valichi e tutto svanisce, rimane solo quella sensazione di libertà e conquista che ti riempie, prima di lanciarti nella discesa a ruota libera.

Così mi sono sentito giovedì al Rifugio Graziani, 1600mt slm. Dopo oltre 10 ore che spingevo sui pedali. Da solo con la montagna, una sfida unica ed inimitabile che continua ad appassionarmi.

PREPARAZIONE LEL MAGGIO 2017

1484km, 11509mt di dislivello.

Maggio è il mese del carico, quindi previsti due lunghi al posto di uno.

Dopo qualche giretto solito tra pausa pranzo e uscite serali con l’ Audax Club Arco provo con un 400km DIY. In programma lago di Garda più Tonale che però non andrà in porto causa tempo pessimo in quota. Cambio il tracciato in corsa e ne viene fuori una bella distanza di di 340km con Lago di Garda e Iseo.

E’ con questo giro però che mi rendo conto che la Colnago non è sufficientemente comoda per me.

Come alternativa opto per la Genesis Equilibrium (seguirà post dedicato) che mi permette di mantenere tutta la componentistica cambiando solo il kit telaio/forcella. Il risultato è sorprendente.

Dopo breve test ride scatta il secondo lungo del mese programmato, una distanza di 600km sempre in forma DIY in compagnia di Andrea. La traccia prevede il percorso dell’ Edelweiss Rando 400 di Musseu con partenza da casa: Valle del Sarca – Val d’ Adige – Brennero – Valle dell’ Inn – Passo Resia – Merano – Bolzano – Val d’ Adige.

Con alti e bassi ce la siamo portata a casa (Andrea allungando lievemente il percorso via Ofenpass) anche se con una tempistica (personalmente) maggiore di quella consentita Audax-mode: sul finire della prima giornata alcuni problemi di stomaco mi hanno costretto ad una sosta più lunga in albergo (ho dormito 7 ore, lusso esagerato durante un brevetto di questo chilometraggio).

Il mese è servito anche a capire bene cosa utilizzare a Londra come sella e bagaglio. La Fizik Aliante montata fino ad ora risulta troppo scomoda su percorsi così lunghi, mentre le borse da bikepacking continuano a non convincermi al 100%. Ritornando sull’ acciaio con la Genesis,  va da sé che in Inghilterra andrò con l’ ormai accoppiata vincente Brooks + Carradice, per un total look made in UK che spero mi porti bene.

 

Preparazione LEL Aprile 2017

976km, 13256mt dsl.

Non riesco a superare quota 1000km ma devo accontentarmi così.

La nota stonata però di questo mese di preparazione è la perdita del lavoro fatto da Novembre ad oggi per l’ ottenimento del “brevetto” Randonneur Round The Year. Nonostante abbia infatti portato a termine una distanza di 300km ad inizio mese non l’ avevo dichiarata a priori ad Audax UK, facendo affidamento sulla mia partecipazione al 400km di Corsico poi saltato. Quindi per la toppa mi tocca ricominciare da capo 😦

Per il resto 3 uscite intorno ai 100km, 3 uscite serali del giovedì con l’ Audax Club Arco e tanti giri più corti da pausa pranzo o pre-lavorativi.

Quota bici invece ancora in discussione.

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Preparazione LEL Marzo 2017

963km, 11872mt dsl.

Un brevetto di 200km in stile DIY ai primi del mese. Alcune strade e salite nuove per un giro che mi ha messo alla prova (temperature sotto zero al mattino e un dislivello prossimo ai 3000mt).

Poi un po’ di salite, Ballino, Velo, Udalrico e Forra, e anche riscoprire il piacere di pedalare lungo il lago di Garda prima che si affolli di turisti.

A fine mese mi fa visita l’ influenza intestinale, anche se in forma breve, e sono costretto a modificare i piani e ad annullare il secondo lungo.

Poi ci sono importanti novità ma ne parlerò più avanti, tempo permettendo 😦

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Preparazione LEL Gennaio / Febbraio

1408km, 12600mt di dislivello.

Ok, ammetto che avrei prima dovuto parlare del fatto che mi sono iscritto alla Londra-Edimburgo-Londra e che quindi questo sarà il mio obbiettivo principale del 2017; in maniera abbastanza fortuita (grazie alla mia appartenenza ad Audax UK) sono riuscito a registrarmi in anticipo rispetto all’ apertura delle iscrizioni. I pochi posti a disposizione sono stati bruciati in pochi minuti e quindi ora, dopo aver pagato la mia bella quota di € 380,00!! faccio ufficialmente parte della start list. Quindi sarà meglio pedalare se voglio sperare di concludere questi difficili 1400km no stop attraverso il Regno Unito.

Concludo questi primi due primi mesi di preparazione con due brevetti DIY da 200km, uno in Gennaio e uno in Febbraio, quest’ ultimo faticato più del dovuto per mancanza di altre uscite sopra i 50km. Quindi da adesso mi impegnerò ad allungare un po’ almeno una volta a settimana visto che comunque le temperature stanno salendo, il che mi faciliterà la vita nel caso volessi fare partenze pre-alba come mio solito.

Quota bici per ora risolta con la mia Colnago CLX-3.0 in carbonio alla quale sto facendo alcuni aggiustamenti “randoorientati”, soprattutto sella dove al momento pare avere la meglio (almeno fino a 11/12 ore) la Fizik Aliante. Da sistemare ancora luci e borse. Ma della preparazione tecnica parlerò più avanti, così come della pianificazione per l’ evento.

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Rapha #festive500 2016

2010, 2013, 2016. Neanche a farlo apposta ma sono riuscito a chiudere un Festive 500 ogni tre anni. Impegnarmi per il prossimo nel 2019 non mi pare male come idea, vista la fatica fatta per chiudere questo.

Con le condizioni climatiche che stiamo vivendo da ormai lungo tempo nell’ area Nord-Est dell’ Italia non si tratta certo di un Festive epico. Avevo pensato a una cosa un po’ diversa per rendere il challenge più interessante ma poi durante il corso della settimana le gambe hanno deciso diversamente. Ed ho finito per concludere la prova con un senso di insoddisfazione mista a non-appartenenza per quello che stavo vivendo.

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Ogni mio Festive è sempre stato caratterizzato da una settimana lavorativa, che tradotto in parole povere significa incastrare molte uscite durante la pausa pranzo, di certo non la pedalata più stimolante che si possa fare. Due lunghi e cinque uscite corte, un giorno di riposo (Natale): il classico giro del Bondone, con la scalata da Garniga, in una giornata eccezionalmente calda (13° a 1500mt di quota!) e il giro del Lago di Garda, il Monte Velo e il Ballino, poi tanto lago, a cercare un po’ di pianura quando ormai le gambe non giravano più.

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500km in una settimana è la distanza doppia di quello che percorro normalmente, e alla fine ho provato quella sensazione di essere ai “lavori forzati” che avevo già provato in passato sempre con il Festive500, un tour de force più da professionista che da randagio. Ma va bene così, è andata, un modo intenso per concludere in sella il 2016, e con 11.300km fatti non c’ è certo da lamentarsi!

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Due belle giornate in montagna

Nel giro di una settimana ho avuto l’ occasione (ormai rara!) di avere due giornate libere da poter dedicare alla bici. Da randonneur quale sono per “giornata libera” intendo proprio tutto il giorno, che tradotto in termini ciclistici significa partire all’ alba e tornare per cena. No, niente notti in sella. Avevo l’ opzione per fare un giro molto lungo, 400km, in una delle due giornate, ma poi ho preferito scegliere percorsi più corti e più vicini a quello che andrò a fare a fine mese, la Oetzy.

Prima uscita, Mercoledì 10 Agosto 2016: Passo Udalrico-Viote Monte Bondone-Vigolo Vattaro-Menador-Passo Cost-Passo Sommo-Serrada.

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Visti i forti temporali della notte protratti fino al mattino opto per una partenza non consona al mio stile: monto in sella poco prima delle 10:00. Come sempre ho tracciato il percorso in precedenza su Openrunner, quindi so cosa mi aspetta. L’ idea è quella di partire seguendo le tracce della Super Randonnée delle Dolomiti nelle sue due prime salite, per poi deviare verso una scalata a me sconosciuta, il Menador.

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Il Bondone da Lasino lo conosco a menadito ormai, ma se si calcola anche il Passo Udalrico diventa comunque un’ ascesa lunga e impegnativa. Il cielo rimane coperto per tutta la salita con una forte umidità che mi fa rimpiangere di non essermi vestito di più. Per fortuna ho i manicotti e la ventina, anche se sono costretto a infilarli già da Lagolo in fase di salita. In cima sbuca il sole a scaldare un po’, Discesa molto tecnica su Garniga Terme e sono in Valle dell’ Adige.

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Taaac, foratura anteriore. Mi fermo e cambio la camera: valvola saltata, forse colpa del surriscaldamento del cerchio sulla discesa. Ero convinto di averne due nel borsello ma ne ho solo una, spero nella sorte e continuo “a secco”.

Nda: ricordarsi di portare una pompa migliore dell’ attuale mini-mini-mini pompa. Arrivato a casa ho realizzato che la pressione massima raggiunta di gonfiaggio è stata 4 Bar!

Su Vigolo Vattaro esce il sol leone; le rampe iniziali sono importanti e mi cuocio per benino. In cima mi fermo in un baretto a mangiare qualcosa e incontro un cicloturista stracarico con una bella bici vissuta. Per me coca e barretta, per lui birra media. A voi il giudizio sulla scelta migliore.

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L’ antica strada Kaiserjägerstraße, detta anche Menador, sale da Caldonazzo e porta alla località di Monterovere e proseguendo all’ altipiano di Lavarone. Non c’ è un valico vero e proprio da conquistare al termine della salita ma merita lo stesso per durezza e spettacolarità del tracciato. La strada in alcuni punti non supera i due metri di larghezza e presenta molti punti a sbalzo nel vuoto e alcune gallerie strettissime scavate nella roccia. Inoltre offre un panorama mozzafiato sul lago di Caldonazzo e tutta la vallata.

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Fa parte del progetto “Le Grandi Salite del Trentino”, quindi è presente una cartellonista dedicata con pendenza e altimetria: ve lo dico, leggere quel +12% di pendenza media al penultimo chilometro fa male davvero!

In cima sono vuoto, per fortuna a Lavarone trovo una pasticceria che con due fette di ottimo Strudel mi da la forza necessaria per svalicare Passo Sommo e Serrada. La lunga discesa su Rovereto è fantastica, con un bel colpo d’ occhio sulle Piccole Dolomiti. A Loppio il temporale mi rovina un po’ la festa, per fortuna senza scaricare del tutto.

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Seconda uscita, Martedì 16 Agosto 2016: Passo Crocedomini-Colle San Zeno-Passo del Santellone-Passo del Termine

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L’ ultima volta che sono salito al Crocedomini l’ ho fatto insieme a Valentina: quindi calcolando che Eva, la nostra figlia più grande, ha cinque anni compiuti, è un bel po’ di tempo. E il tempo cancella le fatiche dalla memoria. Si, perché il Crocedomini è un vero gigante da scalare: 30km di ascesa per 1500mt di dislivello in un’ unica tirata, da perdere la testa. Come la scorsa settimana parto in mezzo alle nuvole e su asfalto bagnato; questa volta però sono stato previdente e ho portato la borsa al telaio Apidura per stivare qualche capo di abbigliamento extra.

C’ è poco traffico in giro, d’ altronde è ancora presto; stamattina sono riuscito a partire per le 07:00, però a differenza del solito ho aggiunto al percorso un’ ora di macchina fino a Storo. Di solito preferisco partire da casa in bici, ma ormai se voglio esplorare un po’ di posti nuovi senza sobbarcarmi ogni volta una distanza Audax importante è il compromesso da accettare.

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La scalata da questo versante è molto incostante, alternando tratti molto duri ad altri di più respiro; poi  giunti a Gaver, a 1500mt circa di quota, il manto stradale si stringe notevolmente come di solito accade quando si raggiungono queste quote: lo scollinamento avviene in discesa dopo aver superato altri due colli, fattore che la rende interessante anche da un punto di vista di “caccia ai colli” per il Club des Cent Cols.

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In cima sono abbastanza cotto, più di quello che mi aspettavo. Decido comunque di provare il giro, non ho voglia di tornare indietro dalla stessa strada.

La discesa è tremenda, l’ asfalto pessimo e la visibilità scarsa dovuta al continuo entrare/uscire dal bosco non mi fanno decollare la velocità media come di solito.

Con un lungo tratto di trasferimento praticamente sotto forma di linea retta, arrivo al Lago d’ Iseo dove inizia la seconda salita di giornata, il Colle di San Zeno, 20km di pendenze costanti tra il 7% e il 10%. Salita molto esigente, esposta al sole nella prima parte, più ombreggiata nella seconda. A metà sono obbligato a fermarmi in cerca di rifornimenti: mi sono alimentato poco da questa mattina e ora ne pago le conseguenze. Per fortuna trovo un bar aperto quando mancano 5km alla vetta: coca e gelato, un po’ di zuccheri per il rush finale!

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Altra discesa terrificante e altro gelato prima dell’ ultima salita: 5/6km fino alla Bocca d’ Ardole per poi proseguire in costa con un susseguirsi di saliscendi e scollinare definitivamente al Passo del Termine. Faccio la salita in compagnia di un ciclista locale, il caldo e la fatica bussano alla porta ma il fisico regge bene.

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Mi aspetta una discesa che vale tutta la fatica fatta fino a qui. La strada scende a mezza costa con una serpentina costante di curve, tecnica e veloce, asfalto medio e una spettacolare vista sulla valle interna verde e selvaggia, attraversando piccoli paesi che sembrano dimenticati. Ecco quello che cerco, scenari diversi da quelli a cui sono abituato, ecco cosa mi piace del mondo Audax, la sua parte esplorativa è alla base per me. Stesso discorso per il Club Cento Colli: se penso a quanti posti fantastici ho scoperto per “cacciare” un colle!

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Purtroppo a -20km dalla fine si inizia a intravedere un cielo nero come la notte, di quelli che spaventano. Tengo d’ occhio le auto che mi vengono incontro per capire quando sarà ora di fermarsi a mettere la giacca. Poi il diluvio si scatena, ultimi chilometri sotto un temporale epico e finalmente arrivo alla macchina.

Due belle giornate piene, come non ne facevo da tempo. 4 colli nuovi aggiunti alla lista e zone nuove esplorate. Adesso tempo di vacanze e girate un po’ più leggere fino all’ appuntamento di fine Agosto.