Il "mio" 200k di Nerviano

Suona la sveglia, 4 del mattino. Poco più di tre ore di sonno. Eh si, perchè come al solito mi sono ridotto alla sera prima per fare le ultime cose(con estrema gioia della Vale), tra le quali montare un paio di copertoni nuovi sulla Freccia Celeste, dei Continental Grand Prix 4000 da 25mm, e sostituire la catena che aveva fatto la sua strada.
Alle 5 sono pronto e trovo Michele, randonneur arcense, ad attendermi sulla porta. Siamo puntuali, si parte, direzione Brescia est dove ci incontriamo alle 6 con Musseu e con un amico, Mauro, suo compagno di avventure alla Super Randonnée di Cuneo e alla 1001 Miglia. Riusciamo a far stare tutte le biciclette sul furgo e partiamo in direzione di Milano. Sono le 7 e 30 quando arriviamo a Nerviano, punto di partenza di questa randonnée, e come avevano detto le previsioni meteo piove. La cosa non mi preoccupa più di tanto, sono attrezzato bene con giacca in Gore-tex e parafanghi, perciò il morale rimane alto, e penso che sarà un ottimo test per la LEL, dove questo tempo potrebbe farla da padrone.

Il dream team ai preparativi, da sx Mauro, Michele e Giorgio
Viale Kennedy è tutto un via vai di ciclisti di ogni specie, dai randonneurs ultra navigati a quelli meno esperti come me, passando dai granfondisti incalliti, gli unici(o almeno credo)presi a spalmarsi olii di vario genere sulle gambe!

Una volta regolarizzate le nostre iscrizioni, prendiamo le biciclette e partiamo, non prima di aver fatto timbrare le nostre carte de route.

La partenzaUn “buon viaggio” detto prima di partire da un signore dell’ organizzazione spiega in due parole il vero spirito di queste manifestazioni. E con il sorriso sulle labbra do il primo colpo di pedale di questa grande avventura.
Il nostro gruppo è formato da una decina di persone, tutti amici di Giorgio e Mauro; io e Michele siamo i meno esperti del mondo rando, gli altri hanno all’ attivo anni di esperienza, Parigi-Brest-Parigi, 1001 Miglia, Super Randonnée e svariati 600k! Con una compagnia così mi sento in una botte di ferro. Dopo alcuni km vedo che l’ andatura si attesta sui 32/35kmh ma siamo ancora in tanti e si va via bene senza troppa fatica. Intanto la pioggia aumenta, e al primo controllo, al km 47, i miei copriscarpe hanno smesso di funzionare e i piedi navigano nell’ acqua. Timbriamo la carta e in un attimo si riparte.

Il primo controllo La media è sempre alta, forse in una giornata di bel tempo avrei preferito prendermela più comoda, ma oggi va bene così, e poi è tutta scuola per il futuro. Con l’ acqua che viene giù non si riesce a godere troppo del panorama e si pensa solo a fare strada; aiutati anche dalla segnaletica dipinta per terra arriviamo veloci al secondo controllo, dove troviamo anche un ristoro. Il procedimento che seguo è questo: prima timbro il cartellino, poi i bisogni(nel limite del possibile), mangio e mi metto qualcosa nella tasca della maglia preso dalla borsa manubrio per alimentarmi in corsa.

Uno dei rari momenti in cui non pioveva

Si riparte. Giro di boa. Ora siamo solo noi, facciamo gruppo compatto, l’ andatura è sempre alta, alcuni si sobbarcano gran parte del lavoro in testa, Giorgio è tra questi, è quasi sempre davanti e ci resta per lunghe tratte, per di più sembra sempre di avere il vento contro. Io un po’ ci provo a tirare, ma quando capito davanti resisto solo per poco tempo, le gambe bruciano e sono costretto a sfilare. Ma sono contento lo stesso, sinceramente non pensavo che avrei resistito con loro per tutta la rando!

Il controllo segreto
Al km 170 controllo segreto, mi perdo via un attimo di troppo e quando me ne accorgo gli altri sono già partiti. Cerco di fare in fretta, ma litigo pure con la borsa manubrio che non si vuole chiudere(###!!!)e quando riparto mi ritrovo solo, li vedo in lontananza, spingo sui pedali ma non vado, le gambe accusano l’ andatura che ho tenuto tutto il giorno, sono in crisi, e sono solo, a 30k dall’ arrivo. Si impara anche adesso. Poi come una luce in fondo al tunnel ecco il grande Michele(grazie mille davvero!)che mi ha aspettato insieme ad un altro ragazzo di Arco, Tiziano, recuperato all’ ultimo controllo. Mi sono sembrati i 3k più lunghi di tutta la vita, ma quando li raggiungo il morale sale di nuovo. La gamba però è sempre quella di prima, ma c’ è super Michele, gran passista, che ci traina tutti ai 30kmh(nell’ ultimo tratto abbiamo recuperato anche un’ altro randonneur)fino all’ arrivo sotto una pioggia battente dove ritroviamo Giorgio e Mauro. Alle 16:05 siamo a Nerviano, 7h di pedalata e una ventina di minuti di soste, per me un record. Doccia calda, un bel piatto di pasta offerto dall’ organizzazione(incredibile con solo 10 euro d’ iscrizione)e dopo una promessa di gemellaggio con gli amici piemontesi(noi si va a fare la rando di Cumiana, loro vengono a fare il Tour dell’ Ortles)ripartiamo verso casa.
Un ‘esperienza bellissima, che senz’ altro ricorderò per parecchio grazie anche al tempo inclemente. Ho avuto modo di conoscere l’ umiltà di tanti randagi. Umiltà, è proprio la parola giusta. Perchè lo fai per passione, perchè lo fai per te stesso, perchè lo fai per condividere bei momenti con persone eccezzionali. Grazie a tutti. Davvero.
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Test sul Passo Santa Barbara

Mercoledì a mezzogiorno è arrivato il momento tanto atteso durante quest’ ultima settimana. La sera di martedì sono rimasto chiuso nel box fino a mezzanotte per finire di montarla, ma finalmente la Roubaix è pronta!

La sella Brooks le da un tocco particolarmente rando
Alla mattina sveglia presto per andare a ritirare la nuova divisa del Trentino-Bike dalla Roberta di Leoni cicli, poi a lavoro ed ecco, pausa pranzo, si va! E quale miglior test se non il Passo Santa Barbara? Quest’ anno dovevo ancora farlo, ed ho colto l’ occasione al volo. La giornata è splendida, sono emozionato come un bambino quando scarta un pacco regalo, clic-clac, le scarpette si agganciano ai pedali e si parte; opto per un breve riscaldamento sulla maza fino a Nago e mi accorgo subito dell’ enorme differenza che passa tra il mio vecchio telaio in alluminio e questo, e ripenso a tutti gli stupidi dubbi che avevo sul carbonio. Mi devo ricredere. La bici è incredibile, il telaio assorbe le vibrazioni meglio della Freccia Celeste che è in acciaio, merito anche degli elastomeri inseriti nel carro posteriore, ma se mi alzo sui pedali a spingere è super reattiva. La guida poi è molto comoda, avendo un tubo sterzo più lungo del normale, insomma una vera soddisfazione!
Inizia la salita vera, i primi km sono i più duri, vado su tranquillo senza esagerare, mi voglio godere tutte le sensazioni di questa bella giornata invernale, ma subito mi rendo conto che salgo meglio dell’ anno scorso. Non so se è merito della bici nuova ma il 28(qualche purista storcerà il naso per questa padella)rimane inutilizzato, salgo bene con il 22 e il 25, a volte azzardo pure il 19!Il traffico è inesistente, a metà salita raggiungo un bikers, scambiamo due parole e poi io proseguo verso la cima. Quota 1000mt, mancano 2km nel bosco, ora è un po’ freddo, la strada è sporca e in alcuni tornanti c’ è ghiaccio, mi alzo sui pedali en danseuse, ultime curve ed ecco spiana, sbuca il sole di nuovo e sono sul passo, io, la mia nuova Roubaix e il silenzio dei monti coperti di neve. Che giornata!


Mi infilo la giacca in Gore-tex e giù a palla in discesa. La bici è come una cavallo selvaggio che va domato, nelle curve lo sterzo è sensibilissimo a causa del manubrio più alto, ma quando prendo la mano i tornanti si susseguono velocissimi fino a Loppio. Piccolo passaggio a Riva per mostrare la mia creatura al negozio di bici e poi a casa, doccia, due panini e a lavorare!
Ora lo sguardo è rivolto a Domenica, si va a Nerviano per il primo 200k, ma con la gloriosa Freccia Celeste. La Specy dovrà aspettare ancora un po’ per il debutto nell’ alta società del mondo rando!!!

Il Passo Santa Barbara

Girovagando tra i Colli Euganei

Domenica sera, fervono i preparativi per la giornata di domani. Si va a caccia di salite nel parco dei colli Euganei, nella provincia di Padova. Per un centocollista un vero paradiso. In una piccola area collinare sono raccolti all’ incirca una trentina di valichi, tutti al di sotto dei 500mt di quota, perfetti per questo periodo ancora freddo. L’ idea per questo giro è nata la fine dell’ anno scorso, quando sulla rivista del Club Cent Cols(che arriva a casa ai soci)ho letto il racconto di Bernard Chalchat, un francese che si era cimentato in questo percorso. Dopo un breve scambio di e-mail, Bernard mi ha spedito l’ itinerario che aveva fatto. Con un giro di 100km per 2000mdsl suddiviso in due giorni si era portato a casa 27 colli, di cui 2 su strada sterrate.

L’ itinerario in due tappe che mi ha spedito Bernard ricavato dalla carta Kompass n°600, i cerchi in blu corrispondono ai colli La mia idea era di farlo in un giorno solo, aggiungendo anche una cinquantina di km tra andata e ritorno partendo da Vicenza.
Dopo un inizio di giornata degno del tragico Fantozzi(nell’ ordine:bicicletta bucata nel garage prima di partire, esco con il furgone e dopo 5km mi accorgo che ho lasciato la mappa a casa, sbaglio autostrada facendo 40km in più, arrivo a Vicenza, parto in bici e dopo un paio di km mi accorgo che ho lasciato la borraccia nel furgo)monto in sella ma la giornata non è splendida, un bel nebbione avvolge tutto e la temperatura è sui 4°. I primi 25km passano veloci, tutta pianura fino a Bastia, ma da qui il gioco cambia, inizia il percorso vero e subito si sale.

In vista dei colli nella nebbia prima di Bastia Sono rasoiate micidiali che a freddo fanno male e che non mi aspettavo! Corto non è sinonimo di facile come scoprirò presto! Il posto è splendido, pedalo su stradine secondarie dove il traffico non esiste. L’ unico neo è che mi devo fermare di continuo a guardare la cartina per non perdermi in questo dedalo di salite. Tre colli fatti, ventiquattro da fare! Giro a sx ed esco dal percorso ad anello per andare a farne tre in andata-ritorno.

Il Passo Fiorine, 6° di oggi Per salirne uno sono costretto a spingere la bici, la pendenza è disumana, e per di più sterrata. Quando sono in cima mi domando se sia giusta questa esasperazione per aggiungere un numero sulla lista.

La foto non rende l’ idea della pendenza, superiore al 20%
Il tempo passa in fretta ma i km non scorrono. Salgo sulla cima Coppi di oggi, la Forcella delle Punte a quota 437mt, lungo una bella strada percorsa anche dalla Transeuganea. Sono circa 3km con una pendenza media del 8%. Siamo a quota 9 colli, e inizio a rendermi conto che oggi non finirò il giro. Panino veloce in vetta e riparto, altra salita, il Passo del Roccolo, e poi mi imbatto in una pista che scoprirò poi il mio amico Bernard aveva evitato, trovandosi sulla linea di confine del percorso che lui aveva diviso in due tappe. Dopo un paio di chilometri di salita finisce l’ asfalto e comincia lo sterrato, che si tramuta presto in una pista fangosa fino al valico che mi tocca superare bici a spalla!!!
Si sono fatte le tre del pomeriggio, non posso chiudere l’ anello, quindi cartina alla mano faccio un bel taglio che in una ventina di km di leggeri saliscendi mi riporta a Bastia, poi stessa strada fatta all’ andata fino alla macchina dove concludo il giro, non prima però di aver fatto una sosta in un bel panificio per sbranarmi un trancio di pizza e due panini con l’ uvetta!
Col senno di poi è stata una bella avventura(ma su quella pista di fango le ###### che ho tirato le so solo io!), di sicuro tornerò per concludere l’ anello e per fare quei 16 colli mancanti.

Lavori in corso

Quasi ci siamo. Dopo un anno e qualche mese passato a scorrazzare sulla Specialized Alléz in alluminio, ho deciso di comprare un telaio in carbonio.

Ultimo sguardo all’ Alléz La scelta è caduta sulla Roubaix Comp, sempre restando in casa Specy, una delle poche costruita specificatamente per le lunghe distanze. Il primo impatto è stato notevole, quando l’ ho scartata in negozio mi sembrava finta tanto è leggera, per non parlare poi del rumore che fa quando la batti, sembra di plastica!!! E’ la prima esperienza con il carbonio, a dire la verità l’ ho sempre un po’ snobbato…mi sento più tradizionalista, legato a materiali classici come l’ acciaio(la Freccia Celeste) o il titanio(che però costa parecchio ma che prima o poi proverò)che danno più sicurezza, ma alla fine sono caduto in tentazione e me la sono comprata, soprattutto per migliorare il comfort. Come componenti manterrò tutto quello che c’ era sulla Alléz, ovvero un onesto Shimano 105 con ruote Mavic CXP.

Tutti i componenti smontati e puliti a dovereDi nuovo ci sono i freni, che prima non erano del 105, il deragliatore anteriore che ci vuole a saldare mentre sulla Alléz era a fascetta, e i copertoni, dei robusti Continental Grand Prix 4000 da 23mm. Ovvio che resta con me la sella Brooks da oltre mezzo chilo di peso! I puristi storceranno il naso ma garantisco che chi prova le Brooks non cambia più; magari più avanti me ne regalo una in titanio, così risparmio 200g!!!

Ecco il nuovo telaio Roubaix Comp con la forcella ancora da tagliare Piano piano sta prendendo forma nel mio garage. Eh si, la sto montando io, grande soddisfazione ad opera finita ma qualche bestemmia vola nell’ assemblaggio. Ho perso un po’ la mano da meccanico che avevo una volta quando lo facevo di lavoro, ma il gusto di creare una cosa da zero con le proprie mani è sempre quello. Speravo di collaudarla per il giro che farò lunedì(si va a caccia tra i colli Euganei) ma mi sa che dovrò aspettare ancora qualche giorno per la messa in strada.
A breve le sensazioni on the road.
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Il passo dello sceriffo

Oggi mi sono alzato e non ne avevo voglia. Di prendere la bici. Evidenti strascichi della domenica sullo snowboard uniti al non aver programmato nessun giro in particolare, mi stavano facendo saltare la pedalata. Alle nove e mezza mi sono ripreso d’ animo e dopo aver pensato un attimo a dove andare, sono saltato in sella. Questa settimana volevo fare un’ uscita più leggera rispetto all’ ultima, che avevo sentito per qualche giorno, così ho pensato di fare il già collaudato “giro della valle”, discesa per la valle dell’ Adige e risalita lungolago.
La partenza non è delle più calde; sulla maza il termometro segna 2°, ma appena arrivo a Nago esce il sole e va subito meglio.
A Mori, una volta presa la pista ciclabile Claudia Augusta, come sempre quando ho dei dubbi sull’ uscita in bici, mi sono reso conto di cosa mi sarei perso se fossi restato a casa.

La pista ciclabile a Mori La giornata è splendida, cielo sereno, un’ aria frizzante tipicamente invernale ma con una temperatura piacevole, e nessuno in giro. Dopo pochi km piccola pausa per il solito inconveniente foratura, ruota anteriore, che negli ultimi giri mi accompagna sempre(forse a causa dei copertoncini ormai andati); per fortuna che c’ è il sole e fare un piccolo break è quasi un piacere. Complice il vento a favore arrivo in fretta a Caprino Veronese, da dove attacco la salita per Lumini dal versante opposto a quello della settimana scorsa, per andare a caccia di un colle, il Passo dello Sceriffo. A parte qualche duro strappetto la salita si rivela proprio bella, l’ asfalto è perfetto con una splendida vista sul lago e su tutta la pianura. Salgo al mio passo e in un attimo sono a Lumini.

Lumini Qui per andare a scovare il passo dello Sceriffo bisogna girare a dx verso Prada percorrendo ancora un chilometro in leggera salita fino a quota 735mt, all’ incrocio con la strada che proviene da S.Zeno. Nessun cartello che segnali il colle, ma dai cataloghi ufficiali del Club Cento Colli risulta essere qua.
Mangio un panino, mi infilo la giacca in Gore-Tex e mi lancio verso il lago, S.Zeno e poi a destra ancora qualche saliscendi prima di arrivare alla discesa ripidissima che porta a Castelletto. Oggi sono fortunato, il vento è dalla mia e in un blitz arrivo a casa senza scendere mai sotto ai 30kmh.
Sono a casa con 120k nelle gambe e ancora bello fresco. Con questo giro si è conclusa la breve vita della Specialized Allez, è in arrivo una bella novità, tutta in carbonio! Dico solo una parola, Roubaix!

Si comincia a salire!

Lunedì mattina, ore 6.45. Fuori è ancora buio, luci accese e si parte, direzione valle dell’ Adige. Ho appuntamento alle 9.00 a Peri con Musseu, super-randonneur di navigata esperienza (nel suo palmarès Parigi-Brest-Parigi, 1001 Miglia e Super Randonnée Fausto Coppi, una cosina da 11000mdsl!) conosciuto sul web, anche lui iscritto alla LEL di quest’ anno.
Per paura di fare tardi tiro un’ po troppo e sono a Peri alle 8.30. Fortuna che c’ è un bel bar, così ne approfitto per aspettarlo al caldo con un bel caffè e brioche. Intanto sale un po’ di ansia, oggi affronteremo la mia prima vera salita dell’ anno, la Peri-Fosse, che ho fatto una sola volta ma che ricordo bene! Sono quasi 9km con una pendenza media del 8,9% e punte del 15%. Arriva Giorgio, facciamo conoscenza e si parte. La salita scorre rapida sotto i nostri copertoncini, si sale chiaccherando(lui tranquillo, io sputo monosillabi tra un’ ansimata e l’ altra con la mente annebbiata dall’ acido lattico!)e arriviamo in cima senza rendercene conto. Dopo una pausa caffè decidiamo di modificare il percorso che inizialmente prevedeva la salita al passo Fittanze della Sega da Erbezzo, 1399mdsl, per paura di trovare ghiaccio sulla discesa, e ci dirigiamo a dx nella Valpolicella. Ancora qualche strappo e inizia una splendida discesa con panorami mozzafiato sul Baldo, Verona e tutto il lago di Garda, che in una trentina di km ci porta a Domegliara.

Da qui grazie a Giorgio che conosce perfettamente la zona, arriviamo a Bardolino su stradine secondarie prive di traffico, e poi su ancora fino a Garda dove le nostre strade si separano; lui torna verso casa ed io procedo a nord sul lungolago.

Piccola pausa dopo Garda Arrivato a Torri del Benaco vista la splendida giornata decido di fare la salita fino a San Zeno di Montagna per andare alla caccia di un colle scovato sulle carte, il passo di Lumini. Ho già passato i 100k e le gambe si fanno durette. Salgo piano fino a S. Zeno, è passato mezzogiorno e la giornata è primaverile. Questa mattina sono partito troppo vestito e ora patisco il caldo.

Al bivio di Albisano il cestino dei ciclisti, con ruota libera e catarifrangente Fino qua tutto bene, le pendenze sono facili e costanti, ma gli ultimi due km per arrivare al passo dal centro del paese sono tremendi, un susseguirsi di strappi che passano il 18% dove la Freccia Celeste unita alla stanchezza fa sentire il suo peso, ma alla fine arrivo in cima. Che fatica! Ritorno in paese, giro a dx su una strada sospesa sul bordo del lago e con una discesa ripidissima precipito letteralmente su Castelletto, dove ho una brutta sorpresa; il vento non è girato come al solito ma è rimasto da nord, il che vuol dire fatica extra fino a casa. La crisi arriva e fino a Malcesine è una bella sofferenza, spingo forte sui pedali ma a fatica supero i 22/23kmh.

In piena crisi dopo Malcesine Decido di fermarmi dieci minuti, seduto in riva al lago mi mangio l’ ultimo panino che avevo e quando riparto sono rinato! Le gambe girano bene e mi portano fino a casa ad un’ andatura più che meritevole. Arrivo ad Arco con il sorriso stampato sulle labbra per aver passato un’ altra giornata super, perdipiù insieme a Giorgio che si è rivelato molto disponibile e da cui ho appreso alcuni consigli utili per il mio futuro di randonneur. Alla prossima Musseu!
In totale 165k con 2000mdsl, non male per inizio Febbraio.

Programmi

Freddo, pioggia e neve. L’ inverno non cede. Quindi per motivarsi e continuare gli allenamenti è meglio pensare avanti dando un’ occhiata al calendario degli appuntamenti per i mesi futuri.

Marzo, programma LEL 2x200k:
1-3 200k di Nerviano, si aprono le danze!
Poi o un altro 200k da scegliere tra 8-3 Seriate e 22-3 Cascina Costa, o il 300k del 29-3 a Cervia.

Aprile, programma LEL 1x300k, 1x400k:
19-4 300k di Cumiana
400k non ce ne sono in questo periodo, quindi pensavo ad un brevetto permanente da fare in autonomia, la Randonnée transnazionale delle alpi orientali, l’ unica (delle TRE esistenti!!!) su questa distanza. Un percorso già collaudato, verrà riproposto in giugno ufficialmente.

Maggio, programma LEL 1x200k, 1x600k:
9-5 400k di Oderzo, questa è in forse.
24-5 9colli. Ok, è una granfondo ma sono sempre 200k con 3800mdsl. Ci sarebbe anche la novità della randonnée in notturna che parte la sera prima da abbinare poi alla gf, ma non penso che la farò. Voglio godermi questa manifestazione insieme a Valentina alla sua prima esperienza di gf (ops, anche la mia!) che farà il percorso corto.
30-5 un 600k in Germania. Questa è un po’ un’ incognita. La partenza non è troppo lontana da casa mia, e l’ idea di andare a conoscere gli amici randonneurs tedeschi e vedere come interpretano il mondo rando mi alletta parecchio. L’ unico problema è che non so una parola di tedesco…“Do you speak english?”.

Giugno, programma LEL 2x200k, 1x600k:
Giugno è ancora lontano, per ora so di certo che parteciperò il 21-6 all’ Epica a Cuneo. Un 300k da veri grimpeur, dove si susseguiranno Colle dell’ agnello, Izoard, Monginevro e Sestriere, per un totale di 5100mdsl.

Luglio, programma LEL 1×200, LEL:
Il 600k previsto per giugno slitta al 4-7 con il raduno della nazionale randonneurs a Nerviano.
E poi finalmente il giorno tanto atteso.
26-7 Londra-Edinburgo-Londra.

Più varie ed eventuali non ufficiali che spero si inseriranno in questo calendario, lavoro e soprattutto Valentina (che pazienza che dovrai avere quest’ anno!) permettendo.


Per tutte le info ai brevetti in Italia dove manca il collegamento, fare riferimento al sito Audax Italia.

Sotto la neve


Questo week-end non era previsto nessun lungo perchè oggi ero impegnato con il dentista.
Ieri però mi sono fatto un giretto sotto la neve che cadeva per provare a vedere come reagivo sul bagnato.
BENISSIMO! Con i materiali giusti le cose cambiano radicalmente! Temperatura vicino allo zero, ero così vestito: sotto, calzini pesanti e maglia intima a maniche corte. Salopette in Windstopper, maglia a manica lunga da bici, giubbino invernale sempre Windstopper, e sopra giacca in Gore-tex. Copriscarpe impermeabili, guanti in Gore-tex imbottiti, cappellino di lana e occhiali. In salita sudavo leggermente, ma è bastato aprire la giacca per far scendere la temperatura, mentre in discesa(anche se breve) niente freddo! Alla fine del giro di due ore mi sono reso conto che sarei potuto stare tranquillamente in sella ancora parecchio senza problemi! Solo i piedi erano un po’ ghiacciati ma asciutti, merito anche degli splendidi parafanghi che in questi casi fanno la differenza.
Il solito giro Arco-Sarche e ritorno fatto mille volte ha saputo darmi ancora qualcosa di nuovo.

Verso il lago di Cavedine

Le marocche di Dro

La pista ciclabile da Sarche a Pietramurata

Tornerò a prendermi quel colle!

Lunedì mattina, ore 7.30. La sveglia mi tira giù dal letto e subito capisco che non sarà una gran giornata. Lo snowboard ha lasciato più segni del previsto: gambe e lombari a pezzi! “Vado o non vado?” continuo a chiedermi, così passano due ore prima che mi smuova da casa. Alla fine l’ idea delle sensazioni che solo una bella uscita lunga e una salita nuova sanno darmi mi fa partire.
I primi chilometri mi sento pesante, i pedali girano a fatica, allora nella mia testa mi immagino di essere al secondo giorno di una lunga randonnèe e che mi ci devo abituare!

Piu’ motivati del ciclista in inverno!
Solito lago e solita sponda delle gallerie fino a Gargnano, ma da qui oggi si va verso terreno inesplorato, quella che secondo me è la vera essenza del randonneur, del randagismo, guardare una linea sull’ atlante stradale(meglio se a zig zag!)e dire: “Bon, oggi vado li”.
Come inizia la salita che porta a Navazzo, 496mslm, subito mi immagino tutti i ciclisti che qua spendono fatica e sudore a fare ripetute! La strada sale infatti con una pendenza costante che rende piacevole la salita e che consente di ammirare la catena del Baldo in tutto il suo splendore.

Prima del paese faccio una piccola pausa per mangiare qualcosa, la giornata è calda, e le gambe si sono riprese.
Da qui si sale verso il lago di Valvestino. La strada che lo costeggia è meravigliosa! Tutta un leggero saliscendi per una decina di km entusiasmanti a traffico zero! L’ unico neo è che essendo inverno è ancora molto sporca, e nelle curve devo fare attenzione per non scivolare.

Il lago di Valvestino Ormai sono a quota 600mt, finisce il lago e inizia l’ ultimo tratto di salita di 6km che porta a Capovalle, 937mslm.

Arrivo in paese dove mi fermo a mangiare un panino con la marmellata e a decidere il da farsi. E’ un po’ tardi, ho un appuntamento nel pomeriggio, così il progetto di andare giù sul lago d’ Idro per tornare passando da Salò salta, e decido di rifare la strada al contrario. Purtroppo però il centocollista che è in me si dimentica di arrivare in cima alla strada dove c’ è il cartello del passo, quindi per stavolta niente scalpo!
La discesa va meno peggio del previsto, mi infilo la giacca in Gore-Tex sopra quella in Windstopper e monto in sella. Da Navazzo a Gargnano la Freccia Celeste va giù come un missile, e in un attimo sono di nuovo sul lago, dove mi aspetta uno stramaledetto vento contro, che unito alla stanchezza mi farà penare parecchio fino a casa(punte dei 19km/h in pianura!!).
A casa il contachilometri segna 125km a una media dei quasi 23km/h. Quello che non segna sono le emozioni bellissime che ancora una volta questa passione mi ha regalato, e che spero piano piano di imparare a far trasparire sulle mie foto!

Il mio nuovo flap

Freddo e allenamenti

Questa settimana il tempo ad Arco non è stato dei migliori, però sono riuscito lo stesso a fare qualche bella pedalata nelle mie pause pranzo. Tre uscite una in fila all’ altra; martedì e mercoledì ha piovuto parecchio, quindi ne ho approfittato per riposare. Giovedì invece bella sgambata in relax fino al lago di Santa Massenza passando per le marocche, in compagnia di Manuel-mio compagno di allenamenti- e Michele (ho trovato un’ altro randonneur di Arco!).Temperatura ottima di 12° e un bel sole! 45km in poco meno di 2 ore.
Venerdì il tempo era grigio ma la voglia era tanta, così sono andato lo stesso, fino a Villa Lagarina per cambiare un po’. Freddo cane, fisso sui 5°, e non avevo neanche i guanti pesanti, così mi sono ghiacciato le mani. Sulla strada del ritorno, a Loppio, ho incontrato anche Tiziano della mia società che mi ha accompagnato fino a casa. Sulla maza filavamo a 50km/h!. Un bell’ anello con sali e scendi per 45km in un’ ora e tre quarti.
Anche oggi giornata uggiosa, ma si va lo stesso! Manuel mi abbandona visto il tempo, così opto per andare fino a Malcesine in tranquillità, ma poi quando sono solo finisce sempre che tiro come un dannato, e così mi sono ritrovato a Castelletto, complice il vento, con il mio personal best sulla media oraria, 31,1km/h!!Al ritorno però che fatica con il vento da nord! Sono anche andato in crisi di zuccheri…65km in 2 ore e 15 minuti. (Sulle crisi di zuccheri: ho notato che se mangio un panino un’ ora prima di allenarmi vado fisso in crisi a metà uscita, mentre se parto a digiuno e con le maltodestrine nella borraccia fila tutto liscio e non arrivo a casa strisciando!).

E’ stata una buona settimana, 260 km in totale di puro divertimento! Domani si va in snowboard a Madonna di Campiglio e per lunedì un’ altro lungo mi aspetta, sempre con la Freccia Celeste!